Il Comune multa l´Agenzia delle entrate Incassati quattrocentomila euro

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La sede di via degli Uffici Finanziari aveva corrisposto la Tarsu per una metratura di molto inferiore a quella reale

SALERNO – Due carabinieri travestiti da banditi hanno arrestato due banditi travestiti da carabinieri. La notizia, che può suonare inverosimile, non è niente di fronte a quella che stiamo per raccontarvi. Nella quotidiana lotta agli evasori della tassa di smaltimento dei rifiuti urbani, il Comune di Salerno si è trovato di fronte a un utente eccellente: l’Agenzia delle Entrate. Ad un controllo capillare è risultato infatti che la sede di via degli Uffici Finanziari, 7 aveva corrisposto la Tarsu per una metratura di molto inferiore a quella reale. Chi ha dimestichezza di quegli uffici, nei pressi dell’ex caserma dei vigili del fuoco e non molto distanti dal comando di polizia municipale, sa che si estendono su una superficie di decine di migliaia di metri quadri. Ebbene la Tarsu era stata calcolata per un’area di dimensioni di gran lunga inferiori. Immediatamente è scattata la contestazione da parte degli uffici comunali preposti ai tributi con relativo addebito: quattrocentomila euro di multa. Che l’Agenzia delle Entrate, per una volta dall’altra parte della cartella esattoriale, ha provveduto a pagare immediatamente.

LA POLEMICA SU CHIPPERFIELD – Un altro recupero Tarsu importante, pari a 165 mila euro, è stato effettuato dal Comune invece ai danni di un noto centro commerciale della zona industriale. Fin qui la notizia che ha provocato non pochi imbarazzi all’interno di Palazzo di Città. Al punto da non essere comunicata agli organi d’informazione. Tra Agenzia delle Entrate e Comune di Salerno i rapporti si sono incrinati all’inizio del 2009 quando si concluse l’accertamento sui compensi che l’archistar David Chipperfield aveva ricevuto dal Comune come progettista della Cittadella giudiziaria. L’urbanista di fama internazionale finì nel libro nero del fisco italiano come un volgare evasore per non aver corrisposto l’Iva sugli emolumenti ottenuti fin dal 2002 dall’amministrazione comunale. «Io non ho tratto alcun vantaggio dal mancato versamento dell’Iva – scrisse in una lettera al Corriere del Mezzogiorno lo stesso Chipperfield – e mi vengono richieste somme che io non ho mai percepito e che sono tuttora depositate presso le casse dello Stato. Non c’è danno per lo Stato italiano». Ma l’Agenzia delle Entrate non volle sentire ragioni: la cartella esattoriale di 960 mila euro di Iva non corrisposta deve pagarla il progettista inglese che, nel frattempo, ha perso il primo grado di giudizio e si avvia verso il secondo. In tutta questa vicenda non poteva mancare un’esternazione del sindaco Vincenzo De Luca che chiese un’ispezione ministeriale sulla sede salernitana dell’Agenzia delle Entrate: «Il comportamento dei funzionari e dei dirigenti dell’Agenzia delle Entrate di Salerno su quanto capitato all’architetto David Chipperfield – disse De Luca in tv – è semplicemente vergognoso. Non è possibile calpestare la dignità umana di uno dei più grandi professionisti del mondo che ha rapporti di lavoro con la Casa Reale d’Inghilterra. Solleciterò un’interrogazione parlamentare nella quale chiederemo al ministro Tremonti e al ministro Brunetta di valutare se i funzionari di Salerno siano o meno compatibili con il loro ufficio». Il direttore Luigi Rubino, che successivamente ha lasciato per raggiunti limiti d’età, non si lascia intimidire: «Sono del tutto infondate le accuse rivolte, senza contraddittorio, ad onesti e scrupolosi funzionari delle Entrate». Fin qui il passato recente dei rapporti burrascosi tra Agenzia delle Entrate e Comune di Salerno. Ora c’è questo nuovo capitolo, decisamente intrigante. E, in mezzo, il nuovo direttore dell’Agenzia delle Entrate, Mattia Barricelli.

Gabriele Bojano
01 settembre 2010 Il Corriere del Mezzogiorno                                    inserito da Michele Pappacoda