Torre del Greco. Truffa all’Asl, condannato il sindaco: 3 anni e 3 mesi, interdetto per 5 anni dai pubblici uffici

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Torre del Greco. Fece passare un intervento di chirurgia plastica per ernia, per ottenere i rimborsi dall’Asl, in un giro di fatture e presunti reati in parte prescritti. Con questa accusa è stato condannato a tre anni e tre mesi Ciro Borriello, noto chirurgo plastico e sindaco di Torre del Greco. Altra tegola per il primo cittadino corallino, che si è trovato ad affrontare un processo penale dopo le dettagliate denunce presentate da Luigi Russo, ex consigliere comunale e capogruppo di maggioranza all’epoca dei fatti, anche lui condannato per gli stessi reati a 2 anni e mezzo. I fatti risalgono al 2006 e 2007, periodo in cui Russo si è sottoposto a due interventi chirurgici effettuati proprio dal chirurgo Borriello nella clinica privata di Torre del Greco dove lui lavora. «Ernia e ginecomastia» citava la cartella clinica della prima operazione, «correzione di ernia» la seconda. «Ma in realtà – come Borriello stesso ha ammesso – si trattava di due interventi di chirurgia plastica ai quali si era sottoposto Russo», ha ribadito nell’aula 7 del tribunale di Torre Annunziata il pm Emilio Prisco, che ha scelto di replicare all’arringa difensiva dell’avvocato Giancarlo Panariello, difensore del sindaco. «Addominoplastica e liposuzioni» sarebbero, invece, gli interventi effettivamente eseguiti da Borriello sul paziente – ex alleato politico e ora suo primo accusatore – Luigi Russo, difeso a processo dall’avvocato Mauro Porcelli. Un fatto che ha destato scalpore in città, venuto fuori a luglio 2012, quando Russo – ormai ex alleato di Borriello – decise di presentare un esposto alla Procura autodenunciandosi e inguaiando l’ex sindaco. In uno scambio di accuse, processi civili interrotti, richieste di risarcimento danni mai arrivate ad accordo, si sarebbe perpetrata anche la truffa ai danni dell’Asl, parte civile del processo, alla quale il giudice Maria Laura Ciollaro ha riconosciuto il diritto ad un risarcimento danni. Le condanne incassate da Borriello e Russo riguardano il reato di truffa per quanto riguarda il primo intervento (quello del 2006, il cui rimborso è arrivato nel 2009) e il reato di falso nella cartella clinica per la seconda operazione (nel 2007). Il falso del 2006 e il rimborso del 2007, invece, sono stati giudicati prescritti. Ma la tegola più pesante per il primo cittadino di Torre del Greco riguarda l’interdizione dai pubblici uffici di 5 anni che gli è stata inflitta, pena accessoria che diventerebbe eventualmente esecutiva solo al secondo grado di giudizio, mentre la legge Severino non riguarda questa tipologia di reati. «Sono tranquillo – afferma Borriello – perché sono consapevole di ciò che ho fatto. Aspetto di leggere le motivazioni della sentenza per valutare, insieme al mio legale, le ragioni d’appello. La vicenda mi amareggia sia sotto il profilo professionale sia sotto il profilo politico, ma andrò avanti lungo la mia strada. Ho la coscienza a posto». «Prendo atto della condanna a mio carico – fa sapere, invece, Russo – ma in questa vicenda io sono vittima, non un carnefice. Impugnerò la sentenza affinché sia fatta giustizia e in appello sia accertata la mia estraneità ai fatti». (Dario Sautto – Il Mattino)

Torre del Greco. Fece passare un intervento di chirurgia plastica per ernia, per ottenere i rimborsi dall'Asl, in un giro di fatture e presunti reati in parte prescritti. Con questa accusa è stato condannato a tre anni e tre mesi Ciro Borriello, noto chirurgo plastico e sindaco di Torre del Greco. Altra tegola per il primo cittadino corallino, che si è trovato ad affrontare un processo penale dopo le dettagliate denunce presentate da Luigi Russo, ex consigliere comunale e capogruppo di maggioranza all'epoca dei fatti, anche lui condannato per gli stessi reati a 2 anni e mezzo. I fatti risalgono al 2006 e 2007, periodo in cui Russo si è sottoposto a due interventi chirurgici effettuati proprio dal chirurgo Borriello nella clinica privata di Torre del Greco dove lui lavora. «Ernia e ginecomastia» citava la cartella clinica della prima operazione, «correzione di ernia» la seconda. «Ma in realtà – come Borriello stesso ha ammesso – si trattava di due interventi di chirurgia plastica ai quali si era sottoposto Russo», ha ribadito nell'aula 7 del tribunale di Torre Annunziata il pm Emilio Prisco, che ha scelto di replicare all'arringa difensiva dell'avvocato Giancarlo Panariello, difensore del sindaco. «Addominoplastica e liposuzioni» sarebbero, invece, gli interventi effettivamente eseguiti da Borriello sul paziente – ex alleato politico e ora suo primo accusatore – Luigi Russo, difeso a processo dall'avvocato Mauro Porcelli. Un fatto che ha destato scalpore in città, venuto fuori a luglio 2012, quando Russo – ormai ex alleato di Borriello – decise di presentare un esposto alla Procura autodenunciandosi e inguaiando l’ex sindaco. In uno scambio di accuse, processi civili interrotti, richieste di risarcimento danni mai arrivate ad accordo, si sarebbe perpetrata anche la truffa ai danni dell'Asl, parte civile del processo, alla quale il giudice Maria Laura Ciollaro ha riconosciuto il diritto ad un risarcimento danni. Le condanne incassate da Borriello e Russo riguardano il reato di truffa per quanto riguarda il primo intervento (quello del 2006, il cui rimborso è arrivato nel 2009) e il reato di falso nella cartella clinica per la seconda operazione (nel 2007). Il falso del 2006 e il rimborso del 2007, invece, sono stati giudicati prescritti. Ma la tegola più pesante per il primo cittadino di Torre del Greco riguarda l'interdizione dai pubblici uffici di 5 anni che gli è stata inflitta, pena accessoria che diventerebbe eventualmente esecutiva solo al secondo grado di giudizio, mentre la legge Severino non riguarda questa tipologia di reati. «Sono tranquillo – afferma Borriello – perché sono consapevole di ciò che ho fatto. Aspetto di leggere le motivazioni della sentenza per valutare, insieme al mio legale, le ragioni d'appello. La vicenda mi amareggia sia sotto il profilo professionale sia sotto il profilo politico, ma andrò avanti lungo la mia strada. Ho la coscienza a posto». «Prendo atto della condanna a mio carico – fa sapere, invece, Russo – ma in questa vicenda io sono vittima, non un carnefice. Impugnerò la sentenza affinché sia fatta giustizia e in appello sia accertata la mia estraneità ai fatti». (Dario Sautto – Il Mattino)