Nuovi prefetti a Salerno ed a Caserta. A Salerno arriva Antonella Scolamiero ed a Caserta Arturo De Felice

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Nuovi prefetti a Salerno e Caserta, e non è una scelta di routine. Un’attenzione forte da parte del governo con la decisione di spedire in Terra di Lavoro l’ex direttore della Dia, la direzione investigativa antimafia. E con la decisione di riempire finalmente la casella lasciata vuota a Salerno dopo la partenza, ormai alcuni mesi fa, di Gerarda Pantalone, trasferita a Napoli. I due nuovi prefetti – in posti chiave, seppure per motivi diversi, della Campania – sono stati designati ieri sera durante la riunione del consiglio dei ministri, nell’ambito di un movimento più vasto che ha interessato diversi capoluoghi di provincia. A Salerno arriva da Viterbo Antonella Scolamiero, a Caserta è il turno di Arturo De Felice che da pochi mesi era a capo del Commissariato per le iniziative a sostegno delle vittime dei reati di tipo mafioso. Due scelte non semplici, date per incerte fino all’ultimo momento dopo un tam tam insistente per diverso tempo. La Scolamiero, romana, 59 anni, è alla sua seconda esperienza da prefetto di città capoluogo, dopo Viterbo. In precedenza è stata in servizio sempre a Roma, in prefettura o, più a lungo, al ministero, in diversi uffici, con un ultimo impiego al dipartimento della protezione civile e dei vigili del fuoco. Va a sostituire la Pantalone, confermando la tendenza rosa della prefettura di Salerno. Un arrivo che si è fatto attendere non poco, ciò a conferma di non irrilevanti contrasti sulla copertura di un ufficio lasciato libero improvvisamente dalla partenza dell’attuale prefetto di Napoli. Un’anomalia la vacanza della sede, anche per le conseguenze non di poco conto, a cominciare dalla vicenda di Vincenzo De Luca e dalle implicazioni legate alla legge Severino. Ma non solo: ha destato meraviglia la celebrazione delle iniziative per il 2 giugno senza la presenza del prefetto in sede. Diverso il caso di Caserta, dove la prefettura aveva la guida ed era anch’essa rosa. Ora la prefetto Carmela Pagano va via e si trasferisce a Bari, in un capoluogo di regione, a conferma di una sorta di promozione. Al suo posto non c’è un’altra donna ma un uomo, con una vasta esperienza nel settore della lotta ai clan. Una scelta ben meditata quella di Arturo De Felice, calabrese, 62 anni, da gennaio scorso al commissariato per le vittime della mafia, in precedenza alla guida della Direzione antimafia e, prima ancora, con diversi incarichi nella Polizia di Stato. Un prefetto dunque di provenienza polizia, con una caratterizzazione chiara a conferma della specificità della provincia di Caserta. Di De Felice, per la verità, si era già parlato qualche mese fa quando c’erano da nominare i commissari all’ospedale di Caserta, sciolto per infiltrazioni della camorra; l’ipotesi era poi tramontata. Ieri la decisione di far arrivare comunque De Felice: per Caserta un segnale ben chiaro. (Il Mattino) 

Nuovi prefetti a Salerno e Caserta, e non è una scelta di routine. Un’attenzione forte da parte del governo con la decisione di spedire in Terra di Lavoro l’ex direttore della Dia, la direzione investigativa antimafia. E con la decisione di riempire finalmente la casella lasciata vuota a Salerno dopo la partenza, ormai alcuni mesi fa, di Gerarda Pantalone, trasferita a Napoli. I due nuovi prefetti – in posti chiave, seppure per motivi diversi, della Campania – sono stati designati ieri sera durante la riunione del consiglio dei ministri, nell’ambito di un movimento più vasto che ha interessato diversi capoluoghi di provincia. A Salerno arriva da Viterbo Antonella Scolamiero, a Caserta è il turno di Arturo De Felice che da pochi mesi era a capo del Commissariato per le iniziative a sostegno delle vittime dei reati di tipo mafioso. Due scelte non semplici, date per incerte fino all’ultimo momento dopo un tam tam insistente per diverso tempo. La Scolamiero, romana, 59 anni, è alla sua seconda esperienza da prefetto di città capoluogo, dopo Viterbo. In precedenza è stata in servizio sempre a Roma, in prefettura o, più a lungo, al ministero, in diversi uffici, con un ultimo impiego al dipartimento della protezione civile e dei vigili del fuoco. Va a sostituire la Pantalone, confermando la tendenza rosa della prefettura di Salerno. Un arrivo che si è fatto attendere non poco, ciò a conferma di non irrilevanti contrasti sulla copertura di un ufficio lasciato libero improvvisamente dalla partenza dell’attuale prefetto di Napoli. Un’anomalia la vacanza della sede, anche per le conseguenze non di poco conto, a cominciare dalla vicenda di Vincenzo De Luca e dalle implicazioni legate alla legge Severino. Ma non solo: ha destato meraviglia la celebrazione delle iniziative per il 2 giugno senza la presenza del prefetto in sede. Diverso il caso di Caserta, dove la prefettura aveva la guida ed era anch’essa rosa. Ora la prefetto Carmela Pagano va via e si trasferisce a Bari, in un capoluogo di regione, a conferma di una sorta di promozione. Al suo posto non c’è un’altra donna ma un uomo, con una vasta esperienza nel settore della lotta ai clan. Una scelta ben meditata quella di Arturo De Felice, calabrese, 62 anni, da gennaio scorso al commissariato per le vittime della mafia, in precedenza alla guida della Direzione antimafia e, prima ancora, con diversi incarichi nella Polizia di Stato. Un prefetto dunque di provenienza polizia, con una caratterizzazione chiara a conferma della specificità della provincia di Caserta. Di De Felice, per la verità, si era già parlato qualche mese fa quando c’erano da nominare i commissari all’ospedale di Caserta, sciolto per infiltrazioni della camorra; l’ipotesi era poi tramontata. Ieri la decisione di far arrivare comunque De Felice: per Caserta un segnale ben chiaro. (Il Mattino)