Scafati aggredita la direttrice della Asl Grazia Gentile

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Costretta a chiudersi in una stanza per sfuggire ad una serie di minacce e a una tentata aggressione fisica. Ha temuto il peggio Grazia Gentile, direttore del Distretto sanitario Scafati-Angri. Ieri, per sfuggire all’ira del papà di un paziente in assistenza domiciliare pediatrica, è rimasta barricata per circa due ore nella sua stanza in via Passanti. Alla base del gesto ci sono i malumori per la nuova gestione dell’ADI. In molti hanno chiesto che si ritorni al vecchio sistema, con la gestione in capo a medici e infermieri degli ospedali. Appelli che però sono caduti nel vuoto. L’ennesimo, espresso probabilmente con troppa veemenza, stava per sfuggire di mano, facendo rischiare il peggio alla dottoressa Gentile. La direttrice del Distretto 61 se l’è cavata solo grazie alla “protezione” delle guardie giurate presenti lunedì pomeriggio e dopo l’arrivo dei carabinieri della tenenza di Scafati, allertati proprio dal presunto aggressore. A denunciare il caso è stata la stessa dirigente, che ha scritto anche alla direzione generale dell’Asl e alla direzione delle risorse umane. Nel documento la pediatra racconta che l’uomo si è presentato a Scafati «in grave stato di alterazione». Figura chiave della vicenda sarebbe un infermiere in servizio all’ospedale “Umberto I” di Nocera Inferiore. Secondo quanto trapelato, il paramedico avrebbe esasperato il papà del piccolo disabile facendo ricadere le responsabilità del nuovo servizio su Gentile. Particolari che la dottoressa ha riportato nella nota inviata ai vertici aziendali. L’infermiere in questione avrebbe detto al papà dell’assistito che non poteva più effettuare assistenza a domicilio a causa della dirigente del Distretto. Affermazioni che avrebbero, insomma, fatto scattare la scintilla nella mente di un padre già sfiancato dalla battaglia quotidiana portata avanti da anni per rivendicare il diritto alla salute e a un’assistenza migliore al proprio figlio. Nel parapiglia, mentre l’uomo prendeva a pugni porte e muri, sarebbero anche volate minacce di ogni genere. Alcuni presenti hanno raccontato che l’uomo avrebbe detto alla Gentile di volerla buttare giù dalla finestra. Episodio che la direttrice ha indicato anche nella lettera inviata subito al manager dell’Asl, Antonio Squillante. Nonostante l’arrivo dei carabinieri nella sede del Distretto, il papà del paziente si è tranquillizzato solo dopo tempo e la dirigente Gentile è potuta uscire solo scortata dai militari dell’Arma. Una vicenda che probabilmente finirà con una denuncia di parte e con dei provvedimenti disciplinari nei confronti dell’infermiere, così come avrebbe sollecitato Gentile nella lettera indirizzata alla direzione generale dell’Asl di Salvatore D’Angelo La Citta di Salerno 

Costretta a chiudersi in una stanza per sfuggire ad una serie di minacce e a una tentata aggressione fisica. Ha temuto il peggio Grazia Gentile, direttore del Distretto sanitario Scafati-Angri. Ieri, per sfuggire all’ira del papà di un paziente in assistenza domiciliare pediatrica, è rimasta barricata per circa due ore nella sua stanza in via Passanti. Alla base del gesto ci sono i malumori per la nuova gestione dell’ADI. In molti hanno chiesto che si ritorni al vecchio sistema, con la gestione in capo a medici e infermieri degli ospedali. Appelli che però sono caduti nel vuoto. L’ennesimo, espresso probabilmente con troppa veemenza, stava per sfuggire di mano, facendo rischiare il peggio alla dottoressa Gentile. La direttrice del Distretto 61 se l’è cavata solo grazie alla “protezione” delle guardie giurate presenti lunedì pomeriggio e dopo l’arrivo dei carabinieri della tenenza di Scafati, allertati proprio dal presunto aggressore. A denunciare il caso è stata la stessa dirigente, che ha scritto anche alla direzione generale dell’Asl e alla direzione delle risorse umane. Nel documento la pediatra racconta che l’uomo si è presentato a Scafati «in grave stato di alterazione». Figura chiave della vicenda sarebbe un infermiere in servizio all’ospedale “Umberto I” di Nocera Inferiore. Secondo quanto trapelato, il paramedico avrebbe esasperato il papà del piccolo disabile facendo ricadere le responsabilità del nuovo servizio su Gentile. Particolari che la dottoressa ha riportato nella nota inviata ai vertici aziendali. L’infermiere in questione avrebbe detto al papà dell’assistito che non poteva più effettuare assistenza a domicilio a causa della dirigente del Distretto. Affermazioni che avrebbero, insomma, fatto scattare la scintilla nella mente di un padre già sfiancato dalla battaglia quotidiana portata avanti da anni per rivendicare il diritto alla salute e a un’assistenza migliore al proprio figlio. Nel parapiglia, mentre l’uomo prendeva a pugni porte e muri, sarebbero anche volate minacce di ogni genere. Alcuni presenti hanno raccontato che l’uomo avrebbe detto alla Gentile di volerla buttare giù dalla finestra. Episodio che la direttrice ha indicato anche nella lettera inviata subito al manager dell’Asl, Antonio Squillante. Nonostante l’arrivo dei carabinieri nella sede del Distretto, il papà del paziente si è tranquillizzato solo dopo tempo e la dirigente Gentile è potuta uscire solo scortata dai militari dell’Arma. Una vicenda che probabilmente finirà con una denuncia di parte e con dei provvedimenti disciplinari nei confronti dell’infermiere, così come avrebbe sollecitato Gentile nella lettera indirizzata alla direzione generale dell’Asl di Salvatore D’Angelo La Citta di Salerno