Squadra corta, compatta e rapida. Così il Napoli può cambiare volto con il nuovo allenatore

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Squadra compatta, corta, rapida, aggressiva: questo il 4-3-1-2 di Sarri. Per applicarlo al meglio occorrono uomini con caratteristiche specifiche e da qui la richiesta di 3-4 elementi chiave da inserire nel nuovo Napoli per farlo diventare un’orchestra perfetta come l’Empoli. Innesti necessari soprattutto a centrocampo, laddove andrà operata una vera e propria rivoluzione perché ci sarà bisogno del play maker adatto, svelto di gambe ma soprattutto di testa (e cioè Valdifiori) ma anche di due interni capaci di lanciarsi negli spazi senza palla e di rientrare. L’idea di Sarri. Una formazione raccolta in quaranta metri, giocatori che si muovono all’unisono nella fase offensiva e soprattutto in quella difensiva. I difensori giocano piuttosto bloccati, mirate le sovrapposizioni dei terzini di fascia, però sempre incisive: la particolarità sta nella linea molto alta dei quattro. L’altra caratteristica dei difensori delle squadre di Sarri è la predisposizione di giocare sempre la palla a terra, senza buttarla mai: sia i due esterni che i due centrali impostano sempre per il play maker centrale o per i due interni di centrocampo e quando c’è la possibilità di giocata anche il trequartista o le due punte larghe. L’Empoli. Il portiere Sepe ha mostrato sicurezza tra i pali e disinvoltura nel gioco con i piedi, fondamentale per i portieri di Sarri visto che devono giocare molto alti e pronti a chiudere sui palloni che tagliano la difesa. Mario Rui, l’esterno destro, ha mostrato grandi miglioramenti nella gestione del possesso palla, pulito nei passaggi e in crescita nella precisione. Qualità simili di Hysaj, con attitudini a svolgere bene la doppia fase. Rugani e Tonelli si sono integrati perfettamente da centrali e tra le varie specificità anche la loro attitudine a saltare sulle palle inattive, calci d’angolo e punizioni. Il faro assoluto è stato Valdifiori, il centrocampista più incisivo della serie A come passaggi riusciti e non solo tocchi ravvicinati ma anche giocate più lunghe o assist decisivi. Lavoro enorme e fondamentale svolto dagli interni Vecino e Croce, la capacità di andare senza palla negli spazi e di ripiegare rapidamente per recuperarla. Perfetto Saponara da trequartista negli inserimenti e il tiro e nella capacità di abbassarsi per formare una linea a 4 in fase difensiva, perché l’Empoli ha difeso con il 4-4-2. Larghe le due punte, Maccarone e Verdi,movimenti da esterni per accentrarsi e tirare. Il nuovo Napoli. Primi cambi in porta, in arrivo Reina e Sepe, tutti e due perfetti per il gioco di Sarri. Il Napoli è già coperto sulle fasce, serve solo l’alternativa a Maggio sulla destra: gli obiettivi principali sono due: Mario Rui dell’Empoli e Zappacosta. In arrivo un centrale, Tonelli, che sostituirà il sicuro partente Henrique e l’uruguaiano Britos, sempre più in bilico. Sarri ha indicato anche Barba che però è incedibile per il club toscano. Restano Albiol e Koulibaly. A centrocampo il play maker ideale è Valdifiori, primo obiettivo di Sarri, nel ruolo possono giocare sia Jorginho che Inler, ma reduci da stagioni poco brillanti. David Lopez dovrà adattarsi da interno e migliorare nel lavoro d’inserimento senza palla, ma è qui che serviranno gli acquisti: principale obiettivo Allan dell’Udinese, il club friulano però chiede 18 milioni, la trattativa può partire su cifre più basse e c’è stato un contatto. Behrami dell’Amburgo sarebbe aperto a un’eventuale ritorno. Perfetto Hamsik da trequartista, ruolo però dove Sarri ha chiesto anche Saponara, uno dei suoi pupilli a Empoli. Affollamento per le punte esterne. Da definire il futuro di Higuain, se parte per la Premier può arrivare Immobile. In lotta per le altre maglie Insigne, Mertens, Gabbiadini e Callejon. Qualcuno è di troppo, ecco perché in presenza di un’offerta interessante può essere ceduto uno tra Callejon e Mertens. Via Zapata in direzione Torino, o Empoli, entrando nel giro di qualche operazione. (Roberto Ventre – Il Mattino) 

Squadra compatta, corta, rapida, aggressiva: questo il 4-3-1-2 di Sarri. Per applicarlo al meglio occorrono uomini con caratteristiche specifiche e da qui la richiesta di 3-4 elementi chiave da inserire nel nuovo Napoli per farlo diventare un’orchestra perfetta come l’Empoli. Innesti necessari soprattutto a centrocampo, laddove andrà operata una vera e propria rivoluzione perché ci sarà bisogno del play maker adatto, svelto di gambe ma soprattutto di testa (e cioè Valdifiori) ma anche di due interni capaci di lanciarsi negli spazi senza palla e di rientrare. L’idea di Sarri. Una formazione raccolta in quaranta metri, giocatori che si muovono all’unisono nella fase offensiva e soprattutto in quella difensiva. I difensori giocano piuttosto bloccati, mirate le sovrapposizioni dei terzini di fascia, però sempre incisive: la particolarità sta nella linea molto alta dei quattro. L’altra caratteristica dei difensori delle squadre di Sarri è la predisposizione di giocare sempre la palla a terra, senza buttarla mai: sia i due esterni che i due centrali impostano sempre per il play maker centrale o per i due interni di centrocampo e quando c’è la possibilità di giocata anche il trequartista o le due punte larghe. L’Empoli. Il portiere Sepe ha mostrato sicurezza tra i pali e disinvoltura nel gioco con i piedi, fondamentale per i portieri di Sarri visto che devono giocare molto alti e pronti a chiudere sui palloni che tagliano la difesa. Mario Rui, l’esterno destro, ha mostrato grandi miglioramenti nella gestione del possesso palla, pulito nei passaggi e in crescita nella precisione. Qualità simili di Hysaj, con attitudini a svolgere bene la doppia fase. Rugani e Tonelli si sono integrati perfettamente da centrali e tra le varie specificità anche la loro attitudine a saltare sulle palle inattive, calci d’angolo e punizioni. Il faro assoluto è stato Valdifiori, il centrocampista più incisivo della serie A come passaggi riusciti e non solo tocchi ravvicinati ma anche giocate più lunghe o assist decisivi. Lavoro enorme e fondamentale svolto dagli interni Vecino e Croce, la capacità di andare senza palla negli spazi e di ripiegare rapidamente per recuperarla. Perfetto Saponara da trequartista negli inserimenti e il tiro e nella capacità di abbassarsi per formare una linea a 4 in fase difensiva, perché l’Empoli ha difeso con il 4-4-2. Larghe le due punte, Maccarone e Verdi,movimenti da esterni per accentrarsi e tirare. Il nuovo Napoli. Primi cambi in porta, in arrivo Reina e Sepe, tutti e due perfetti per il gioco di Sarri. Il Napoli è già coperto sulle fasce, serve solo l’alternativa a Maggio sulla destra: gli obiettivi principali sono due: Mario Rui dell’Empoli e Zappacosta. In arrivo un centrale, Tonelli, che sostituirà il sicuro partente Henrique e l’uruguaiano Britos, sempre più in bilico. Sarri ha indicato anche Barba che però è incedibile per il club toscano. Restano Albiol e Koulibaly. A centrocampo il play maker ideale è Valdifiori, primo obiettivo di Sarri, nel ruolo possono giocare sia Jorginho che Inler, ma reduci da stagioni poco brillanti. David Lopez dovrà adattarsi da interno e migliorare nel lavoro d’inserimento senza palla, ma è qui che serviranno gli acquisti: principale obiettivo Allan dell’Udinese, il club friulano però chiede 18 milioni, la trattativa può partire su cifre più basse e c’è stato un contatto. Behrami dell’Amburgo sarebbe aperto a un’eventuale ritorno. Perfetto Hamsik da trequartista, ruolo però dove Sarri ha chiesto anche Saponara, uno dei suoi pupilli a Empoli. Affollamento per le punte esterne. Da definire il futuro di Higuain, se parte per la Premier può arrivare Immobile. In lotta per le altre maglie Insigne, Mertens, Gabbiadini e Callejon. Qualcuno è di troppo, ecco perché in presenza di un’offerta interessante può essere ceduto uno tra Callejon e Mertens. Via Zapata in direzione Torino, o Empoli, entrando nel giro di qualche operazione. (Roberto Ventre – Il Mattino)