Discovering Positano. Il regno di Poseidone. VIDEO

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Oggi, 8 giugno, Discovering parla delle nostre origini alto – medievali, storicamente attestate da numerosi autori moderni e contemporanei, che accolgono una tradizione proveniente dai manoscritti del Marchese Marcello Bonito.
Ai tempi del Ducato di Mastalo I, Amalfi e Positano, alleatesi con i Bizantini, combatterono al largo della Sicilia contro i predoni Saraceni, nell’ambito della lotta che Costantinopoli intraprese proprio contro questi pirati. Un numero elevato di Saraceni, però, erano asserragliati anche ad Agropoli; le truppe bizantine li scovarono ed ingiunse loro di ritirarsi in Africa. Prima di esiliare nella loro terra d’origine, il 23 giugno 915 – 916 (non si conosce con esattezza l’anno) fecero un ultimo colpo di mano, saccheggiando e distruggendo l’antica città di Paestum. Alcuni dei sopravvissuti alla barbarie saracena decisero di fuggire verso le zone interne, dove crearono un nuovo insediamento denominato Capaccio, da Caput Aquae , ossia “Sorgente (capo) dell’Acqua” (si intenda qui le sorgenti del fiume Salso nel Cilento).
Altri superstiti, invece, fuggirono via mare, con mezzi di fortuna, alla ricerca di un luogo dal clima più salubre. Il 25 giugno approdarono sulla spiaggia di Positano, dove furono ben accolti dai monaci dell’Abbazia benedettina di San Vito. I monaci, oltre che per dovere di carità, necessitavano di braccia forti per dissodare le loro proprietà terriere, e fu così che inviarono la maggior parte dei profughi, che diventarono coloni, nelle terre di Montepertuso, Nocella e Laurito, contrade che il Ducato amalfitano aveva ceduto in feudo all’Abbazia. La restante parte rimpolpò l’agglomerato positanese.
Nomi pestani sono permasti ancora oggi, come Pestella (piccola Paestum), Nocella (nova cella, ossia nuova dimora) e … anche Positano, come sembra. Nei testi medievali si legge più volte il toponimo “Posetano”, poi napoletanizzato in “Pasetano” e salernitanizzato in “Pusitano”. Come vedremo ben presto, i pestani non ci hanno lasciato solo dei nomi, ma anche qualcosa di concreto.
Se si volessero unire le diverse ipotesi che si sono fatte sul nostro toponimo, risulta che Positano, Poseidonia (l’antico nome greco di Paestum), Poseidone (o Nettuno, il nume pagano tutelare di Paestum), nonché il nome stesso di Posìdes, il presunto architetto della villa romana, hanno una radice comune, per così dire, indoeuropea esplicabile in tre varianti: poseid – , posid – , posit -. Ad essa si aggiunge il suffisso -ano che indica provenienza. Poiché non siamo certi della veridicità di una “Posidianum” di età romana, come presidio di Posìdes, e dal momento che non possediamo fonti di età alto – medievali, precedenti al IX – X secolo, non ci resta che accogliere questa ipotesi per quanto riguarda le origini, ossia la derivazione pestana.
Il video “Le nostre origini medievali” è sul canale Youtube Positanonews tv.
Gennaro Cuccaro, Associazione Positano Arte e Cultura.

Today, on June 8, Discovering talks about our high – medieval origins , historically attested by numerous modern and contemporary authors, who welcome a tradition coming from the manuscripts of the Marquis Marcello Bonito.
At the time of the Duchy of Mastalo I, Amalfi and Positano, allied with the Byzantines, fought off the Sicilian coast against marauders Saracens, in the fight that Constantinople undertook just against these pirates. An high number of Saracens, however, were also entrenched in Agropoli; the Byzantine troops tracked down them and ordered them to retreat in Africa. Prior to exile in the land of their birth, on June 23 of 915-916 (we do not know the exact year) made a last coup, looting and destroying the ancient city of Paestum. Some of the survivors to Saracen barbarism decided to flee to the interior areas, where they created a new settlement called Capaccio, from Caput Aquae, or “Source (head) of Water” (meaning here the sources of the Salso river in Cilento).
Other survivors, however, fled by sea, with makeshift equipment, looking for a place from healthier climate. On June 25 they landed on the beach of Positano, where they were welcomed by the monks of the Benedictine Abbey of San Vito. The monks, in addition to the sake of charity, needed strong arms to till their land properties, and so it was that they sent most of the refugees, who became settlers in the lands of Montepertuso, Nocella and Laurito, districts that the Duchy of Amalfi had given in feud to the Abbey. The remaining part increased the agglomeration of Positano.
There are Pestan names still today , as Pestella (small Paestum), Nocella (nova cella, ie new home) and also … Positano, as it seems. In medieval texts we read several times the name “Posetano”, then in Neapolitan “Pasetano” and in Salernitan “Pusitano”. As we will see soon, the pestani didn’t give us only names, but also something concrete.
If we want to combine different hypotheses that are made about our toponym, it results that Positano, Poseidonia (the ancient greek name of Paestum), Poseidon (or Neptune, the god pagan protector of Paestum), as well as the same name of Posides, the alleged architect of the Roman villa, have an Indoeuropean common root explicable in three variants: poseid- , posid – posit – . To this is added the suffix -ano indicating origin. Because we are not sure of the truthfulness of a “Posidianum” of Roman times, as garrison of Posides, and since we do not have sources of pre IX – X century, we have to accept this hypothesis regarding the origins, ie the derivation from Paestum.
Video “Le nostre origini medievali” is on Youtube channel Positanonews tv.
Gennaro Cuccaro, Association Positano Arte e Cultura.Oggi, 8 giugno, Discovering parla delle nostre origini alto – medievali, storicamente attestate da numerosi autori moderni e contemporanei, che accolgono una tradizione proveniente dai manoscritti del Marchese Marcello Bonito.
Ai tempi del Ducato di Mastalo I, Amalfi e Positano, alleatesi con i Bizantini, combatterono al largo della Sicilia contro i predoni Saraceni, nell’ambito della lotta che Costantinopoli intraprese proprio contro questi pirati. Un numero elevato di Saraceni, però, erano asserragliati anche ad Agropoli; le truppe bizantine li scovarono ed ingiunse loro di ritirarsi in Africa. Prima di esiliare nella loro terra d’origine, il 23 giugno 915 – 916 (non si conosce con esattezza l’anno) fecero un ultimo colpo di mano, saccheggiando e distruggendo l’antica città di Paestum. Alcuni dei sopravvissuti alla barbarie saracena decisero di fuggire verso le zone interne, dove crearono un nuovo insediamento denominato Capaccio, da Caput Aquae , ossia “Sorgente (capo) dell’Acqua” (si intenda qui le sorgenti del fiume Salso nel Cilento).
Altri superstiti, invece, fuggirono via mare, con mezzi di fortuna, alla ricerca di un luogo dal clima più salubre. Il 25 giugno approdarono sulla spiaggia di Positano, dove furono ben accolti dai monaci dell’Abbazia benedettina di San Vito. I monaci, oltre che per dovere di carità, necessitavano di braccia forti per dissodare le loro proprietà terriere, e fu così che inviarono la maggior parte dei profughi, che diventarono coloni, nelle terre di Montepertuso, Nocella e Laurito, contrade che il Ducato amalfitano aveva ceduto in feudo all’Abbazia. La restante parte rimpolpò l’agglomerato positanese.
Nomi pestani sono permasti ancora oggi, come Pestella (piccola Paestum), Nocella (nova cella, ossia nuova dimora) e … anche Positano, come sembra. Nei testi medievali si legge più volte il toponimo “Posetano”, poi napoletanizzato in “Pasetano” e salernitanizzato in “Pusitano”. Come vedremo ben presto, i pestani non ci hanno lasciato solo dei nomi, ma anche qualcosa di concreto.
Se si volessero unire le diverse ipotesi che si sono fatte sul nostro toponimo, risulta che Positano, Poseidonia (l’antico nome greco di Paestum), Poseidone (o Nettuno, il nume pagano tutelare di Paestum), nonché il nome stesso di Posìdes, il presunto architetto della villa romana, hanno una radice comune, per così dire, indoeuropea esplicabile in tre varianti: poseid – , posid – , posit -. Ad essa si aggiunge il suffisso -ano che indica provenienza. Poiché non siamo certi della veridicità di una “Posidianum” di età romana, come presidio di Posìdes, e dal momento che non possediamo fonti di età alto – medievali, precedenti al IX – X secolo, non ci resta che accogliere questa ipotesi per quanto riguarda le origini, ossia la derivazione pestana.
Il video “Le nostre origini medievali” è sul canale Youtube Positanonews tv.
Gennaro Cuccaro, Associazione Positano Arte e Cultura.

Today, on June 8, Discovering talks about our high – medieval origins , historically attested by numerous modern and contemporary authors, who welcome a tradition coming from the manuscripts of the Marquis Marcello Bonito.
At the time of the Duchy of Mastalo I, Amalfi and Positano, allied with the Byzantines, fought off the Sicilian coast against marauders Saracens, in the fight that Constantinople undertook just against these pirates. An high number of Saracens, however, were also entrenched in Agropoli; the Byzantine troops tracked down them and ordered them to retreat in Africa. Prior to exile in the land of their birth, on June 23 of 915-916 (we do not know the exact year) made a last coup, looting and destroying the ancient city of Paestum. Some of the survivors to Saracen barbarism decided to flee to the interior areas, where they created a new settlement called Capaccio, from Caput Aquae, or “Source (head) of Water” (meaning here the sources of the Salso river in Cilento).
Other survivors, however, fled by sea, with makeshift equipment, looking for a place from healthier climate. On June 25 they landed on the beach of Positano, where they were welcomed by the monks of the Benedictine Abbey of San Vito. The monks, in addition to the sake of charity, needed strong arms to till their land properties, and so it was that they sent most of the refugees, who became settlers in the lands of Montepertuso, Nocella and Laurito, districts that the Duchy of Amalfi had given in feud to the Abbey. The remaining part increased the agglomeration of Positano.
There are Pestan names still today , as Pestella (small Paestum), Nocella (nova cella, ie new home) and also … Positano, as it seems. In medieval texts we read several times the name “Posetano”, then in Neapolitan “Pasetano” and in Salernitan “Pusitano”. As we will see soon, the pestani didn’t give us only names, but also something concrete.
If we want to combine different hypotheses that are made about our toponym, it results that Positano, Poseidonia (the ancient greek name of Paestum), Poseidon (or Neptune, the god pagan protector of Paestum), as well as the same name of Posides, the alleged architect of the Roman villa, have an Indoeuropean common root explicable in three variants: poseid- , posid – posit – . To this is added the suffix -ano indicating origin. Because we are not sure of the truthfulness of a “Posidianum” of Roman times, as garrison of Posides, and since we do not have sources of pre IX – X century, we have to accept this hypothesis regarding the origins, ie the derivation from Paestum.
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Gennaro Cuccaro, Association Positano Arte e Cultura.

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