E’ giunta l’ora di cambiare.

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Quante volte, osservando ciò che capita al di fuori di noi, ci chiediamo quale sarà il prossimo limite raggiungibile da questi degenerati, politici e corruttori, che incuranti di leggi e di norme continuano a depredare lo Stato, ovvero noi tutti.

Corruzione e ruberie di ogni tipo pare siano diventate la norma, ci siamo talmente abituati a questi fenomeni che, dopo la prima indignazione di rito, ce ne dimentichiamo subitaneamente.

La società, il nostro stesso mondo è così avviluppato nei propri desideri egoistici, da non accorgersi che oramai ci troviamo sull’orlo di un baratro.

Se solo fossimo capaci, o desiderosi, di chiederci quale sia il motivo che spinge questi loschi individui a comportarsi in questo modo, la risposta non potrebbe essere che: per soddisfare il proprio egoismo, la sete di potere e ricchezza, convinti, che tutto questo procurerà loro il piacere di soddisfare i propri istinti più bassi.

Se davvero siamo consapevoli della necessità di un cambiamento radicale, dobbiamo essere noi per primi a riconsiderare quali siano le nostre priorità, tenendo conto che quando riceviamo un piacere egoistico da una situazione, inevitabilmente, qualcun altro riceve della sofferenza dalla stessa situazione, così come ricorda spesso il Prof. Michael Laitman.

Il cambiamento necessita di partire dal basso, quindi da noi, non possiamo delegare ad altri ciò che compete a noi. Questo cambiamento, che lo vogliamo o no, si renderà necessario, altrimenti regrediremo sempre di più.

Dovremmo essere capaci di adottare innanzitutto un nuova visione dei rapporti tra noi, ed infine, tra noi e la società, che così pesantemente ci condiziona.

Dovremmo divenire garanti l’uno dell’altro (immagino possa sembrare una utopia), sentire finalmente che la gestione pubblica, intesa nella sua massima estensione, è qualcosa che ci tocca molto da vicino.

Non possiamo più rimanere inermi, ed aspettare il prossimo scandalo e la prossima ruberia, solo se saremo capaci di adottare questo nuovo modello di vita e, con esso, recuperare i rapporti tra noi e le istituzioni, probabilmente, potremmo riuscire a sconfiggere questo male endemico, che tanto danno sta procurando non solo al nostro Paese.

Questo nuovo modello di garanzia reciproca, dovrebbe diventare la nostra seconda natura, ma fintantoché non lo sentiremo parte integrante di noi stessi, desumo, che nulla cambierà, anzi come esposto poc’anzi, la degenerazione dei comportamenti umani ci accompagnerà inevitabilmente nel baratro.

Felice Casalino

 

 

Quante volte, osservando ciò che capita al di fuori di noi, ci chiediamo quale sarà il prossimo limite raggiungibile da questi degenerati, politici e corruttori, che incuranti di leggi e di norme continuano a depredare lo Stato, ovvero noi tutti.

Corruzione e ruberie di ogni tipo pare siano diventate la norma, ci siamo talmente abituati a questi fenomeni che, dopo la prima indignazione di rito, ce ne dimentichiamo subitaneamente.

La società, il nostro stesso mondo è così avviluppato nei propri desideri egoistici, da non accorgersi che oramai ci troviamo sull’orlo di un baratro.

Se solo fossimo capaci, o desiderosi, di chiederci quale sia il motivo che spinge questi loschi individui a comportarsi in questo modo, la risposta non potrebbe essere che: per soddisfare il proprio egoismo, la sete di potere e ricchezza, convinti, che tutto questo procurerà loro il piacere di soddisfare i propri istinti più bassi.

Se davvero siamo consapevoli della necessità di un cambiamento radicale, dobbiamo essere noi per primi a riconsiderare quali siano le nostre priorità, tenendo conto che quando riceviamo un piacere egoistico da una situazione, inevitabilmente, qualcun altro riceve della sofferenza dalla stessa situazione, così come ricorda spesso il Prof. Michael Laitman.

Il cambiamento necessita di partire dal basso, quindi da noi, non possiamo delegare ad altri ciò che compete a noi. Questo cambiamento, che lo vogliamo o no, si renderà necessario, altrimenti regrediremo sempre di più.

Dovremmo essere capaci di adottare innanzitutto un nuova visione dei rapporti tra noi, ed infine, tra noi e la società, che così pesantemente ci condiziona.

Dovremmo divenire garanti l’uno dell’altro (immagino possa sembrare una utopia), sentire finalmente che la gestione pubblica, intesa nella sua massima estensione, è qualcosa che ci tocca molto da vicino.

Non possiamo più rimanere inermi, ed aspettare il prossimo scandalo e la prossima ruberia, solo se saremo capaci di adottare questo nuovo modello di vita e, con esso, recuperare i rapporti tra noi e le istituzioni, probabilmente, potremmo riuscire a sconfiggere questo male endemico, che tanto danno sta procurando non solo al nostro Paese.

Questo nuovo modello di garanzia reciproca, dovrebbe diventare la nostra seconda natura, ma fintantoché non lo sentiremo parte integrante di noi stessi, desumo, che nulla cambierà, anzi come esposto poc’anzi, la degenerazione dei comportamenti umani ci accompagnerà inevitabilmente nel baratro.

Felice Casalino