Piano di Sorrento assenteismo, sotto torchio i dipendenti, mancava il brogliaccio per l’auto. Rinvio al 23 luglio

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ANTEPRIMA Piano di Sorrento si è tenuta oggi a Torre Annunziata la causa per assenteismo dei dipendenti. Causa per la quale l’amministrazione di Giovanni Ruggiero non si è costituita parte civile, scelta che ha fatto discutere. Oggi dipendenti sotto torchio, un’interrogatorio serrato che ha sostenuto Antonio Valcaccia, difeso dall’avvocato Luigi Alfano, che ha confermato la sua versione. Dagli interrogatori è emerso che mancava il brogliaccio per l’auto di servizio, brogliaccio dal quale ricavare gli orari di uso dell’auto. Sono  otto imputati: Salvatore Pollio, all’epoca istruttore dell’ufficio scuola; Immacolata Di Nota, moglie dell’autista dell’ente municipale di piazza Cota Luigi Carotenuto, anche lui a giudizio; Rosario De Luca, centralinista in forza al municipio; Antonino Aversa, istruttore dell’ufficio Stato civile; Antonino Valcaccia, esecutore; Carlo Pepe, dirigente dell’ufficio Cultura e Michele Esposito, messo notificatore. Lo scandalo scoppiò da indagini effettuate nel 2012 , poi nel 2013 i carabinieri – coordinati nell’inchiesta dalla Procura della Repubblica – notificarono 5 ordinanze di custodia cautelare per Aversa, Carotenuto, Valcaccia, Pepe ed Esposito per cui il giudice delle indagini preliminari Emma Aufieri – inizialmente – stabilì l’obbligo di firma alla polizia giudiziaria. Per Pollio, Di Nota e De Luca, invece, nessun provvedimento: la loro posizione fu ritenuta molto più leggera dagli inquirenti tanto che il pubblico ministero titolare del caso, Emilio Prisco, non richiese al gip l’applicazione di alcuna misura. I carabinieri ci vollero vedere chiaro e andarono fino in fondo a una storia sfociata nel processo per 7 impiegati dell’ente di piazza Cota. Pedinamenti, controlli incrociati, verifiche, appostamenti, acquisizione di badge e anche una vasta gamma di registrazioni video resasi necessaria per incastrare i presunti assenteisti. Che secondo la ricostruzione degli inquirenti timbravano regolarmente il cartellino, salvo allontanarsi dal posto di lavoro. Ora il processo continua per il prossimo 23 luglio 

ANTEPRIMA Piano di Sorrento si è tenuta oggi a Torre Annunziata la causa per assenteismo dei dipendenti. Causa per la quale l'amministrazione di Giovanni Ruggiero non si è costituita parte civile, scelta che ha fatto discutere. Oggi dipendenti sotto torchio, un'interrogatorio serrato che ha sostenuto Antonio Valcaccia, difeso dall'avvocato Luigi Alfano, che ha confermato la sua versione. Dagli interrogatori è emerso che mancava il brogliaccio per l'auto di servizio, brogliaccio dal quale ricavare gli orari di uso dell'auto. Sono  otto imputati: Salvatore Pollio, all’epoca istruttore dell’ufficio scuola; Immacolata Di Nota, moglie dell’autista dell’ente municipale di piazza Cota Luigi Carotenuto, anche lui a giudizio; Rosario De Luca, centralinista in forza al municipio; Antonino Aversa, istruttore dell’ufficio Stato civile; Antonino Valcaccia, esecutore; Carlo Pepe, dirigente dell’ufficio Cultura e Michele Esposito, messo notificatore. Lo scandalo scoppiò da indagini effettuate nel 2012 , poi nel 2013 i carabinieri – coordinati nell’inchiesta dalla Procura della Repubblica – notificarono 5 ordinanze di custodia cautelare per Aversa, Carotenuto, Valcaccia, Pepe ed Esposito per cui il giudice delle indagini preliminari Emma Aufieri – inizialmente – stabilì l’obbligo di firma alla polizia giudiziaria. Per Pollio, Di Nota e De Luca, invece, nessun provvedimento: la loro posizione fu ritenuta molto più leggera dagli inquirenti tanto che il pubblico ministero titolare del caso, Emilio Prisco, non richiese al gip l’applicazione di alcuna misura. I carabinieri ci vollero vedere chiaro e andarono fino in fondo a una storia sfociata nel processo per 7 impiegati dell’ente di piazza Cota. Pedinamenti, controlli incrociati, verifiche, appostamenti, acquisizione di badge e anche una vasta gamma di registrazioni video resasi necessaria per incastrare i presunti assenteisti. Che secondo la ricostruzione degli inquirenti timbravano regolarmente il cartellino, salvo allontanarsi dal posto di lavoro. Ora il processo continua per il prossimo 23 luglio