Scandalo Fifa. Dopo le dimissioni di Blatter è corsa alle candidature. Favoriti gli Platini, Zico, Figo e Ginola

0

Da stelle del rettangolo di gioco a supermanager del pallone: il calcio prova a rinnovarsi nel dopo-Blatter guardando ai suoi ex grandi campioni. In campo, è il caso di dirlo, scendono Platini, Zico, Figo e Ginola come possibili candidati per guidare la Fifa, rubando spazio e visibilità a tutti. Con le «roy» che, dopo ave raffrontato a muso duro il «dittatore» svizzero dall’alto dell’Uefa, ora viene indicato come il più adatto a guidare e rinnovare il calcio mondiale. Il colpo più «geniale» lo ha, però, messo a segno lui, Sepp Blatter. Prima si è fatto rieleggere alla guida della Fifa, poi ha dato le dimissioni. Tanto le prossime elezioni sono possibili sono in marzo, quello del 2016, e per nove mesi alla guida dell’infernale macchina da soldi del calcio rimane ancora e sempre lui. Nel frattempo è caccia al successore. Con gli ex fuoriclasse del football che già hanno oscurato il principe Ali bin al-Hussein di Giordania che solo pochi giorni fa aveva sfidato il colonnello svizzero raccogliendo 73 voti, e che vengono indicati come gli unici che davvero potrebbero riformare la federazione mondiale tenendo al centro lo sport più che i soldi. Gli esempi, d’altra parte, non mancano. A iniziare dal Cio, il cui presidente, il tedesco Thomas Bach, è stato oro nella scherma all’Olimpiade di Monaco 1972, continuando una tradizione olimpica che lo ha visto successore di Jacques Rogge, anche lui ex schermidore, e Juan Antonio Samaranch, ex giocatore di hockey pista. Comunque bisognerà aspettare. Blatter, infatti, dopo aver strappato una settimana fa la sua quinta rielezione, resterà in sella fino al prossimo elettivo straordinario che si terrà a marzo 2016. Per Statuto sono le federazioni a proporre i candidati, ciascuno dei quali deve avere l’avallo di almeno 5 federazioni e aver avuto un ruolo attivo nel calcio in 2 degli ultimi 5 anni. Per capire i rapporti di forza bisogna tener conto dei numeri: le federazioni affiliate alla Fifa sono 209, Uefa (Europa) 53, CAF (Africa) 54, AFC (Asia) 46, Concacaf (America del Nord, centrale e Caraibi) 35, OFC (Oceania) 11, Conmebol (Sudamerica) 10. «Il nostro candidato per la futura presidenza della Fifa è Michel Platini», ha subito detto il n. 1 della Figc Carlo Tavecchio. «Platini ha una storia importante – sottolinea il presidente del Coni Giovanni Malagò – ma bisogna capire che sostegno avrà oltre all’Europa». Lui, il dominus dell’Uefa, intanto parte all’attacco chiedendo una nazionale europea in più ai Mondiali. Non si propone (ancora) come candidato ma Karl-Heinz Rummenigge, presidente dell’Eca, l’associazione europea dei club, già fa sapere che vede le dimissioni di Blatter come una «grande opportunità» per riformare l’organismo che controlla il calcio mondiale. L’ex presidente della Uefa, Lennart Johansson, intanto rilancia le possibilità di Luis Figo, che alle ultime elezioni aveva ritirato la propria candidatura. «Io avevo definito Blatter un presidente per 20 anni, ciò che è successo ha sorpreso tutti»: così Pelè parla di quella Fifa di Blatter della quale è da anni testimonial eccellente. «Ora ci vuole gente onesta – dice O Rey – Io voglio vedere un calcio che unisce le persone, le storie di corruzione non sono un mio problema». Chi invece si rilancia esplicitamente è Arthur Antunes Coimbra: Zico, infatti, ha ammesso che sta valutando di entrare in corsa per la presidenza: «Perché no? – dice il 62enne ex fuoriclasse brasiliano – La mia vita è sempre stata legata al calcio. Una passione che ho esercitato con serietà e rispetto in Brasile e in altri Paesi. Sono stato Ministro dello Sport, ho esperienza con il mio club». (Fulvio Scarlata – Il Mattino)

Da stelle del rettangolo di gioco a supermanager del pallone: il calcio prova a rinnovarsi nel dopo-Blatter guardando ai suoi ex grandi campioni. In campo, è il caso di dirlo, scendono Platini, Zico, Figo e Ginola come possibili candidati per guidare la Fifa, rubando spazio e visibilità a tutti. Con le «roy» che, dopo ave raffrontato a muso duro il «dittatore» svizzero dall’alto dell’Uefa, ora viene indicato come il più adatto a guidare e rinnovare il calcio mondiale. Il colpo più «geniale» lo ha, però, messo a segno lui, Sepp Blatter. Prima si è fatto rieleggere alla guida della Fifa, poi ha dato le dimissioni. Tanto le prossime elezioni sono possibili sono in marzo, quello del 2016, e per nove mesi alla guida dell’infernale macchina da soldi del calcio rimane ancora e sempre lui. Nel frattempo è caccia al successore. Con gli ex fuoriclasse del football che già hanno oscurato il principe Ali bin al-Hussein di Giordania che solo pochi giorni fa aveva sfidato il colonnello svizzero raccogliendo 73 voti, e che vengono indicati come gli unici che davvero potrebbero riformare la federazione mondiale tenendo al centro lo sport più che i soldi. Gli esempi, d’altra parte, non mancano. A iniziare dal Cio, il cui presidente, il tedesco Thomas Bach, è stato oro nella scherma all'Olimpiade di Monaco 1972, continuando una tradizione olimpica che lo ha visto successore di Jacques Rogge, anche lui ex schermidore, e Juan Antonio Samaranch, ex giocatore di hockey pista. Comunque bisognerà aspettare. Blatter, infatti, dopo aver strappato una settimana fa la sua quinta rielezione, resterà in sella fino al prossimo elettivo straordinario che si terrà a marzo 2016. Per Statuto sono le federazioni a proporre i candidati, ciascuno dei quali deve avere l'avallo di almeno 5 federazioni e aver avuto un ruolo attivo nel calcio in 2 degli ultimi 5 anni. Per capire i rapporti di forza bisogna tener conto dei numeri: le federazioni affiliate alla Fifa sono 209, Uefa (Europa) 53, CAF (Africa) 54, AFC (Asia) 46, Concacaf (America del Nord, centrale e Caraibi) 35, OFC (Oceania) 11, Conmebol (Sudamerica) 10. «Il nostro candidato per la futura presidenza della Fifa è Michel Platini», ha subito detto il n. 1 della Figc Carlo Tavecchio. «Platini ha una storia importante – sottolinea il presidente del Coni Giovanni Malagò – ma bisogna capire che sostegno avrà oltre all’Europa». Lui, il dominus dell’Uefa, intanto parte all’attacco chiedendo una nazionale europea in più ai Mondiali. Non si propone (ancora) come candidato ma Karl-Heinz Rummenigge, presidente dell’Eca, l’associazione europea dei club, già fa sapere che vede le dimissioni di Blatter come una «grande opportunità» per riformare l'organismo che controlla il calcio mondiale. L'ex presidente della Uefa, Lennart Johansson, intanto rilancia le possibilità di Luis Figo, che alle ultime elezioni aveva ritirato la propria candidatura. «Io avevo definito Blatter un presidente per 20 anni, ciò che è successo ha sorpreso tutti»: così Pelè parla di quella Fifa di Blatter della quale è da anni testimonial eccellente. «Ora ci vuole gente onesta – dice O Rey – Io voglio vedere un calcio che unisce le persone, le storie di corruzione non sono un mio problema». Chi invece si rilancia esplicitamente è Arthur Antunes Coimbra: Zico, infatti, ha ammesso che sta valutando di entrare in corsa per la presidenza: «Perché no? – dice il 62enne ex fuoriclasse brasiliano – La mia vita è sempre stata legata al calcio. Una passione che ho esercitato con serietà e rispetto in Brasile e in altri Paesi. Sono stato Ministro dello Sport, ho esperienza con il mio club». (Fulvio Scarlata – Il Mattino)