Avellino: addio al sogno A. Non basta il 3-2 con il Bologna. A fine partita tecnico e giocatori applauditi dai tifosi

0

A testa alta. Altissima. Ad un passo dall’impresa, che sarebbe stata meritata. Un’impresa che si è fermata solo sulla traversa che ha detto di no a Castaldo a un minuto e mezzo dal triplice fischio, dopo che nei 93 minuti precedenti l’Avellino era stato sempre avanti e sempre con il pensiero alla finale. Ci andrà il Bologna, in virtù della sconfitta di misura con la doppietta di Trotta rimontato da Acquafresca e Cacia, fino alla rete della speranza – bellissima – di Kone. Per i felsinei continua il sogno chiamato serie A, l’Avellino dovrà riprovarci il prossimo anno anche se avrebbe meritato, non fosse altro per il cuore messo in campo, una seconda possibilità. A fine gara, commovente l’abbraccio a distanza da parte dei duemila tifosi irpini che avevano seguito la squadra al Dall’Ara: meritatissimi gli applausi per il tecnico Rastelli e per i giocatori, arrivati a un passo dal grande obiettivo, la finale per la promozione in A. Non solo cuore. La squadra è stata anche attenta dal punto di vista tattico, merito del suo allenatore che ha schierato un inedito 4-4-2 puro, con Regoli e Zito sulle corsie laterali. È una mossa che funziona, perché sorprende il Bologna e i movimenti difensivi dei felsinei. L’Avellino, quando attacca sulla fascia sinistra, fa sempre male all’undici di Rossi che alla prima imbarcata va sotto. La ditta Visconti-Zito si innesca al 7’, con il cross del centrocampista perfetto per la zampata sottomisura di Trotta. La reazione del Bologna è immediata, ma neppure convincente. Frattali è un felino e vola a deviare in angolo la sventola di Matuzalem dalla distanza (13’), mai problemi non finiscono per i padroni di casa, sempre impallinati sulla fascia dall’Avellino che pure aveva iniziato bene il primo tempo. Il pareggio del Bologna, però, giunto da un’invenzione di Krsticic per il diagonale di Acquafresca che sorprende la retroguardia campana, fa calare l’intensità dell’Avellino che resta in partita solo grazie a Frattali, nonostante un problema muscolare. Il portiere dei campani prima chiude Laribi in uscita poi compie un intervento strepitoso sul colpo di testa di Acquafresca. Una parata che vale un gol, anche perché allo scadere l’Avellino rimette di nuovo la testa avanti, con la super girata di Trotta in mezzo all’area di rigore rossoblù. L’impresa dell’Avellino diventa ancora più difficile in avvio di secondo tempo, quando Frattali sbaglia il disimpegno in uscita su Sansone, regalando palla al neo entrato Cacia che con un pallonetto firma il 2-2.Delio Rossi si copre e passa alla difesa a tre, mentre Rastelli, complice anche l’infortunio a Zito, in poco più di dieci minuti esaurisce i cambi e tiene dentro contemporaneamente Trotta, Comi e Castaldo alla ricerca dell’impresa per un 3-4-1-2 super offensivo. Per oltre mezz’ora è la tattica dell’allenatore degli emiliani a funzionare, perché l’Avellino si fa vedere dalle parti di Da Costa con i tentativi centrali di Comi in rovesciata ed in diagonale. Ad accendere il finale è il tris calato da Kone con un destro al volo da applausi che fa sperare l’Avellino. Il sogno dei bianco verdi, però, si infrange sulla traversa colpita da Castaldo in pieno recupero, con una conclusione della punta campana che avrebbe meritato maggior fortuna. Quella che è mancata ieri all’Avellino. (Mario Borghi – Il Mattino)

A testa alta. Altissima. Ad un passo dall’impresa, che sarebbe stata meritata. Un’impresa che si è fermata solo sulla traversa che ha detto di no a Castaldo a un minuto e mezzo dal triplice fischio, dopo che nei 93 minuti precedenti l’Avellino era stato sempre avanti e sempre con il pensiero alla finale. Ci andrà il Bologna, in virtù della sconfitta di misura con la doppietta di Trotta rimontato da Acquafresca e Cacia, fino alla rete della speranza – bellissima – di Kone. Per i felsinei continua il sogno chiamato serie A, l’Avellino dovrà riprovarci il prossimo anno anche se avrebbe meritato, non fosse altro per il cuore messo in campo, una seconda possibilità. A fine gara, commovente l’abbraccio a distanza da parte dei duemila tifosi irpini che avevano seguito la squadra al Dall’Ara: meritatissimi gli applausi per il tecnico Rastelli e per i giocatori, arrivati a un passo dal grande obiettivo, la finale per la promozione in A. Non solo cuore. La squadra è stata anche attenta dal punto di vista tattico, merito del suo allenatore che ha schierato un inedito 4-4-2 puro, con Regoli e Zito sulle corsie laterali. È una mossa che funziona, perché sorprende il Bologna e i movimenti difensivi dei felsinei. L’Avellino, quando attacca sulla fascia sinistra, fa sempre male all’undici di Rossi che alla prima imbarcata va sotto. La ditta Visconti-Zito si innesca al 7’, con il cross del centrocampista perfetto per la zampata sottomisura di Trotta. La reazione del Bologna è immediata, ma neppure convincente. Frattali è un felino e vola a deviare in angolo la sventola di Matuzalem dalla distanza (13’), mai problemi non finiscono per i padroni di casa, sempre impallinati sulla fascia dall’Avellino che pure aveva iniziato bene il primo tempo. Il pareggio del Bologna, però, giunto da un’invenzione di Krsticic per il diagonale di Acquafresca che sorprende la retroguardia campana, fa calare l’intensità dell’Avellino che resta in partita solo grazie a Frattali, nonostante un problema muscolare. Il portiere dei campani prima chiude Laribi in uscita poi compie un intervento strepitoso sul colpo di testa di Acquafresca. Una parata che vale un gol, anche perché allo scadere l’Avellino rimette di nuovo la testa avanti, con la super girata di Trotta in mezzo all’area di rigore rossoblù. L’impresa dell’Avellino diventa ancora più difficile in avvio di secondo tempo, quando Frattali sbaglia il disimpegno in uscita su Sansone, regalando palla al neo entrato Cacia che con un pallonetto firma il 2-2.Delio Rossi si copre e passa alla difesa a tre, mentre Rastelli, complice anche l’infortunio a Zito, in poco più di dieci minuti esaurisce i cambi e tiene dentro contemporaneamente Trotta, Comi e Castaldo alla ricerca dell’impresa per un 3-4-1-2 super offensivo. Per oltre mezz’ora è la tattica dell’allenatore degli emiliani a funzionare, perché l’Avellino si fa vedere dalle parti di Da Costa con i tentativi centrali di Comi in rovesciata ed in diagonale. Ad accendere il finale è il tris calato da Kone con un destro al volo da applausi che fa sperare l’Avellino. Il sogno dei bianco verdi, però, si infrange sulla traversa colpita da Castaldo in pieno recupero, con una conclusione della punta campana che avrebbe meritato maggior fortuna. Quella che è mancata ieri all’Avellino. (Mario Borghi – Il Mattino)