Il fantastico viaggio di Marco Polo

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Questa sera, alle ore 21, il sipario del teatro Verdi si leverà sulla Compagnia di canto e danza del Dipartimento Politico Generale di Pechino in tour europeo

Di Olga Chieffi

“Questo tipo tutto solo è il mercante Marco Polo, che a Venezia, per diletto, volle aprire un negozietto, ma che un dì di pioggia e vento abbandona in fallimento, per fuggire, una mattina, imbarcato per la Cina”. Un ricordo d’infanzia per introdurre lo spettacolo di balletto che chiuderà la prima parte della stagione lirico-sinfonica del teatro Verdi, con tre repliche sino al 5. I riflettori del massimo cittadino si accenderanno alle ore 21 sulla prima del “Marco Polo”, un incredibile spettacolo di teatro-danza originale creato dal Centro Nazionale per le Arti dello Spettacolo (NCPA) e dall’Esercito di Liberazione Popolare Song and Dance Troupe, che racconta la storia del veneziano lungo la “Via della Seta”, ma nel verso contrario, dalla Cina verso l’Italia. Il Balletto rappresenta il risultato degli sforzi congiunti di Chen Weiya (vice-direttore delle cerimonie di apertura e chiusura delle Olimpiadi di Pechino 2008 e Direttore dei Giochi Olimpici Giovanili di Nanchino 2014), di Zhang Qianyi (Capo della Compagnia di canto e danza del Dipartimento Politico Generale), di Zhao Daming (sceneggiatore di primo livello in ambito nazionale cinese) e Gao Guangjian (Direttore degli allestimenti scenici del NCPA).  Marco Polo è stato da sempre considerato la figura di collegamento tra la civiltà occidentale e quella orientale. Ormai più di 700 anni fa intraprese un lungo viaggio che lo condusse in Cina. I suoi racconti di viaggio sono diventati la fonte primaria verso questo antico e misterioso paese orientale, fonte da cui ha attinto l’immaginario collettivo della gente di tutto il mondo. Il Balletto Marco Polo tuttavia non è il racconto delle memorie di viaggio dell’epoca. Ci si servirà infatti di un modello cinese attraverso i sogni di un giovane di oggi, che impersonerà Marco Polo (Su Peng) e permetterà di tornare alle grandezze dell’antica Cina: là si potranno esplorare e toccare con mano la strepitosa cultura cinese e lo stile e la fisionomia della nazione, sbarcando nella favolosa reggia di Kubali Khan impersonato da Li Zhi e della Principessa cui darà vita Li Yiran. Nell’intero Balletto si associano quattro stili musicali: musica occidentale europea, musica di corte della dinastia Yuan, musica mongola e musica popolare della zona che si trova al sud dello Yangtze (Jiangnan). Inoltre, attraverso la creatività di un palcoscenico multimediale, si anima un antico paese orientale, romantico e di grande sfarzo. Riguardo all’ideazione, il Balletto insiste nell’intento di evocare le tematiche di pace e armonia, tematiche alle quali la nazione cinese ha sempre aderito sin dall’antichità. Tra ciò, la scelta di “guerra” o “pace” diventa il focus del conflitto nell’intero spettacolo. La saga, inoltre, che fa trionfare l’amore di patria a discapito di quello personale, mette in luce il suo prezioso spirito umanistico.  Marco Polo partì da Venezia, la città sull’acqua, per un viaggio ad oriente. Lungo l’antica Via della Seta, intraprese il viaggio nell’antica Cina che lo fece fantasticare giorno e notte. Oggi le trombe della “Via della Seta marittima” e della “cintura economica per rilanciare la Via della Seta” squilleranno nuovamente. Con l’ausilio di una danza sinuosa e di una musica straordinaria, per mezzo dell’arte, abbiamo eretto sul palcoscenico del Marco Polo un ponte tra storia e attualità, tra oriente e occidente, guidando gli spettatori lungo un sentiero reale e immaginario sulle orme di Marco Polo, ridando vita ad un’antica civiltà che è durata fino ad oggi e ad uno spirito umanistico che non sfiorirà mai nel tempo.

Questa sera, alle ore 21, il sipario del teatro Verdi si leverà sulla Compagnia di canto e danza del Dipartimento Politico Generale di Pechino in tour europeo

Di Olga Chieffi

“Questo tipo tutto solo è il mercante Marco Polo, che a Venezia, per diletto, volle aprire un negozietto, ma che un dì di pioggia e vento abbandona in fallimento, per fuggire, una mattina, imbarcato per la Cina”. Un ricordo d’infanzia per introdurre lo spettacolo di balletto che chiuderà la prima parte della stagione lirico-sinfonica del teatro Verdi, con tre repliche sino al 5. I riflettori del massimo cittadino si accenderanno alle ore 21 sulla prima del “Marco Polo”, un incredibile spettacolo di teatro-danza originale creato dal Centro Nazionale per le Arti dello Spettacolo (NCPA) e dall’Esercito di Liberazione Popolare Song and Dance Troupe, che racconta la storia del veneziano lungo la "Via della Seta", ma nel verso contrario, dalla Cina verso l’Italia. Il Balletto rappresenta il risultato degli sforzi congiunti di Chen Weiya (vice-direttore delle cerimonie di apertura e chiusura delle Olimpiadi di Pechino 2008 e Direttore dei Giochi Olimpici Giovanili di Nanchino 2014), di Zhang Qianyi (Capo della Compagnia di canto e danza del Dipartimento Politico Generale), di Zhao Daming (sceneggiatore di primo livello in ambito nazionale cinese) e Gao Guangjian (Direttore degli allestimenti scenici del NCPA).  Marco Polo è stato da sempre considerato la figura di collegamento tra la civiltà occidentale e quella orientale. Ormai più di 700 anni fa intraprese un lungo viaggio che lo condusse in Cina. I suoi racconti di viaggio sono diventati la fonte primaria verso questo antico e misterioso paese orientale, fonte da cui ha attinto l'immaginario collettivo della gente di tutto il mondo. Il Balletto Marco Polo tuttavia non è il racconto delle memorie di viaggio dell'epoca. Ci si servirà infatti di un modello cinese attraverso i sogni di un giovane di oggi, che impersonerà Marco Polo (Su Peng) e permetterà di tornare alle grandezze dell'antica Cina: là si potranno esplorare e toccare con mano la strepitosa cultura cinese e lo stile e la fisionomia della nazione, sbarcando nella favolosa reggia di Kubali Khan impersonato da Li Zhi e della Principessa cui darà vita Li Yiran. Nell'intero Balletto si associano quattro stili musicali: musica occidentale europea, musica di corte della dinastia Yuan, musica mongola e musica popolare della zona che si trova al sud dello Yangtze (Jiangnan). Inoltre, attraverso la creatività di un palcoscenico multimediale, si anima un antico paese orientale, romantico e di grande sfarzo. Riguardo all'ideazione, il Balletto insiste nell'intento di evocare le tematiche di pace e armonia, tematiche alle quali la nazione cinese ha sempre aderito sin dall'antichità. Tra ciò, la scelta di "guerra" o "pace" diventa il focus del conflitto nell'intero spettacolo. La saga, inoltre, che fa trionfare l'amore di patria a discapito di quello personale, mette in luce il suo prezioso spirito umanistico.  Marco Polo partì da Venezia, la città sull'acqua, per un viaggio ad oriente. Lungo l'antica Via della Seta, intraprese il viaggio nell'antica Cina che lo fece fantasticare giorno e notte. Oggi le trombe della "Via della Seta marittima" e della "cintura economica per rilanciare la Via della Seta" squilleranno nuovamente. Con l'ausilio di una danza sinuosa e di una musica straordinaria, per mezzo dell'arte, abbiamo eretto sul palcoscenico del Marco Polo un ponte tra storia e attualità, tra oriente e occidente, guidando gli spettatori lungo un sentiero reale e immaginario sulle orme di Marco Polo, ridando vita ad un'antica civiltà che è durata fino ad oggi e ad uno spirito umanistico che non sfiorirà mai nel tempo.

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