Napoli. Turiste derubate sul bus. Autista lancia l’allarme e fa salire a bordo i vigili: tre in cella, soldi restituiti

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Napoli. La caccia era iniziata una settimana fa. Dopo una serie di segnalazioni fatte scattare dall’Anm, che a sua volta aveva raccolto le testimonianze di alcuni suoi autisti, la Polizia municipale di Napoli diretta dal colonnello Ciro Esposito ha intensificato le indagini su una serie di borseggi commessi ai danni dei passeggeri che viaggiano a bordo delle linee nel cui itinerario sono comprese alcune vie del centro. E così ieri nella rete degli agenti sono finalmente finiti i componenti di una banda che imperversava nella zona compresa tra corso Garibaldi e corso Umberto: tre persone sono finite in manette, grazie all’intervento degli uomini dell’unità operativa motociclisti della Municipale. I vigili sono entrati in azione dopo l’allarme dato dall’autista di un filobus dell’Anm che circolava sul corso Garibaldi, arrestando i tre borseggiatori, i quali – neanche a dirlo – sono poi risultati tutti pregiudicati con precedenti specifici. Per loro si sono aperte le porte del carcere di Poggioreale, ma sarà bene ricordare che intanto si è potuto procedere al fermo in quanto i tre sono stati colti in flagranza di reato: il borseggio, a meno che non vi sia la flagranza, prevede infatti solo una denuncia a carico di chi commette il reato. I tre delinquenti avevano appena derubato tre turiste toscane in visita a Napoli da poche ore. Con la solita, consumata tecnica che prevede la presenza di un «manipolatore» capace di sfilare portafogli o denaro dalle tasche del malcapitato di turno, di un secondo complice che distrae le vittime e del terzo che funge da palo, i borseggiatori erano riusciti ad impossessarsi di un bottino cospicuo: 800 euro in banconote di vario taglio, immediatamente recuperate e restituite alle turiste. Quello dei borseggi è un fenomeno in costante e preoccupante ascesa in città: numerose sono state le operazioni di prevenzione e repressione realizzate anche dalla Polizia di Stato, con gli interventi degli agenti dell’Ufficio prevenzione generale guidato dal primo dirigente Michele Spina. (Giuseppe Crimaldi – Il Mattino) 

Napoli. La caccia era iniziata una settimana fa. Dopo una serie di segnalazioni fatte scattare dall’Anm, che a sua volta aveva raccolto le testimonianze di alcuni suoi autisti, la Polizia municipale di Napoli diretta dal colonnello Ciro Esposito ha intensificato le indagini su una serie di borseggi commessi ai danni dei passeggeri che viaggiano a bordo delle linee nel cui itinerario sono comprese alcune vie del centro. E così ieri nella rete degli agenti sono finalmente finiti i componenti di una banda che imperversava nella zona compresa tra corso Garibaldi e corso Umberto: tre persone sono finite in manette, grazie all’intervento degli uomini dell’unità operativa motociclisti della Municipale. I vigili sono entrati in azione dopo l’allarme dato dall’autista di un filobus dell’Anm che circolava sul corso Garibaldi, arrestando i tre borseggiatori, i quali – neanche a dirlo – sono poi risultati tutti pregiudicati con precedenti specifici. Per loro si sono aperte le porte del carcere di Poggioreale, ma sarà bene ricordare che intanto si è potuto procedere al fermo in quanto i tre sono stati colti in flagranza di reato: il borseggio, a meno che non vi sia la flagranza, prevede infatti solo una denuncia a carico di chi commette il reato. I tre delinquenti avevano appena derubato tre turiste toscane in visita a Napoli da poche ore. Con la solita, consumata tecnica che prevede la presenza di un «manipolatore» capace di sfilare portafogli o denaro dalle tasche del malcapitato di turno, di un secondo complice che distrae le vittime e del terzo che funge da palo, i borseggiatori erano riusciti ad impossessarsi di un bottino cospicuo: 800 euro in banconote di vario taglio, immediatamente recuperate e restituite alle turiste. Quello dei borseggi è un fenomeno in costante e preoccupante ascesa in città: numerose sono state le operazioni di prevenzione e repressione realizzate anche dalla Polizia di Stato, con gli interventi degli agenti dell'Ufficio prevenzione generale guidato dal primo dirigente Michele Spina. (Giuseppe Crimaldi – Il Mattino) 

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