Da Pompei a New York, recuperati in un’asta 3 affreschi rubati. Saranno esposti in una mostra assieme ad altri 4 dipinti

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Le buone notizie sono due. La prima riguarda il recupero di tre affreschi di Pompei del I secolo avanti Cristo rubati nel ’57 per finire nelle mani di un magnate americano. L’altra è l’annuncio di una mostra, probabilmente già entro l’estate, dei tre affreschi più altri quattro ritrovati tempo fa tra Svizzera, Gran Bretagna e Stati Uniti. Gli ultimi tre raffigurano una giovane donna con amorino sulla spalla, una figura maschile e una donna con Oinochoe. I carabinieri del nucleo Tutela patrimonio culturale, guidato dal generale Mariano Mossa, li hanno «scoperti» durante una missione a New York, nella collezione privata di un ricco statunitense deceduto, pronta per andare all’asta. Le opere – tra cui quella con la donna dal lungo mantello rosso e la piccola Oinochoe in mano – erano state trafugate dai depositi della Soprintendenza degli scavi di Pompei nel ’57.  Ma ad arricchire nuovamente il nostro patrimonio artistico è il ritorno a casa di altri gioielli, come la Bella addormentata, scolpita nel marmo bianco dolcemente sdraiata, del II secolo dopo Cristo, la cuspide del sarcofago pestano del IV-III avanti Cristo con l’Auleta, il suonatore di flauto di epoca Macedone. Sono alcuni dei 25 capolavori trafugati e illecitamente venduti negli anni, che i carabinieri hanno riportato ieri definitivamente, in Italia dagli Stati Uniti dopo un lavoro di indagine in collaborazione con l’Homeland Security Investigations-Immigration and Customs Enforcement (Ice). Un autentico tesoro, stimato oltre 30 milioni di euro che ora, pezzo per pezzo, tornerà nei siti di provenienza. Il ministro dei Beni culturali e del Turismo, Dario Franceschini, ribadisce l’allarme «sulla protezione del patrimonio dell’umanità sempre più sotto attacco dei mercanti d’arte ma anche della sistematica distruzione da parte dell’Isis». «È sempre più urgente – prosegue Franceschini – che la comunità internazionale si mobiliti in forme organizzate e di prevenzione. Due Paesi sensibili a questi temi come l’Italia e gli Stati Uniti siano da traino contro il trafugamento e il commercio illecito dei beni, perché sarà il problema non solo di questi anni ma dei prossimi decenni». E l’ambasciatore Usa John R. Philips annuncia: «Quella appena restituita è solo una piccola parte delle opere che attualmente circolano illegalmente sul mercato. Ogni manufatto, ogni pezzo di storia restituito, è un passo avanti». (Grazia Longo – La Stampa)

Le buone notizie sono due. La prima riguarda il recupero di tre affreschi di Pompei del I secolo avanti Cristo rubati nel ’57 per finire nelle mani di un magnate americano. L’altra è l’annuncio di una mostra, probabilmente già entro l’estate, dei tre affreschi più altri quattro ritrovati tempo fa tra Svizzera, Gran Bretagna e Stati Uniti. Gli ultimi tre raffigurano una giovane donna con amorino sulla spalla, una figura maschile e una donna con Oinochoe. I carabinieri del nucleo Tutela patrimonio culturale, guidato dal generale Mariano Mossa, li hanno «scoperti» durante una missione a New York, nella collezione privata di un ricco statunitense deceduto, pronta per andare all’asta. Le opere – tra cui quella con la donna dal lungo mantello rosso e la piccola Oinochoe in mano – erano state trafugate dai depositi della Soprintendenza degli scavi di Pompei nel ’57.  Ma ad arricchire nuovamente il nostro patrimonio artistico è il ritorno a casa di altri gioielli, come la Bella addormentata, scolpita nel marmo bianco dolcemente sdraiata, del II secolo dopo Cristo, la cuspide del sarcofago pestano del IV-III avanti Cristo con l’Auleta, il suonatore di flauto di epoca Macedone. Sono alcuni dei 25 capolavori trafugati e illecitamente venduti negli anni, che i carabinieri hanno riportato ieri definitivamente, in Italia dagli Stati Uniti dopo un lavoro di indagine in collaborazione con l’Homeland Security Investigations-Immigration and Customs Enforcement (Ice). Un autentico tesoro, stimato oltre 30 milioni di euro che ora, pezzo per pezzo, tornerà nei siti di provenienza. Il ministro dei Beni culturali e del Turismo, Dario Franceschini, ribadisce l’allarme «sulla protezione del patrimonio dell’umanità sempre più sotto attacco dei mercanti d’arte ma anche della sistematica distruzione da parte dell’Isis». «È sempre più urgente – prosegue Franceschini – che la comunità internazionale si mobiliti in forme organizzate e di prevenzione. Due Paesi sensibili a questi temi come l’Italia e gli Stati Uniti siano da traino contro il trafugamento e il commercio illecito dei beni, perché sarà il problema non solo di questi anni ma dei prossimi decenni». E l’ambasciatore Usa John R. Philips annuncia: «Quella appena restituita è solo una piccola parte delle opere che attualmente circolano illegalmente sul mercato. Ogni manufatto, ogni pezzo di storia restituito, è un passo avanti». (Grazia Longo – La Stampa)