Napoli. Fondazione Humaniter. Presentato “Città nel caos” di Carmela Politi Cenere.

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Articolo di Pino Cotarelli – Presentato alla Fondazione Humaniter  “Città nel caos”, l’ultimo libro di Carmela Politi Cenere.

Notevole affluenza di pubblico lo scorso 13 maggio 2015 all’Humaniter, alla presentazione del libro “Città nel caos” di Carmela Politi Cenere.
L’introduzione puntuale e circostanziata a opera del professore Pasquale Giustiniani, ha sottolineato le caratteristiche letterarie dell’autrice che ha riportato un’analisi documentata e comprensiva della crisi che investe ogni settore, segnando i nostri giorni.
Una crisi che incide profondamente nella società lasciando segni visibili in ogni città dove il comune denominatore diventa il malcontento generale, i servizi inesistenti, il lavoro ai minimi storici, le famiglie  disgregate  e giovani sbandati senza una prospettiva per il futuro che spesso sfogano la rabbia distruggendo inutilmente.
L’acuta moderazione della serata di Maurizio Vitiello, che ha coordinato gli interventi, tra cui è mancato quello del sindaco De Magistris, purtroppo impegnato, ha avuto il merito di filtrare le innumerevoli domande provenienti da un pubblico sensibilizzato dagli argomenti scottanti, che si è confrontato con l’autrice cercando improbabili risposte nell’inconsapevole speranza di intravedere un barlume di luce in fondo al tunnel della crisi.
L’autrice nel suo libro, affida alla protagonista Anna  Luce, una giornalista che viene incaricata dal suo direttore di documentare  la condizioni della città di Napoli, il suo pensiero critico sul momento storico che vive Napoli, che è comune alle altre città, e prova a confrontare le caratteristiche psicologiche del popolo napoletano del glorioso passato del decennio murattiano o del dominio dei Borbone, con quello immediatamente dopo la seconda guerra mondiale, dove tutto era da ricostruire, dove imperava il senso dell’altruismo, dell’onore, del dovere e c’era un forte volontà di riprendersi ad ogni costo.
Di contro, oggi vige l’egoismo delle classi più abbienti protese solo ad aumentare i propri vantaggi e non si percepisce in nessun modo l’idea che una migliore distribuzione della ricchezza porterebbe all’utilizzo ottimizzato delle risorse anche delle classi svantaggiate possa aumentare la prosperità all’intera nazione.
La protagonista aggiunge alle sue ricerche presso i musei di Napoli e a quelle che riesce a carpire direttamente per le vie di Napoli, le esperienze dirette vissute dal giornalista napoletano Alfonso Daniele, che il direttore nel frattempo gli ha affiancato per ampliare l’indagine e farne un resoconto a puntate.
Il giovane napoletano poi completa l’opera portando Anna Luce da una sua vecchia maestra che abita al centro di Napoli, per farle sentire una diretta testimonianza delle peculiarità del vivere in quelle zone.
Nei vari incontri di lavoro fra i due giornalisti, nascono anche impalpabili intrecci di sentimenti immaginati e mai dichiarati, ma sicuramente da sempre sacrificati alla professione, che riemergono in un secondo incontro, quando ormai l’articolo è stato già pubblicato e ha avuto anche molto successo, quando i due stanno per incontrarsi nella stazione di Napoli per altro incarico e forse finalmente per far nascere una loro storia sentimentale, tanto immaginata.
Che sia la speranza del domani per i due ed anche per questa città, che l’autrice ha voluto lasciare fra le righe?
Speriamo.     

Pino Cotarelli

 

 

Articolo di Pino Cotarelli – Presentato alla Fondazione Humaniter  “Città nel caos”, l’ultimo libro di Carmela Politi Cenere.

Notevole affluenza di pubblico lo scorso 13 maggio 2015 all’Humaniter, alla presentazione del libro “Città nel caos” di Carmela Politi Cenere.
L’introduzione puntuale e circostanziata a opera del professore Pasquale Giustiniani, ha sottolineato le caratteristiche letterarie dell’autrice che ha riportato un'analisi documentata e comprensiva della crisi che investe ogni settore, segnando i nostri giorni.
Una crisi che incide profondamente nella società lasciando segni visibili in ogni città dove il comune denominatore diventa il malcontento generale, i servizi inesistenti, il lavoro ai minimi storici, le famiglie  disgregate  e giovani sbandati senza una prospettiva per il futuro che spesso sfogano la rabbia distruggendo inutilmente.
L’acuta moderazione della serata di Maurizio Vitiello, che ha coordinato gli interventi, tra cui è mancato quello del sindaco De Magistris, purtroppo impegnato, ha avuto il merito di filtrare le innumerevoli domande provenienti da un pubblico sensibilizzato dagli argomenti scottanti, che si è confrontato con l’autrice cercando improbabili risposte nell'inconsapevole speranza di intravedere un barlume di luce in fondo al tunnel della crisi.
L’autrice nel suo libro, affida alla protagonista Anna  Luce, una giornalista che viene incaricata dal suo direttore di documentare  la condizioni della città di Napoli, il suo pensiero critico sul momento storico che vive Napoli, che è comune alle altre città, e prova a confrontare le caratteristiche psicologiche del popolo napoletano del glorioso passato del decennio murattiano o del dominio dei Borbone, con quello immediatamente dopo la seconda guerra mondiale, dove tutto era da ricostruire, dove imperava il senso dell’altruismo, dell’onore, del dovere e c’era un forte volontà di riprendersi ad ogni costo.
Di contro, oggi vige l’egoismo delle classi più abbienti protese solo ad aumentare i propri vantaggi e non si percepisce in nessun modo l’idea che una migliore distribuzione della ricchezza porterebbe all’utilizzo ottimizzato delle risorse anche delle classi svantaggiate possa aumentare la prosperità all’intera nazione.
La protagonista aggiunge alle sue ricerche presso i musei di Napoli e a quelle che riesce a carpire direttamente per le vie di Napoli, le esperienze dirette vissute dal giornalista napoletano Alfonso Daniele, che il direttore nel frattempo gli ha affiancato per ampliare l’indagine e farne un resoconto a puntate.
Il giovane napoletano poi completa l’opera portando Anna Luce da una sua vecchia maestra che abita al centro di Napoli, per farle sentire una diretta testimonianza delle peculiarità del vivere in quelle zone.
Nei vari incontri di lavoro fra i due giornalisti, nascono anche impalpabili intrecci di sentimenti immaginati e mai dichiarati, ma sicuramente da sempre sacrificati alla professione, che riemergono in un secondo incontro, quando ormai l’articolo è stato già pubblicato e ha avuto anche molto successo, quando i due stanno per incontrarsi nella stazione di Napoli per altro incarico e forse finalmente per far nascere una loro storia sentimentale, tanto immaginata.
Che sia la speranza del domani per i due ed anche per questa città, che l’autrice ha voluto lasciare fra le righe?
Speriamo.     

Pino Cotarelli

 

 

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