«Niente parcheggi, auto in doppia fila dal Tribunale al Comune»

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SALERNO. Una lunga doppia fila, dal tribunale al Comune, per “rammentare” all’amministrazione quanto, nel centro storico, si chiede ormai da anni: rimpinguare i posti auto, prevedere aree contrassegnate da strisce bianche e snellire le tariffe del parcheggio a pagamento nelle strisce blu. Una provocazione, quella lanciata dal ristoratore Nunzio Adamo, dopo più di una giornata nera passata a pagare multe e a subìre le proteste dei clienti del locale di via Mercanti, ai quali lasciare l’auto in sosta per una serata nella movida, costa quasi quanto una bottiglia di buon vino. Ma il problema non è solo dei frequentatori del by night – che pure spesso preferiscono trasferirsi in provincia, vedi la rinascita di Cava de’ Tirreni a cui ha contribuito non poco una tariffazione discount – quanto piuttosto degli operatori del commercio. «Non esistono tariffe agevolate, nè possibilità di abbonamenti scontati – sbotta Adamo – Se volessi lasciare l’auto in sosta dalle nove del mattino fino alla chiusura serale, dovrei regalare quello che guadagno all’amministrazione, a botta di due euro l’ora, che diventano 2,50 in piazza Amendola. Perchè non si è pensato ad un piano tariffario calibrato anche sulle esigenze di chi nel centro storico ci lavora?».
La giornata tipo di un negoziante che abita altrove inizia come quella di un pendolare che lavora a Roma. «Un mio chef che vive ad Ogliara scende di casa ogni giorno
alle sei del mattino per garantirsi un posto gratuito nei pressi del locale. Se sgarra di mezz’ora, è obbligato a regalare lo stipendio al Comune o ad assumersi il rischio di pagare una multa lasciando l’auto dove non può».
DI BARBARA CANGIANO LA CITTASALERNO. Una lunga doppia fila, dal tribunale al Comune, per “rammentare” all’amministrazione quanto, nel centro storico, si chiede ormai da anni: rimpinguare i posti auto, prevedere aree contrassegnate da strisce bianche e snellire le tariffe del parcheggio a pagamento nelle strisce blu. Una provocazione, quella lanciata dal ristoratore Nunzio Adamo, dopo più di una giornata nera passata a pagare multe e a subìre le proteste dei clienti del locale di via Mercanti, ai quali lasciare l’auto in sosta per una serata nella movida, costa quasi quanto una bottiglia di buon vino. Ma il problema non è solo dei frequentatori del by night – che pure spesso preferiscono trasferirsi in provincia, vedi la rinascita di Cava de’ Tirreni a cui ha contribuito non poco una tariffazione discount – quanto piuttosto degli operatori del commercio. «Non esistono tariffe agevolate, nè possibilità di abbonamenti scontati – sbotta Adamo – Se volessi lasciare l’auto in sosta dalle nove del mattino fino alla chiusura serale, dovrei regalare quello che guadagno all’amministrazione, a botta di due euro l’ora, che diventano 2,50 in piazza Amendola. Perchè non si è pensato ad un piano tariffario calibrato anche sulle esigenze di chi nel centro storico ci lavora?».
La giornata tipo di un negoziante che abita altrove inizia come quella di un pendolare che lavora a Roma. «Un mio chef che vive ad Ogliara scende di casa ogni giorno
alle sei del mattino per garantirsi un posto gratuito nei pressi del locale. Se sgarra di mezz’ora, è obbligato a regalare lo stipendio al Comune o ad assumersi il rischio di pagare una multa lasciando l’auto dove non può».
DI BARBARA CANGIANO LA CITTA

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