NA 22/5/15 Erasmus. Scelta di vita che può cambiare il futuro.

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Il nostro Bel paese, la nostra bella città sembrano oggi non poterci più garantire un futuro degno delle nostre aspettative. O almeno un futuro, aggiungono i pessimisti… Tutti i motivi per cui anni fa ci siamo iscritti alle università non sembrano più incrollabili certezze come un tempo, tutte le ragioni per cui pagine su pagine di esami e test attitudinali ci hanno arrovellato freneticamente il cervello non pare abbiano il senso di una volta.

La realtà del 2015 non è forse come nei film fantascientifici di noti registi hollywoodiani, in cui bastava il pensiero per arrivare da un punto all’altro del pianeta e in cui tutti gli abitanti della Terra apparivano felici e soddisfatti di se stessi. La realtà è più problematica e complicata di come tutti ci aspettavamo. Oggigiorno la risposta dei giovani alla disoccupazione, alla crisi finanziaria e di fondi per gli atenei pubblici è una sola: cambiare per crescere, cambiare per conoscere, distinguersi per non estinguersi!

Quanti di noi hanno mai pensato di trascorrere un anno della propria vita all’estero, studiando e imparando, studiando e lavorando, studiando e vivendo? C’è chi l’ha fatto ed è tornato indietro per raccontarcelo e descrivercelo come un vissuto significativo, come un’avventura nelle jungle metropolitane del XXI secolo che li ha cambiati.

 

Perché hai deciso di fare l’Erasmus? “E’ l’esperienza più importante della vita di un essere umano, ne sono convinto…Ho deciso di partire per la Spagna per il mio desiderio di conoscenza di nuove culture, idee, costumi e valori di una società diversa dalla mia. Mi sono adattato anche molto facilmente, imparando la lingua nella quotidianità delle mie giornate e in poche settimane lo spagnolo era diventato addirittura l’ultimo dei miei problemi. Aggiungo che ci tornerei anche con piacere per studiare e trovare lavoro li. Il livello di vita è molto alto e il paese offre molteplici servizi ai propri cittadini. In questi dodici mesi ho provato e sono riuscito ad affrontare la vita in modo differente da come facevo prima e senza ombra di dubbio sono maturato e cresciuto.” Flavio Riccio, 23 anni studente di Giurisprudenza che ha frequentato il 4° anno di corsi presso l’università di Granada.

 

Come ti sei trovato all’università in Germania? Ci torneresti a vivere o lavorare? “L’università è stata molto efficiente durante tutta la mia permanenza presso di loro. Inoltre anche le infrastrutture e i servizi offerti non mi hanno mai fatto rimpiangere l’Italia. Ci sono rimasto a studiare per sei mesi, ma al mio ritorno in patria ho preferito prendermi una settimana di vacanza per tornarvi e rivivermi la città da turista, questa volta. Sono sicuramente molto soddisfatto e consiglio quest’esperienza a tutti coloro che sono indecisi se affrontarla o meno. Sono tornato a Milano con uno spirito diverso, arricchito e certamente più maturo. Vi tornerei nuovamente perché ho avuto l’impressione di una nazione meritocratica con maggiore equilibrio tra costo della vita e retribuzioni, con una trasparenza e tolleranza atte a favorire un veloce inserimento nel mondo lavorativo anche per i soggetti stranieri.” Luigi Mastroianni, giovane studente in Business Amministration della Bocconi di Milano che ha effettuato l’Erasmus presso l’ateneo di Mannheim.

 

Cosa pensi possa offrire un’esperienza del genere ad una studentessa? Sei rimasta soddisfatta? “L’estero è il terreno più fertile dove coltivare la propria personalità: solo con il confronto possiamo capire meglio noi stessi e le persone con cui interagiamo. Inoltre, il confronto (talvolta scontro) con una cultura differente può solo aprirci la mente e renderci più duttili al lavoro in team ed alla predisposizione al problem solving. Inoltre sono una persona aperta alle diversità di mentalità e pensiero, per cui ho migliorato la conoscenza della lingua inglese stando sul posto, interagendo con amici conosciuti nell’appartamento dove alloggiavo i quali mi hanno poi introdotto nella rete delle proprie conoscenze, insegnandomi lo slang, ossia l’inglese colloquiale che non si trova sui testi didattici. Sono rimasta estremamente soddisfatta.” Francesca Morra, laureata in Marketing e Comunicazione d’impresa presso l’università La Sapienza di Roma che ha fatto l’Erasmus a Londra.

 

Sete di conoscenza, desiderio del nuovo e del “diverso”, ambizioni e aspirazioni di giovani ragazzi i cui orizzonti non si sono limitati alle sole frontiere dello stivale, ma che hanno saputo osare e spaziare verso nuove terre in grado di dar loro ciò che cercavano e di prospettare quel futuro che qui forse manca loro…Vento in poppa e vele spiegate verso il domani che verrà!

 

Simone Ambrò

Giornalista – Positanonews

 

 

Il nostro Bel paese, la nostra bella città sembrano oggi non poterci più garantire un futuro degno delle nostre aspettative. O almeno un futuro, aggiungono i pessimisti… Tutti i motivi per cui anni fa ci siamo iscritti alle università non sembrano più incrollabili certezze come un tempo, tutte le ragioni per cui pagine su pagine di esami e test attitudinali ci hanno arrovellato freneticamente il cervello non pare abbiano il senso di una volta.

La realtà del 2015 non è forse come nei film fantascientifici di noti registi hollywoodiani, in cui bastava il pensiero per arrivare da un punto all’altro del pianeta e in cui tutti gli abitanti della Terra apparivano felici e soddisfatti di se stessi. La realtà è più problematica e complicata di come tutti ci aspettavamo. Oggigiorno la risposta dei giovani alla disoccupazione, alla crisi finanziaria e di fondi per gli atenei pubblici è una sola: cambiare per crescere, cambiare per conoscere, distinguersi per non estinguersi!

Quanti di noi hanno mai pensato di trascorrere un anno della propria vita all’estero, studiando e imparando, studiando e lavorando, studiando e vivendo? C’è chi l’ha fatto ed è tornato indietro per raccontarcelo e descrivercelo come un vissuto significativo, come un’avventura nelle jungle metropolitane del XXI secolo che li ha cambiati.

 

Perché hai deciso di fare l’Erasmus? “E’ l’esperienza più importante della vita di un essere umano, ne sono convinto…Ho deciso di partire per la Spagna per il mio desiderio di conoscenza di nuove culture, idee, costumi e valori di una società diversa dalla mia. Mi sono adattato anche molto facilmente, imparando la lingua nella quotidianità delle mie giornate e in poche settimane lo spagnolo era diventato addirittura l’ultimo dei miei problemi. Aggiungo che ci tornerei anche con piacere per studiare e trovare lavoro li. Il livello di vita è molto alto e il paese offre molteplici servizi ai propri cittadini. In questi dodici mesi ho provato e sono riuscito ad affrontare la vita in modo differente da come facevo prima e senza ombra di dubbio sono maturato e cresciuto.” Flavio Riccio, 23 anni studente di Giurisprudenza che ha frequentato il 4° anno di corsi presso l’università di Granada.

 

Come ti sei trovato all’università in Germania? Ci torneresti a vivere o lavorare? “L’università è stata molto efficiente durante tutta la mia permanenza presso di loro. Inoltre anche le infrastrutture e i servizi offerti non mi hanno mai fatto rimpiangere l’Italia. Ci sono rimasto a studiare per sei mesi, ma al mio ritorno in patria ho preferito prendermi una settimana di vacanza per tornarvi e rivivermi la città da turista, questa volta. Sono sicuramente molto soddisfatto e consiglio quest’esperienza a tutti coloro che sono indecisi se affrontarla o meno. Sono tornato a Milano con uno spirito diverso, arricchito e certamente più maturo. Vi tornerei nuovamente perché ho avuto l’impressione di una nazione meritocratica con maggiore equilibrio tra costo della vita e retribuzioni, con una trasparenza e tolleranza atte a favorire un veloce inserimento nel mondo lavorativo anche per i soggetti stranieri.” Luigi Mastroianni, giovane studente in Business Amministration della Bocconi di Milano che ha effettuato l’Erasmus presso l’ateneo di Mannheim.

 

Cosa pensi possa offrire un’esperienza del genere ad una studentessa? Sei rimasta soddisfatta? “L'estero è il terreno più fertile dove coltivare la propria personalità: solo con il confronto possiamo capire meglio noi stessi e le persone con cui interagiamo. Inoltre, il confronto (talvolta scontro) con una cultura differente può solo aprirci la mente e renderci più duttili al lavoro in team ed alla predisposizione al problem solving. Inoltre sono una persona aperta alle diversità di mentalità e pensiero, per cui ho migliorato la conoscenza della lingua inglese stando sul posto, interagendo con amici conosciuti nell'appartamento dove alloggiavo i quali mi hanno poi introdotto nella rete delle proprie conoscenze, insegnandomi lo slang, ossia l'inglese colloquiale che non si trova sui testi didattici. Sono rimasta estremamente soddisfatta.” Francesca Morra, laureata in Marketing e Comunicazione d’impresa presso l’università La Sapienza di Roma che ha fatto l’Erasmus a Londra.

 

Sete di conoscenza, desiderio del nuovo e del “diverso”, ambizioni e aspirazioni di giovani ragazzi i cui orizzonti non si sono limitati alle sole frontiere dello stivale, ma che hanno saputo osare e spaziare verso nuove terre in grado di dar loro ciò che cercavano e di prospettare quel futuro che qui forse manca loro…Vento in poppa e vele spiegate verso il domani che verrà!

 

Simone Ambrò

Giornalista – Positanonews

 

 

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