Isola Liri (FR). Attesa per il ricordo dei martiri isolani dell’invasione francese del 1799.

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 Isola Liri,
 sabato 23 maggio 2015:
 Santa Messa per celebrare
 i martiri “isolani”
 dell’invasione francese
 del 1799
 
Isola Liri / Chiesa di San Lorenzo, ore 17,00
Una messa per ricordare i “martiri” isolani del 1799
 
Iniziativa dell’Associazione “Alta Terra di Lavoro” presieduta da Claudio Saltarelli
 
Il 12 maggio del 1799 le soldataglie francesi del generale Watrin, incalzate dall’armata sanfedista del cardinale Ruffo, fuggendo dal napoletano verso Roma, giunte ad Isola del Liri, trucidarono ben 537 persone tra cui 350 poveretti che avevano trovato rifugio nella chiesa di San Lorenzo. Fu un giorno terribile per Isola Liri, la graziosa città delle cascate. Di certo il più nefasto della sua lunga e gloriosa storia. Così annotava nel “Liber Mortuorum” l’arciprete-canonico Nicolucci: “Tutto devastò, tutto rapì il nemico: non scamparono al bottino né greggi, né armenti; non sopravvisse uomo; non vi fu donna, ancorché fanciulla, non contaminata dalla violenza dei soldati; quegli empi profanarono gli altari e le cose più sacre”. L’atroce carneficina andò avanti per due giorni interi. I guasti più spaventosi i giacobini li compirono nella chiesa di San Lorenzo dove si scorgevano, come scrive Benedetto Fornari, “centinaia di corpi decapitati o infilzati già in via di decomposizione; cadaverini di bimbi ricaduti sugli altari dopo essere stati violentemente scagliati contro le pareti; vetrate in frantumi e porte fracassate, danni ingenti alla costruzione, agli arredi e alle suppellettili: ovunque i segni dell’odio, della razzia, della profanazione”. La chiesa di San Lorenzo fu così devastata che potè essere riaperta alla pratica del culto solo a Natale. Senza considerare la rovina, le macerie e i roghi che si vedevano ovunque nella città. I cronisti dell’epoca raccontano che il sangue delle vittime era così copioso da colorare di rosso il fiume Liri. Nel 1899, a cent’anni di distanza dall’eccidio, la municipalità isolana collocò nella chiesa di San Lorenzo, sulla parete di destra rispetto alla porta d’ingresso, una epigrafe marmorea a ricordo dell’infausto evento. Da quel giorno, salvo sporadiche e quasi carbonare rievocazioni, su un evento così drammatico è calata, fitta ed impenetrabile, la nebbia dell’oblio.
Sui libri di storia, inspiegabilmente, non c’è spazio per la tragedia di Isola del Liri: eppure in quel drammatico 12 maggio 1799, giorno di Pentecoste, trovarono la morte tanti poveri innocenti. Un’altra grande ingiustizia della nostra storia alla quale è doveroso porre rimedio. Anche perché ricordare significa soprattutto non dimenticare. Ed è proprio questo lo scopo dell’evento organizzato dall’Associazione Identitaria “Alta Terra di Lavoro”, presieduta da Claudio Saltarelli, sabato 23 maggio, ad Isola del Liri. Nella chiesa di San Lorenzo, luogo dell’eccidio, alle ore 17.00, sara celebrata una Messa per commemorare le vittime della ferocia giacobina del 1799. Il rito sarà officiato da don Mario Branca. Alla fine della messa, dopo una breve ricostruzione storica dei drammatici eventi, sarà possibile visitare i luoghi che videro consumarsi l’immane ma, ahimè, poco conosciuta tragedia.
 
Per informazioni, prenotazioni e quant’altro ci si può rivolgere al Presidente Claudio Saltarelli (339.1699422) oppure inviando una mail a info@claudiosaltarelli.it.

 

 Isola Liri,
 sabato 23 maggio 2015:
 Santa Messa per celebrare
 i martiri "isolani"
 dell'invasione francese
 del 1799
 
Isola Liri / Chiesa di San Lorenzo, ore 17,00
Una messa per ricordare i “martiri” isolani del 1799
 
Iniziativa dell'Associazione “Alta Terra di Lavoro” presieduta da Claudio Saltarelli
 
Il 12 maggio del 1799 le soldataglie francesi del generale Watrin, incalzate dall'armata sanfedista del cardinale Ruffo, fuggendo dal napoletano verso Roma, giunte ad Isola del Liri, trucidarono ben 537 persone tra cui 350 poveretti che avevano trovato rifugio nella chiesa di San Lorenzo. Fu un giorno terribile per Isola Liri, la graziosa città delle cascate. Di certo il più nefasto della sua lunga e gloriosa storia. Così annotava nel “Liber Mortuorum” l'arciprete-canonico Nicolucci: “Tutto devastò, tutto rapì il nemico: non scamparono al bottino né greggi, né armenti; non sopravvisse uomo; non vi fu donna, ancorché fanciulla, non contaminata dalla violenza dei soldati; quegli empi profanarono gli altari e le cose più sacre”. L'atroce carneficina andò avanti per due giorni interi. I guasti più spaventosi i giacobini li compirono nella chiesa di San Lorenzo dove si scorgevano, come scrive Benedetto Fornari, “centinaia di corpi decapitati o infilzati già in via di decomposizione; cadaverini di bimbi ricaduti sugli altari dopo essere stati violentemente scagliati contro le pareti; vetrate in frantumi e porte fracassate, danni ingenti alla costruzione, agli arredi e alle suppellettili: ovunque i segni dell'odio, della razzia, della profanazione”. La chiesa di San Lorenzo fu così devastata che potè essere riaperta alla pratica del culto solo a Natale. Senza considerare la rovina, le macerie e i roghi che si vedevano ovunque nella città. I cronisti dell'epoca raccontano che il sangue delle vittime era così copioso da colorare di rosso il fiume Liri. Nel 1899, a cent'anni di distanza dall'eccidio, la municipalità isolana collocò nella chiesa di San Lorenzo, sulla parete di destra rispetto alla porta d'ingresso, una epigrafe marmorea a ricordo dell'infausto evento. Da quel giorno, salvo sporadiche e quasi carbonare rievocazioni, su un evento così drammatico è calata, fitta ed impenetrabile, la nebbia dell'oblio.
Sui libri di storia, inspiegabilmente, non c'è spazio per la tragedia di Isola del Liri: eppure in quel drammatico 12 maggio 1799, giorno di Pentecoste, trovarono la morte tanti poveri innocenti. Un'altra grande ingiustizia della nostra storia alla quale è doveroso porre rimedio. Anche perché ricordare significa soprattutto non dimenticare. Ed è proprio questo lo scopo dell'evento organizzato dall'Associazione Identitaria “Alta Terra di Lavoro”, presieduta da Claudio Saltarelli, sabato 23 maggio, ad Isola del Liri. Nella chiesa di San Lorenzo, luogo dell'eccidio, alle ore 17.00, sara celebrata una Messa per commemorare le vittime della ferocia giacobina del 1799. Il rito sarà officiato da don Mario Branca. Alla fine della messa, dopo una breve ricostruzione storica dei drammatici eventi, sarà possibile visitare i luoghi che videro consumarsi l'immane ma, ahimè, poco conosciuta tragedia.
 
Per informazioni, prenotazioni e quant'altro ci si può rivolgere al Presidente Claudio Saltarelli (339.1699422) oppure inviando una mail a info@claudiosaltarelli.it.