Benitez, offerta dal Real Madrid. Mihajlovic resta la prima scelta

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Cadono i veli, uno dopo l’altro. Ecco la verità. E ormai nessuno nel Napoli fa neppure finta che andrà a finire diversamente: tra il Napoli e Benitez cala il sipario. Un lungo addio, iniziato almeno 5 mesi fa. Da quando, a dicembre, dopo la seconda proposta di rinnovo di De Laurentiis declinata da Rafone, il patron impose il rientro frettoloso a Castelvolturno subito dopo il ko di San Siro con il Milan. La prima intromissioni nelle scelte dell’allenatore che mai, nella sua storia, ha abolito un giorno libero per punizione. Pochi giorni dopo, a Doha, il patron azzurro lasciò tutti di stucco con quel «se andrà via ce ne faremo una ragione». Benitez, per la seconda volta in due settimane, non la prese bene. Ritenne il momento sbagliato, alla vigilia della Supercoppa. Cadono i veli. E manca solo l’annuncio ufficiale. Questione di dettagli: occorre scegliere il momento. Titoli di coda, pure questa è andata. Dopo il ciclo Reja e quello Mazzarri, sta per calare il sipario anche sul ciclo Benitez. Ormai si è capito che tira aria di ricostruzione, se non di rivoluzione. Quindi, che fare? De Laurentiis si arrovella da settimane, pare stia pensando a novità anche nel settore dirigenziale. All’allenatore per il futuro pensa già da tempo eccome, De Laurentiis, anche se non ha sciolto le riserve su nessuno: Mihajlovic è nettamente in pole, c’è un accordo virtuale ma nulla ancora di siglato. Poi ci sono anche gli altri, certo: Bielsa, Pellegrini, Emery e persino Montella. Ma con il serbo della Sampdoria c’è molto di più che una stretta di mano: c’è un appuntamento fissato per la fine del campionato in cui entrare nei dettagli del progetto tecnico e del mercato. Attenzione: se per un motivo o un altro l’attuale ct Conte dovesse cambiare idea sulla proposta del Napoli, per lui sarebbero spalancate le porte della panchina azzurra. Per De Laurentiis, affiancato in queste ore dal fido Chiavelli, c’è molto da lavorare anche nel club, perché a suo avviso troppe cose non sono andate al meglio intorno a Benitez. E il presidente metterà mano al tutto, magari dando un ruolo di maggiore responsabilità a Grava. A livello dirigenziale, De Laurentiis ha contattato il ds del Verona Sean Sogliano come sostituto di Bigon che dopo 6 anni potrebbe lasciare il Napoli. Con lui tutto lo scout azzurro, da Micheli a Mantovani, e pure il team manager De Matteis. Insomma, tabula rasa. E anno zero. Poi vorrebbe inserire nell’organico un uomo da delegare alla questione stadio. E Benitez? È celebre per la freddezza con cui calcola ogni mossa ma stavolta non aveva previsto tutto. Voleva il ritorno in Premier, accettando persino un club minore: e per questo stava incominciando a trattare sia con il West Ham che il Newcastle, non proprio club di prima fascia inglese. Ma da Madrid, da dopo l’eliminazione-choc con la Juventus, è ripreso con insistenza il tam tam sui giornali spagnoli: Carletto Ancelotti che ha vinto quattro titoli in una stagione, come mai nessuno in 104 anni di storia delle meringhe, compresa la Champions, la famosa “decima” rincorsa come una maledizione, è inviso al presidente Florentino Perez e fischiato dal Bernabeu. Quindi il Real cerca un altro allenatore: e ha contattato sia Benitez che Quilon, il suo manager. Rafa, che ha rifiutato due volte il Real ai tempi del Liverpool, questa volta non direbbe di no. Chiaro: Florentino preferirebbe di gran lunga una promozione di Zidane come capo allenatore e al Real comanda pur sempre lui. Benitez attende un segnale: tra allenatore e giocatori è stato a Madrid per 13 anni. A 26 anni ha guidato il Castilla B e ha conosciuto Del Bosque. Insomma, un ritorno a casa. La sua vera casa. Altro che Liverpool. (Pino Taormina – Il Mattino) 

Cadono i veli, uno dopo l’altro. Ecco la verità. E ormai nessuno nel Napoli fa neppure finta che andrà a finire diversamente: tra il Napoli e Benitez cala il sipario. Un lungo addio, iniziato almeno 5 mesi fa. Da quando, a dicembre, dopo la seconda proposta di rinnovo di De Laurentiis declinata da Rafone, il patron impose il rientro frettoloso a Castelvolturno subito dopo il ko di San Siro con il Milan. La prima intromissioni nelle scelte dell’allenatore che mai, nella sua storia, ha abolito un giorno libero per punizione. Pochi giorni dopo, a Doha, il patron azzurro lasciò tutti di stucco con quel «se andrà via ce ne faremo una ragione». Benitez, per la seconda volta in due settimane, non la prese bene. Ritenne il momento sbagliato, alla vigilia della Supercoppa. Cadono i veli. E manca solo l’annuncio ufficiale. Questione di dettagli: occorre scegliere il momento. Titoli di coda, pure questa è andata. Dopo il ciclo Reja e quello Mazzarri, sta per calare il sipario anche sul ciclo Benitez. Ormai si è capito che tira aria di ricostruzione, se non di rivoluzione. Quindi, che fare? De Laurentiis si arrovella da settimane, pare stia pensando a novità anche nel settore dirigenziale. All’allenatore per il futuro pensa già da tempo eccome, De Laurentiis, anche se non ha sciolto le riserve su nessuno: Mihajlovic è nettamente in pole, c’è un accordo virtuale ma nulla ancora di siglato. Poi ci sono anche gli altri, certo: Bielsa, Pellegrini, Emery e persino Montella. Ma con il serbo della Sampdoria c’è molto di più che una stretta di mano: c’è un appuntamento fissato per la fine del campionato in cui entrare nei dettagli del progetto tecnico e del mercato. Attenzione: se per un motivo o un altro l’attuale ct Conte dovesse cambiare idea sulla proposta del Napoli, per lui sarebbero spalancate le porte della panchina azzurra. Per De Laurentiis, affiancato in queste ore dal fido Chiavelli, c’è molto da lavorare anche nel club, perché a suo avviso troppe cose non sono andate al meglio intorno a Benitez. E il presidente metterà mano al tutto, magari dando un ruolo di maggiore responsabilità a Grava. A livello dirigenziale, De Laurentiis ha contattato il ds del Verona Sean Sogliano come sostituto di Bigon che dopo 6 anni potrebbe lasciare il Napoli. Con lui tutto lo scout azzurro, da Micheli a Mantovani, e pure il team manager De Matteis. Insomma, tabula rasa. E anno zero. Poi vorrebbe inserire nell’organico un uomo da delegare alla questione stadio. E Benitez? È celebre per la freddezza con cui calcola ogni mossa ma stavolta non aveva previsto tutto. Voleva il ritorno in Premier, accettando persino un club minore: e per questo stava incominciando a trattare sia con il West Ham che il Newcastle, non proprio club di prima fascia inglese. Ma da Madrid, da dopo l’eliminazione-choc con la Juventus, è ripreso con insistenza il tam tam sui giornali spagnoli: Carletto Ancelotti che ha vinto quattro titoli in una stagione, come mai nessuno in 104 anni di storia delle meringhe, compresa la Champions, la famosa “decima” rincorsa come una maledizione, è inviso al presidente Florentino Perez e fischiato dal Bernabeu. Quindi il Real cerca un altro allenatore: e ha contattato sia Benitez che Quilon, il suo manager. Rafa, che ha rifiutato due volte il Real ai tempi del Liverpool, questa volta non direbbe di no. Chiaro: Florentino preferirebbe di gran lunga una promozione di Zidane come capo allenatore e al Real comanda pur sempre lui. Benitez attende un segnale: tra allenatore e giocatori è stato a Madrid per 13 anni. A 26 anni ha guidato il Castilla B e ha conosciuto Del Bosque. Insomma, un ritorno a casa. La sua vera casa. Altro che Liverpool. (Pino Taormina – Il Mattino)