Maiori e Palinuro fra le spiagge più economiche d’ Italia per il Corriere della Sera

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Maiori e Palinuro fra le spiagge più economiche d’ Italia per il Corriere della Sera , le due località della Costiera amalfitana e del Cilento prese a modello dal Corriere della Sera e Corriere del Mezzogiorno di cui scrive Paola Cacace:  “C’è chi offre assieme all’ombrellone anche la gita in barca e chi sconta di circa il 20% il prezzo di lettini & co se si opta per l’abbonamento regionale. Lo stato dei lidi in Campania è alquanto variegato. Secondo quanto riferito dalla sede campana del Sindacato Italiano Balneari sono circa 1163 le aziende balneari sulla fascia costiera campana dei circa 30mila italiani che poi danno lavoro a circa un milione di addetti (leggi cosa succede nelle altre località balneari d’Italia, cliccando la mappa interattiva). Aziende familiari «La maggioranza dei lidi – dichiara uno dei rappresentanti regionali del sindacato Riccardo Scarselli – sono gestiti da famiglie, magari anche da varie generazioni e hanno le dinamiche della piccola industria e sono la forza del turismo nostrano e andrebbero aiutati nello sviluppo, anche perché tasse e iva vengono pagate e rientrano nelle casse pubbliche. Vogliamo parlare delle cosiddette spiagge pubbliche? L’esempio eclatante è quella di Budelli in Sardegna, nota come la spiaggia rosa, dove un bicchierino alla volta è stata portata via tutta la sabbia. Per poi non parlare dei lidi liberi che sono sporchi e poco curati». Tra spese di mantenimento, pulizia e tasse tra l’altro è inclusa anche l’Imu, pur essendo i gestori dei lidi “non proprietari” ma “concessionari”. A questo va aggiunto la preoccupazione per le spese crescenti. Caro ombrellone? È ben più caro per i direttori degli stabilimenti balneari. Prezzi ritoccati verso l’alto «I canoni siano effettivamente – lamentano dal lido Regina Major che si trova proprio sul lungomare di Maiori – un po’ alzati e da quel che so c’è una media che parte 30mila euro l’anno a dire il vero dobbiamo ancora ritoccare un pochettino i prezzi rispetto all’anno scorso anche perché quella di quest’anno non è una novità. Tra costi e canone ogni anno diventa sempre un po’ più caro. E per forza di cosa siamo costretti ad alzare anche noi i prezzi». Il caro parking Il prezzo è nella media regionale, aggirandosi attorno ai 15 euro sebbene quest’anno probabilmente dovranno essere ritoccati lievemente, ma non include il parcheggio che arriva a costare anche attorno ai 20 euro. «Scelte sofferte» Hanno deciso di non alzare i prezzi quest’anno i gestori del lido Ficocella, a Capo Palinuro, in pieno centro, mantenendosi sulla media che va dai 10 euro (in bassa stagione) ai 15 (ad agosto). Una piccola baia di 250 metri quadri (condivisa tra l’altro con alcuni hotel limitrofi) che da 2 o 3 anni non ha alzato i prezzi. «La nostra è stata una scelta sofferta – spiega Antonio Sogliuzzo che durante l’inverno “emigra” a Vicenza per tornare nella sua Palinuro solo nei mesi prettamente turistici – ma fatta per amore dei nostri turisti, di cui alcuni tra l’altro sono fidelizzati. D’altronde tutta la mia famiglia si occupa di balneazione da più di 30 anni e abbiamo deciso di portare una ventata di novità organizzando anche una serie di gite alle Grotte marine di Palinuro, alle quali possono iscriversi sia i nostri clienti che quelli degli hotel vicini. Un’occasione unica e molto apprezzata ma che certo non cambia la situazione che vede noi gestori con l’acqua alla gola».

Maiori e Palinuro fra le spiagge più economiche d' Italia per il Corriere della Sera , le due località della Costiera amalfitana e del Cilento prese a modello dal Corriere della Sera e Corriere del Mezzogiorno di cui scrive Paola Cacace:  "C’è chi offre assieme all’ombrellone anche la gita in barca e chi sconta di circa il 20% il prezzo di lettini & co se si opta per l’abbonamento regionale. Lo stato dei lidi in Campania è alquanto variegato. Secondo quanto riferito dalla sede campana del Sindacato Italiano Balneari sono circa 1163 le aziende balneari sulla fascia costiera campana dei circa 30mila italiani che poi danno lavoro a circa un milione di addetti (leggi cosa succede nelle altre località balneari d’Italia, cliccando la mappa interattiva). Aziende familiari «La maggioranza dei lidi – dichiara uno dei rappresentanti regionali del sindacato Riccardo Scarselli – sono gestiti da famiglie, magari anche da varie generazioni e hanno le dinamiche della piccola industria e sono la forza del turismo nostrano e andrebbero aiutati nello sviluppo, anche perché tasse e iva vengono pagate e rientrano nelle casse pubbliche. Vogliamo parlare delle cosiddette spiagge pubbliche? L’esempio eclatante è quella di Budelli in Sardegna, nota come la spiaggia rosa, dove un bicchierino alla volta è stata portata via tutta la sabbia. Per poi non parlare dei lidi liberi che sono sporchi e poco curati». Tra spese di mantenimento, pulizia e tasse tra l’altro è inclusa anche l’Imu, pur essendo i gestori dei lidi “non proprietari” ma “concessionari”. A questo va aggiunto la preoccupazione per le spese crescenti. Caro ombrellone? È ben più caro per i direttori degli stabilimenti balneari. Prezzi ritoccati verso l’alto «I canoni siano effettivamente – lamentano dal lido Regina Major che si trova proprio sul lungomare di Maiori – un po’ alzati e da quel che so c’è una media che parte 30mila euro l’anno a dire il vero dobbiamo ancora ritoccare un pochettino i prezzi rispetto all’anno scorso anche perché quella di quest’anno non è una novità. Tra costi e canone ogni anno diventa sempre un po’ più caro. E per forza di cosa siamo costretti ad alzare anche noi i prezzi». Il caro parking Il prezzo è nella media regionale, aggirandosi attorno ai 15 euro sebbene quest’anno probabilmente dovranno essere ritoccati lievemente, ma non include il parcheggio che arriva a costare anche attorno ai 20 euro. «Scelte sofferte» Hanno deciso di non alzare i prezzi quest’anno i gestori del lido Ficocella, a Capo Palinuro, in pieno centro, mantenendosi sulla media che va dai 10 euro (in bassa stagione) ai 15 (ad agosto). Una piccola baia di 250 metri quadri (condivisa tra l’altro con alcuni hotel limitrofi) che da 2 o 3 anni non ha alzato i prezzi. «La nostra è stata una scelta sofferta – spiega Antonio Sogliuzzo che durante l’inverno “emigra” a Vicenza per tornare nella sua Palinuro solo nei mesi prettamente turistici – ma fatta per amore dei nostri turisti, di cui alcuni tra l’altro sono fidelizzati. D’altronde tutta la mia famiglia si occupa di balneazione da più di 30 anni e abbiamo deciso di portare una ventata di novità organizzando anche una serie di gite alle Grotte marine di Palinuro, alle quali possono iscriversi sia i nostri clienti che quelli degli hotel vicini. Un’occasione unica e molto apprezzata ma che certo non cambia la situazione che vede noi gestori con l’acqua alla gola».