Il sax alto di Bobby Watson

0

Debutto, questa sera, alle ore 22, al Modo, per il caposcuola americano che si presenta jazz alla guida un quartetto composto da Curtys Lundy al contrabbasso, Richard Johnson al piano ed Eric Kennedy alla batteria

Di OLGA CHIEFFI

L’inconfondibile trepidazione con cui il sax alto di Bobby Warson guida e sguinzaglia i componenti della sua formazione tra i meandri di una pagina musicale è un ritorno alla dimensione dell’avventura totale. E’ un andirivieni nel labirintico teatro della memoria della infinita memoria del suono afro-americano, dove il caos trova un ordine e dove ogni crocicchio è disponibile quale fonte illimitata di energia. Questa sera, intorno alla 22, i riflettori del palcoscenico del Modo, si accenderanno sul sax alto di Bobby Watson, un caposcuola moderno di questo strumento, che si presenterà per la prima volta all’esigente uditorio salernitano alla guida un quartetto che vede tre musicisti eccezionali come Curtys Lundy al contrabbasso, Richard Johnson al piano ed Eric Kennedy alla batteria. “A questo punto della mia carriera – ama affermare Bobby Watson- credo fermamente di non aver più nulla da dimostrare. Il virtuosismo non è mai stato il mio intento primario. Avere un buon mezzo, dei buoni collaboratori per esprimermi, per mettermi in relazione con la gente e offrire buona musica da ascoltare e su cui riflettere, questo sì! È stato l’intento principale di tutta la mia carriera di musicista.” In più di 25 anni di carriera, Bobby Watson ha accumulato una discografia che conta cento incisioni e collaborazioni illustri con artisti come Art Blackey (si è unito ai “Jazz Messengers” dal 1977 al 1981) Sam Rivers, Max Roach, George Coleman, John Hicks, Joe Williams e Winton Marsalis. Solista e compositore, ha alle spalle una notevole quantità di successi che ne evidenziano la destrezza, l’energia ed una qualità interiore che viene direttamente dall’anima. Brillante strumentista, si distingue per le lunghe frasi dal forte cromatismo, per gli stop chorus vertiginosi, per la calda sonorita’ dal bel timbro al sax alto. La voce mobilissima del contralto, che scissioni istantanee possono trasformare da compatta e lucente a fascio di fibre abrasive, sarà da sola un entusiasmante spettacolo che il patron del Modo ha inteso regalarsi e donare al suo pubblico. L’opening della serata è stato affidato al Rhythmicage quartet composto da Bruno Salicone al pianoforte, Vincenzo saetta al sax alto, Sergio Di Natale alla batteria e Francesco Galatro al contrabbasso. La formazione, che nasce dall’incontro di musicisti campani, fonde diversi concetti musicali ricercando, attraverso le esperienze e i progetti di ciascun musicista, un sound nuovo, frutto sempre di fusione fra tradizione e modernità.

Debutto, questa sera, alle ore 22, al Modo, per il caposcuola americano che si presenta jazz alla guida un quartetto composto da Curtys Lundy al contrabbasso, Richard Johnson al piano ed Eric Kennedy alla batteria

Di OLGA CHIEFFI

L’inconfondibile trepidazione con cui il sax alto di Bobby Warson guida e sguinzaglia i componenti della sua formazione tra i meandri di una pagina musicale è un ritorno alla dimensione dell’avventura totale. E’ un andirivieni nel labirintico teatro della memoria della infinita memoria del suono afro-americano, dove il caos trova un ordine e dove ogni crocicchio è disponibile quale fonte illimitata di energia. Questa sera, intorno alla 22, i riflettori del palcoscenico del Modo, si accenderanno sul sax alto di Bobby Watson, un caposcuola moderno di questo strumento, che si presenterà per la prima volta all’esigente uditorio salernitano alla guida un quartetto che vede tre musicisti eccezionali come Curtys Lundy al contrabbasso, Richard Johnson al piano ed Eric Kennedy alla batteria. "A questo punto della mia carriera – ama affermare Bobby Watson- credo fermamente di non aver più nulla da dimostrare. Il virtuosismo non è mai stato il mio intento primario. Avere un buon mezzo, dei buoni collaboratori per esprimermi, per mettermi in relazione con la gente e offrire buona musica da ascoltare e su cui riflettere, questo sì! È stato l'intento principale di tutta la mia carriera di musicista." In più di 25 anni di carriera, Bobby Watson ha accumulato una discografia che conta cento incisioni e collaborazioni illustri con artisti come Art Blackey (si è unito ai "Jazz Messengers" dal 1977 al 1981) Sam Rivers, Max Roach, George Coleman, John Hicks, Joe Williams e Winton Marsalis. Solista e compositore, ha alle spalle una notevole quantità di successi che ne evidenziano la destrezza, l'energia ed una qualità interiore che viene direttamente dall'anima. Brillante strumentista, si distingue per le lunghe frasi dal forte cromatismo, per gli stop chorus vertiginosi, per la calda sonorita' dal bel timbro al sax alto. La voce mobilissima del contralto, che scissioni istantanee possono trasformare da compatta e lucente a fascio di fibre abrasive, sarà da sola un entusiasmante spettacolo che il patron del Modo ha inteso regalarsi e donare al suo pubblico. L’opening della serata è stato affidato al Rhythmicage quartet composto da Bruno Salicone al pianoforte, Vincenzo saetta al sax alto, Sergio Di Natale alla batteria e Francesco Galatro al contrabbasso. La formazione, che nasce dall’incontro di musicisti campani, fonde diversi concetti musicali ricercando, attraverso le esperienze e i progetti di ciascun musicista, un sound nuovo, frutto sempre di fusione fra tradizione e modernità.