Silvio Berlusconi nel «deserto» di Bari. Pochi fan, tour ridotto causa febbre

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Prima era tutto più semplice. Silvio Berlusconi telefonava e chiedeva: «C’è gente?». Roberto Gasparotti, il suo ex addetto all’immagine e all’organizzazione delle piazze, di solito gli rispondeva: «Ma certo!». E il Cavaliere andava a tuffarsi nel bagno di folla. Ora non c’è più Gasparotti (fa altro) ed è più difficile sapere se i rappresentanti locali a cui Berlusconi si rivolge bluffano oppure no sui numeri. E comunque: ieri ad aspettarlo a Bari non c’era nessuno, a parte sei o sette forzisti imbandierati contro Fitto con tanto di t-shirt recante la scritta: «Lealista forever». E all’Hotel Palace, storicamente teatro di grandi occasioni di tripudio per l’arrivo del Presidentissimo, ad attenderlo questa volta ci sono più che altro giornalisti. Insieme a Francesco Paolo Sisto, presidente della commissione affari costituzionali a Montecitorio, il quale per intrattenere l’uditorio in attesa dello sbarco di Berlusconi si mette al piano e suona con buon tocco musicale: «Meno male che Silvio c’è». Ma lui non c’è. S’è ricordato che la notte prima aveva avuto un po’ d’influenza e fa piovere su Bari il seguente comunicato: «Il presidente ha avuto in queste ore un rialzo febbrile ed è in terapia con antipiretici». Devono aver funzionato (del resto il professor Zangrillo, suo medico curante, ha assicurato facendo involontariamente impazzare le voci su una malattia diplomatica: «Normale influenza di quelle che capitano») gli anti-piretici e infatti in serata il Silvio risanato è atterrato a Bari e ha subito attaccato Fitto lo scissionista: «Il centrodestra in Puglia non è affatto diviso. Esistono poi alcune frange eterogenee che si sono messe insieme per una piccola operazione, legata a vecchie logiche notabilari, senza speranza e senza senso politico». Parole in risposta a quelle di Fitto: «Berlusconi – parola dell’ex ministro pugliese che punta sul candidato Schitulli – rappresenta una politica vecchia e superata». E dunque, in serata, per la cena con alcuni imprenditori a Bisceglie, meno male che Silvio c’è. Ma il vuoto che gli è stato riferito in mattinata, e che lo aveva spinto a ritardare l’atterraggio, non lo lascia tranquillo. Per oggi i forzisti locali gli hanno assicurato almeno 4mila persone per il suo comizio a Lecce. Ma chissà. I tempi eroici delle piazze strapiene sembrano irripetibili. E il ritardo di ieri ha consentito all’ex Cavaliere anche di evitare il non bagno di popolo che si stava per profilare a Foggia nel pomeriggio, nella sua unica uscita out-door di questa trasferta pugliese. Mentre Berlusconi non arrivava perché non voleva arrivare, in una emittente locale – Telerama – il nemicissimo Fitto fingeva di non voler infierire («Non commento, non m’interessa») e invece godeva per quella che gli è apparsa una mezza ritirata dell’ex padrone. Mentre Poli Bortone, la candidata azzurra anti-Fitto oltre che anti-centrosinistra, informava tutti che il vuoto dell’Hotel Palace di vuoto non si trattava: «Mi hanno telefonato da quell’albergo e mi hanno detto che è strapieno di gente in attesa di Berlusconi». Ognuno ha il suo angolo visuale. Prima di andare a cena, Berlusconi ha avvertito: «Chi sarà il futuro leader del centrodestra? È presto per dirlo, i leader non si creano a tavolino». Ovvero: delle Regionali se ne infischia, già le dà per disastrose ovunque, ma nella sfida del 2018 contro Renzi si vede in pista lui. Vuoti di piazza (ed elettorali) permettendo. (Mario Ajello – Il Mattino) 

Prima era tutto più semplice. Silvio Berlusconi telefonava e chiedeva: «C'è gente?». Roberto Gasparotti, il suo ex addetto all'immagine e all'organizzazione delle piazze, di solito gli rispondeva: «Ma certo!». E il Cavaliere andava a tuffarsi nel bagno di folla. Ora non c'è più Gasparotti (fa altro) ed è più difficile sapere se i rappresentanti locali a cui Berlusconi si rivolge bluffano oppure no sui numeri. E comunque: ieri ad aspettarlo a Bari non c'era nessuno, a parte sei o sette forzisti imbandierati contro Fitto con tanto di t-shirt recante la scritta: «Lealista forever». E all'Hotel Palace, storicamente teatro di grandi occasioni di tripudio per l'arrivo del Presidentissimo, ad attenderlo questa volta ci sono più che altro giornalisti. Insieme a Francesco Paolo Sisto, presidente della commissione affari costituzionali a Montecitorio, il quale per intrattenere l'uditorio in attesa dello sbarco di Berlusconi si mette al piano e suona con buon tocco musicale: «Meno male che Silvio c'è». Ma lui non c'è. S'è ricordato che la notte prima aveva avuto un po' d'influenza e fa piovere su Bari il seguente comunicato: «Il presidente ha avuto in queste ore un rialzo febbrile ed è in terapia con antipiretici». Devono aver funzionato (del resto il professor Zangrillo, suo medico curante, ha assicurato facendo involontariamente impazzare le voci su una malattia diplomatica: «Normale influenza di quelle che capitano») gli anti-piretici e infatti in serata il Silvio risanato è atterrato a Bari e ha subito attaccato Fitto lo scissionista: «Il centrodestra in Puglia non è affatto diviso. Esistono poi alcune frange eterogenee che si sono messe insieme per una piccola operazione, legata a vecchie logiche notabilari, senza speranza e senza senso politico». Parole in risposta a quelle di Fitto: «Berlusconi – parola dell'ex ministro pugliese che punta sul candidato Schitulli – rappresenta una politica vecchia e superata». E dunque, in serata, per la cena con alcuni imprenditori a Bisceglie, meno male che Silvio c'è. Ma il vuoto che gli è stato riferito in mattinata, e che lo aveva spinto a ritardare l'atterraggio, non lo lascia tranquillo. Per oggi i forzisti locali gli hanno assicurato almeno 4mila persone per il suo comizio a Lecce. Ma chissà. I tempi eroici delle piazze strapiene sembrano irripetibili. E il ritardo di ieri ha consentito all'ex Cavaliere anche di evitare il non bagno di popolo che si stava per profilare a Foggia nel pomeriggio, nella sua unica uscita out-door di questa trasferta pugliese. Mentre Berlusconi non arrivava perché non voleva arrivare, in una emittente locale – Telerama – il nemicissimo Fitto fingeva di non voler infierire («Non commento, non m'interessa») e invece godeva per quella che gli è apparsa una mezza ritirata dell'ex padrone. Mentre Poli Bortone, la candidata azzurra anti-Fitto oltre che anti-centrosinistra, informava tutti che il vuoto dell'Hotel Palace di vuoto non si trattava: «Mi hanno telefonato da quell'albergo e mi hanno detto che è strapieno di gente in attesa di Berlusconi». Ognuno ha il suo angolo visuale. Prima di andare a cena, Berlusconi ha avvertito: «Chi sarà il futuro leader del centrodestra? È presto per dirlo, i leader non si creano a tavolino». Ovvero: delle Regionali se ne infischia, già le dà per disastrose ovunque, ma nella sfida del 2018 contro Renzi si vede in pista lui. Vuoti di piazza (ed elettorali) permettendo. (Mario Ajello – Il Mattino) 

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