Salerno truffa e peculato al Tar schede telefoniche finite nelle mani degli amici, indaga Corte dei Conti

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Indaga anche la Corte dei conti sulle schede telefoniche arrivate al Tar sfruttando le convenzioni per il personale pubblico e finite però nelle mani di parenti e amici. I magistrati contabili hanno acquisito tutti i documenti sui contratti, per verificare le responsabilità erariali di chi ha firmato accordi che potevano costare alle casse dell’amministrazione della giustizia centinaia di migliaia di euro. Un’inchiesta, quella della Corte dei conti, che procede parallela a quella della magistratura penale, aperta con le accuse di associazione a delinquere, truffa e peculato. Nel registro degli indagati sono state iscritte quattro persone: l’ex segretario generale del Tar, Felice Della Monica, licenziato dopo la scoperta dello scandalo; la dipendente Claudia Bonasi, ora sospesa in via temporanea dal servizio, che ha firmato una parte dei documenti contestati; e i promotori finanziari Vincenzo Adinolfi e Carlo Avallone, rispettivamente agente e subagente di compagnie telefoniche. Il primo non ha ancora ricevuto l’avviso di proroga delle indagini (per cui la sua posizione potrebbe essere stralciata con una richiesta di archiviazione); il secondo si è da tempo trasferito in Sudamerica. Della vicenda si sta occupando anche la trasmissione televisiva Report in onda su Rai 3, che domenica sera dovrebbe mandare in onda il servizio. Secondo gli inquirenti negli uffici di largo San Tommaso d’Aquino sono arrivate circa 1.200 schede telefoniche che non dovevano essere ordinate. Un ordinativo massiccio, che da un lato avrebbe gonfiato le provvigioni dei promoter e dall’altro consentiva a persone estranee agli organici giudiziari di usufruire di sim e telefoni aziendali. A pagare le bollette sarebbe stata l’amministrazione. (c.d.m.)

Indaga anche la Corte dei conti sulle schede telefoniche arrivate al Tar sfruttando le convenzioni per il personale pubblico e finite però nelle mani di parenti e amici. I magistrati contabili hanno acquisito tutti i documenti sui contratti, per verificare le responsabilità erariali di chi ha firmato accordi che potevano costare alle casse dell’amministrazione della giustizia centinaia di migliaia di euro. Un’inchiesta, quella della Corte dei conti, che procede parallela a quella della magistratura penale, aperta con le accuse di associazione a delinquere, truffa e peculato. Nel registro degli indagati sono state iscritte quattro persone: l’ex segretario generale del Tar, Felice Della Monica, licenziato dopo la scoperta dello scandalo; la dipendente Claudia Bonasi, ora sospesa in via temporanea dal servizio, che ha firmato una parte dei documenti contestati; e i promotori finanziari Vincenzo Adinolfi e Carlo Avallone, rispettivamente agente e subagente di compagnie telefoniche. Il primo non ha ancora ricevuto l’avviso di proroga delle indagini (per cui la sua posizione potrebbe essere stralciata con una richiesta di archiviazione); il secondo si è da tempo trasferito in Sudamerica. Della vicenda si sta occupando anche la trasmissione televisiva Report in onda su Rai 3, che domenica sera dovrebbe mandare in onda il servizio. Secondo gli inquirenti negli uffici di largo San Tommaso d’Aquino sono arrivate circa 1.200 schede telefoniche che non dovevano essere ordinate. Un ordinativo massiccio, che da un lato avrebbe gonfiato le provvigioni dei promoter e dall’altro consentiva a persone estranee agli organici giudiziari di usufruire di sim e telefoni aziendali. A pagare le bollette sarebbe stata l’amministrazione. (c.d.m.)