LESBICHE??? NO SOLDI… CAOS LEGA DILETTANTI #ilcontropiede Gigione Maresca

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Scoppia un caso di presunte offese sessiste per il presidente della LND, Felice Belloli. In stralci del verbale di una riunione sui fondi al calcio femminile, compare una sua frase sulle giocatrici definite “4 lesbiche”. Il documento è stato recapitato alla Procura Figc. Belloli nega però all’Ansa: “Va dimostrato che quelle frasi sono mie”.
Nel verbale della riunione del Dipartimento del calcio femminile svoltasi il 5 marzo scorso, e pubblicato dal sito “Soccerlife”, il presidente della Lega Nazionale Dilettanti, sollecitato a maggiori contributi a favore del settore, avrebbe risposto con un lapidario “Basta, non si può sempre parlare di dare soldi a queste quattro lesbiche…”. Ma Belloli, interpellato dall’Ansa, nega: “va dimostrato che quelle parole sono mie. Un verbale può essere stato scritto da chiunque. Bisogna dimostrare che io abbia detto quelle cose e io, ripeto, lo nego”.

Associazione Atlete, se vero Belloli si dimetta  – “Se, come in moltissimi sostengono e come pare sia scritto nel verbale di assemblea, il presidente della Lega Nazionale Dilettanti Felice Belloli ha detto: ‘Basta dare soldi a queste 4 lesbiche’, riferendosi così a tutto il movimento del calcio femminile, noi dell’Associazione Atlete Assist chiederemo senza tregua le sue immediate dimissioni”: è la presa di posizione di Luisa Rizzitelli, presidente di Assist, Associazione Nazionale Atlete. “Evidentemente, se così ha detto – aggiunge Rizzitelli – per lui non sarebbe sufficiente un risultato come il bronzo ai Mondiali, conquistato dalle Azzurrine l’anno scorso, per dare rispetto alle atlete di questa disciplina, ai loro allenatori e ai loro dirigenti. Ma, oltre all’offesa sportiva, riteniamo ben più grave la frase dal punto di vista morale ed etico. Il suo ‘basta dare soldi’ a un movimento che in tutto il mondo, tranne che in Italia, è in crescita, sa politicamente di cecità assoluta”. “Ma ben più grave sarebbe il disprezzo che traspare nel definire le calciatrici italiane ‘4 lesbiche’. Non riteniamo certo la parola ‘lesbica’ offensiva ma, usata in questo contesto, a noi risulta inaccettabile e omofoba. Chiediamo quindi dimissioni immediate e chiediamo intervengano subito, nel loro ruolo istituzionale di vigilanza sulle Federazioni e sullo sport italiano, sia il presidente Malagò che il premier Matteo Renzi. Chiederemo inoltre a tutti i parlamentari e a tutto il mondo sportivo di sostenerci in questa richiesta” conclude Rizzitelli.Scoppia un caso di presunte offese sessiste per il presidente della LND, Felice Belloli. In stralci del verbale di una riunione sui fondi al calcio femminile, compare una sua frase sulle giocatrici definite “4 lesbiche”. Il documento è stato recapitato alla Procura Figc. Belloli nega però all’Ansa: “Va dimostrato che quelle frasi sono mie”.
Nel verbale della riunione del Dipartimento del calcio femminile svoltasi il 5 marzo scorso, e pubblicato dal sito “Soccerlife”, il presidente della Lega Nazionale Dilettanti, sollecitato a maggiori contributi a favore del settore, avrebbe risposto con un lapidario “Basta, non si può sempre parlare di dare soldi a queste quattro lesbiche…”. Ma Belloli, interpellato dall’Ansa, nega: “va dimostrato che quelle parole sono mie. Un verbale può essere stato scritto da chiunque. Bisogna dimostrare che io abbia detto quelle cose e io, ripeto, lo nego”.

Associazione Atlete, se vero Belloli si dimetta  – “Se, come in moltissimi sostengono e come pare sia scritto nel verbale di assemblea, il presidente della Lega Nazionale Dilettanti Felice Belloli ha detto: ‘Basta dare soldi a queste 4 lesbiche’, riferendosi così a tutto il movimento del calcio femminile, noi dell’Associazione Atlete Assist chiederemo senza tregua le sue immediate dimissioni”: è la presa di posizione di Luisa Rizzitelli, presidente di Assist, Associazione Nazionale Atlete. “Evidentemente, se così ha detto – aggiunge Rizzitelli – per lui non sarebbe sufficiente un risultato come il bronzo ai Mondiali, conquistato dalle Azzurrine l’anno scorso, per dare rispetto alle atlete di questa disciplina, ai loro allenatori e ai loro dirigenti. Ma, oltre all’offesa sportiva, riteniamo ben più grave la frase dal punto di vista morale ed etico. Il suo ‘basta dare soldi’ a un movimento che in tutto il mondo, tranne che in Italia, è in crescita, sa politicamente di cecità assoluta”. “Ma ben più grave sarebbe il disprezzo che traspare nel definire le calciatrici italiane ‘4 lesbiche’. Non riteniamo certo la parola ‘lesbica’ offensiva ma, usata in questo contesto, a noi risulta inaccettabile e omofoba. Chiediamo quindi dimissioni immediate e chiediamo intervengano subito, nel loro ruolo istituzionale di vigilanza sulle Federazioni e sullo sport italiano, sia il presidente Malagò che il premier Matteo Renzi. Chiederemo inoltre a tutti i parlamentari e a tutto il mondo sportivo di sostenerci in questa richiesta” conclude Rizzitelli.