Il teatro Leo De Berardinis comincia dal jazz

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Questa sera la neonata struttura di Vallo della Lucania riceverà il suo battesimo musicale dalla tromba di Andrea Tofanelli, ospite della VII edizione di “Momenti d’autore”

 

Di OLGA CHIEFFI

“Ho sempre avuto un fraseggio che io chiamo jazz, un fraseggio molto personale. Anche quando usavo il microfono, era come se suonassi uno strumento. Io lo chiamo jazz per comodità di linguaggio, in effetti si tratta di un fraseggio, di una ricerca di timbri, si tratta di porsi di fronte alla battuta personalizzandola. Per questo è molto utile il dialetto, la ricerca di un fraseggio originale tramite quello originario. Il dialetto, in termini teatrali, diventa sintesi, astrazione. Quindi dialetto usato non in senso veristico, ma in quelle che chiamo intonazioni concrete – da non confondere con la musica concreta – cioè pezzi, frammenti, da inserire nella composizione, alla maniera pop. Quindi una aggregazione abbastanza complessa di un fraseggio completamente inventato con un altro fraseggio, che è la traduzione del fraseggio originario nel quale vengono inserite sillabe e parole. È la sintassi sonora che dovrebbe far parte del bagaglio di ogni attore, di quello che chiamo attore jazz, o attore lirico”. E’ Leo De Berardinis che racconta il suo teatro “Jazz”, un teatro volto a praticare l’impossibile, per usare un termine caro ad Edoardo Sanguineti. Questa sera, alle ore 21, la neonata struttura di Vallo Della Lucania, ieri ufficialmente inaugurata, sarà “battezzata” musicalmente da una tromba che segue l’indicazione di Leo, una tromba che guarda oltre ogni limite. Andrea Tofanelli ritorna tra gli incanti del nostro Cilento, ospite della VII edizione di Momenti d’Autore, organizzata dall’associazione culturale “Se Tanto Mi Da Tanto” presieduta da Filomena Domini, che da sempre è impegnata a valorizzare le tradizioni musicali che colorano le atmosfere magiche del Cilento, unitamente all’Ente Provinciale per il Turismo, guidato dal Commissario Angela Pace, che ha già consumato due piacevoli serate con le trombe ospiti di Sergio Vitale e Fabrizio Bosso. Andrea Tofanelli evocherà per noi la brillantezza di un solista unico, il suo modello e maestro Maynard Ferguson, una tromba regina assoluta dei sovracuti, uno spericolato e sorprendente trapezista di questo strumento che volava sicuro sugli abissi, ma allo stesso tempo, impreziosiva anche la sezione dell’ orchestra di Stan Kenton, raccogliendo il testimone di strumentisti quali Charlie Shavers, Al Killian e Cat Anderson. A sostenerlo in questo indispensabile tributo, la big band “Quelli della galleria…” diretta da un altro trombettista, Enzo Stellato, e nella cui sezione trombe ascolteremo l’ideatore e direttore artistico di questa rassegna, Michele Toriello. Dopo il backstage cui si potrà partecipare per avere un consiglio musicale da Andrea Tofanelli, si terrà il concerto. Scaletta interamente fergusoniana, a cominciare dai classici degli anni ’70 “McArthur Park” e “Bridge Over Troubled Water”, passando per “Got the Spirit”, proseguendo, quindi, con i cavalli di battaglia del repertorio di Andrea Tofanelli, quali alcuni tratti dall’album Flamingo, quali lo scoppiettante “To Bop” e “Who’ s Your Daddy” e continuare sulle tracce dell’indimenticato strumentista con “Chameleon” prima di chiudere con due grandi classici quali My Foolish Heart e omaggiare anche una delle più grandi trombe viventi quale quella del polistrumentista Arthuro Sandoval grande compositore della meraviglia, che lo trasforma in diavolo e semidio evocante gli adorati virtuosi dell’epoca romantica, e la scuola cubana, che scatenerà il demone della danza dell’intero pubblico del Leo De Berardinis, con un infuocato Funky Cha Cha.

Questa sera la neonata struttura di Vallo della Lucania riceverà il suo battesimo musicale dalla tromba di Andrea Tofanelli, ospite della VII edizione di “Momenti d’autore”

 

Di OLGA CHIEFFI

“Ho sempre avuto un fraseggio che io chiamo jazz, un fraseggio molto personale. Anche quando usavo il microfono, era come se suonassi uno strumento. Io lo chiamo jazz per comodità di linguaggio, in effetti si tratta di un fraseggio, di una ricerca di timbri, si tratta di porsi di fronte alla battuta personalizzandola. Per questo è molto utile il dialetto, la ricerca di un fraseggio originale tramite quello originario. Il dialetto, in termini teatrali, diventa sintesi, astrazione. Quindi dialetto usato non in senso veristico, ma in quelle che chiamo intonazioni concrete – da non confondere con la musica concreta – cioè pezzi, frammenti, da inserire nella composizione, alla maniera pop. Quindi una aggregazione abbastanza complessa di un fraseggio completamente inventato con un altro fraseggio, che è la traduzione del fraseggio originario nel quale vengono inserite sillabe e parole. È la sintassi sonora che dovrebbe far parte del bagaglio di ogni attore, di quello che chiamo attore jazz, o attore lirico”. E’ Leo De Berardinis che racconta il suo teatro “Jazz”, un teatro volto a praticare l’impossibile, per usare un termine caro ad Edoardo Sanguineti. Questa sera, alle ore 21, la neonata struttura di Vallo Della Lucania, ieri ufficialmente inaugurata, sarà “battezzata” musicalmente da una tromba che segue l’indicazione di Leo, una tromba che guarda oltre ogni limite. Andrea Tofanelli ritorna tra gli incanti del nostro Cilento, ospite della VII edizione di Momenti d’Autore, organizzata dall’associazione culturale “Se Tanto Mi Da Tanto” presieduta da Filomena Domini, che da sempre è impegnata a valorizzare le tradizioni musicali che colorano le atmosfere magiche del Cilento, unitamente all’Ente Provinciale per il Turismo, guidato dal Commissario Angela Pace, che ha già consumato due piacevoli serate con le trombe ospiti di Sergio Vitale e Fabrizio Bosso. Andrea Tofanelli evocherà per noi la brillantezza di un solista unico, il suo modello e maestro Maynard Ferguson, una tromba regina assoluta dei sovracuti, uno spericolato e sorprendente trapezista di questo strumento che volava sicuro sugli abissi, ma allo stesso tempo, impreziosiva anche la sezione dell’ orchestra di Stan Kenton, raccogliendo il testimone di strumentisti quali Charlie Shavers, Al Killian e Cat Anderson. A sostenerlo in questo indispensabile tributo, la big band “Quelli della galleria…” diretta da un altro trombettista, Enzo Stellato, e nella cui sezione trombe ascolteremo l’ideatore e direttore artistico di questa rassegna, Michele Toriello. Dopo il backstage cui si potrà partecipare per avere un consiglio musicale da Andrea Tofanelli, si terrà il concerto. Scaletta interamente fergusoniana, a cominciare dai classici degli anni ’70 “McArthur Park” e “Bridge Over Troubled Water”, passando per “Got the Spirit”, proseguendo, quindi, con i cavalli di battaglia del repertorio di Andrea Tofanelli, quali alcuni tratti dall’album Flamingo, quali lo scoppiettante “To Bop” e “Who’ s Your Daddy” e continuare sulle tracce dell’indimenticato strumentista con “Chameleon” prima di chiudere con due grandi classici quali My Foolish Heart e omaggiare anche una delle più grandi trombe viventi quale quella del polistrumentista Arthuro Sandoval grande compositore della meraviglia, che lo trasforma in diavolo e semidio evocante gli adorati virtuosi dell’epoca romantica, e la scuola cubana, che scatenerà il demone della danza dell’intero pubblico del Leo De Berardinis, con un infuocato Funky Cha Cha.