Gennaro Cinque, difesa paesaggio, mostro Alimuri abbattuto “La politica non è solo chiacchiere, ma fatti concreti

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La nostra conversazione inizia davanti a un caffè. Si parla di difesa del paesaggio con Gennaro Cinque, ex Sindaco di Vico Equense e candidato alla Regione Campania nella lista di Forza Italia a sostegno di Stefano Caldoro Presidente. Una tappa decisiva del suo mandato di Primo cittadino è l’abbattimento dell’ecomostro di Alimuri. Che cosa ha rappresentato per lei quel momento? “Ricordo come se fosse ieri quel 30 novembre 2014. Quel giorno abbiamo dato un segnale chiaro ai cittadini: la tutela del nostro territorio è e sarà una priorità. Abbiamo dimostrato che la politica non è fatta solo di chiacchiere, ma di fatti concreti. Oggi il “mostro” non c’è più. Le attività di smaltimento dei materiali di risulta e pulizia, a seguito della demolizione, sono terminate. Si è conclusa, così, anche l’ultima fase del crono-programma relativo all’abbattimento del manufatto che per 50 anni ha deturpato il paesaggio della costiera. Possiamo finalmente mettere la parola fine alla storia dell’Alimuri”. Eppure sul territorio c’è ancora tanto da fare per rimediare ai drammatici errori del passato. Non pensa? “Lei ha assolutamente ragione. Io credo però che la prima battaglia che abbiamo il dovere di portare avanti è quella culturale. È necessario promuovere atti responsabili da parte di tutti nella tutela dell’ambiente, poi va fatta una battaglia politica nelle sedi deputate.” Che intende per battaglia politica. “Esistono troppe norme e vincoli sulle aree protette, a cominciare da quella della costiera sorrentina e amalfitana, che vanno rivisti. Non penso che abrogando numerose norme esistenti si apra la strada a nuovi abusi edilizi e colate di cemento. In questi anni gli abusi non si sono certo fermati, anzi. La questione, però, continua a restare insoluta e la sede deputata a parlare di questo argomento è il Consiglio Regionale. Per questo mi sono candidato, per continuare a lavorare con fermezza perché in futuro non ci sia più il bisogno di demolire ciò che precipitosamente l’uomo ha costruito deturpando il paesaggio.”

La nostra conversazione inizia davanti a un caffè. Si parla di difesa del paesaggio con Gennaro Cinque, ex Sindaco di Vico Equense e candidato alla Regione Campania nella lista di Forza Italia a sostegno di Stefano Caldoro Presidente. Una tappa decisiva del suo mandato di Primo cittadino è l’abbattimento dell’ecomostro di Alimuri. Che cosa ha rappresentato per lei quel momento? “Ricordo come se fosse ieri quel 30 novembre 2014. Quel giorno abbiamo dato un segnale chiaro ai cittadini: la tutela del nostro territorio è e sarà una priorità. Abbiamo dimostrato che la politica non è fatta solo di chiacchiere, ma di fatti concreti. Oggi il “mostro” non c’è più. Le attività di smaltimento dei materiali di risulta e pulizia, a seguito della demolizione, sono terminate. Si è conclusa, così, anche l'ultima fase del crono-programma relativo all'abbattimento del manufatto che per 50 anni ha deturpato il paesaggio della costiera. Possiamo finalmente mettere la parola fine alla storia dell’Alimuri”. Eppure sul territorio c'è ancora tanto da fare per rimediare ai drammatici errori del passato. Non pensa? “Lei ha assolutamente ragione. Io credo però che la prima battaglia che abbiamo il dovere di portare avanti è quella culturale. È necessario promuovere atti responsabili da parte di tutti nella tutela dell'ambiente, poi va fatta una battaglia politica nelle sedi deputate.” Che intende per battaglia politica. “Esistono troppe norme e vincoli sulle aree protette, a cominciare da quella della costiera sorrentina e amalfitana, che vanno rivisti. Non penso che abrogando numerose norme esistenti si apra la strada a nuovi abusi edilizi e colate di cemento. In questi anni gli abusi non si sono certo fermati, anzi. La questione, però, continua a restare insoluta e la sede deputata a parlare di questo argomento è il Consiglio Regionale. Per questo mi sono candidato, per continuare a lavorare con fermezza perché in futuro non ci sia più il bisogno di demolire ciò che precipitosamente l'uomo ha costruito deturpando il paesaggio.”