Roma: incendio in campo rom, muore bimbo di tre anni

0

Il rogo è divampato in alcune baracche. Ustionato anche il fratellino di quattro mesi, ricoverato al policlinico Gemelli in prognosi riservata. Ustioni lievi per i genitori. Alemanno: “Grave lutto per la città, sgomberare i campi abusivi”.

 

L’incendio – Un bambino di tre anni è morto a causa di un incendio scoppiato in una baracca in un campo nomadi di Roma, sulla direttrice Roma-Fiumicino, all’altezza di Parco dei Medici, in via Morselli. Anche il fratellino di quattro mesi è rimasto ustionato in maniera grave ed è ora ricoverato al Policlinico Gemelli. Il neonato ha riportato ustioni sul 40% del corpo e per lui la prognosi è riservata.
I vigili del fuoco sono arrivati verso l’una e trenta di notte nel campo nomadi con quattro mezzi, dopo che l’incendio era divampato nel campo e si era sviluppato in quattro baracche. Solo una volta terminate le operazioni di spegnimento delle fiamme, hanno scoperto il corpo carbonizzato del bambino nel suo lettino.

La famiglia del bimbo – I genitori dei piccoli, 23 e 21 anni, quando i vigili del fuoco sono riusciti a spegnere il rogo, sono stati accompagnati al pronto soccorso del Sant’Eugenio e dimessi poco dopo con 25 giorni di prognosi per ustioni di secondo grado.
La famiglia si era trasferita nell’insediamento romano da circa un mese e veniva da Brescia. Gli abitanti del campo hanno riferito che il padre dei due bambini si guadagna da vivere vendendo ferro. Nel campo di via Morselli vivono centinaia di romeni in una quarantina di baracche.

Si indaga per incendio e omicidio colposo – La procura di Roma ha aperto un fascicolo per incendio colposo e omicidio colposo in relazione al rogo, scoppiato nel campo nomadi di via Morselli. Il procuratore Giovanni Ferrara e il pm di turno, Maria Caterina Sgro’, stanno procedendo contro ignoti. Il medico legale deciderà nelle prossime ore se fare l’autopsia o se è sufficiente l’esame esterno del cadavere per individuare le cause della morte. I magistrati nomineranno anche un esperto in ingegneria chimica per capire che cosa abbia provocato l’incendio.

Alemanno: “Grave lutto per la città” – Sulla tragedia è intervenuto il sindaco di Roma Gianni Alemanno. “La morte atroce di un bambino romeno di tre anni – ha detto – è un grave lutto che colpisce la nostra città. Sono i terribili rischi e i drammi che si vivono negli accampamenti abusivi che da troppi anni esistono a Roma”. E ha aggiunto: “Questo dimostra che bisogna andare avanti rapidamente sul nostro piano nomadi che nella sua piena realizzazione prevede lo sgombero di tutti i campi abusivi per portare coloro che non hanno residenze fisse all’interno di campi autorizzati pienamente controllati sul piano della legalità, della sicurezza e della vivibilità. Rifletta chi ci lancia accuse di deportazioni quando sgomberiamo accampamenti abusivi per trasferire nomadi e baraccati dentro campi regolari e strutture di accoglienza”.

Monsignor Marchetti: “Rom vittime di un nuovo olocausto” – Intanto proprio oggi il segretario del Pontificio Consiglio per i migranti e gli itineranti, monsignor Agostino Marchetto, è intervenuto sulla condizione dei Rom in Europa e in un’intervista circa le espulsioni in Francia ha dichiarato: “Io non posso certo rallegrarmi delle sofferenze di queste persone, in particolare quando si tratta di persone deboli e povere che sono perseguitate, che sono vittime anch’esse di un ‘olocausto’ e vivono sempre fuggendo da chi dà loro la caccia”.

A Palermo un immigrato muore in un incendio – Nella stessa notte a Palermo l’incendio di un palazzo abbandonato nel centro storico è costato la vita a un immigrato tunisino di 26 anni. Gli inquirenti sono ancora al lavoro per stabilire se il rogo sia doloso.

sktg24ore                                                                      inserito da Michele Pappacoda