Dossier droga a Napoli Le piazze i trucchi, il call center, il take-away

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NAPOLI (27 agosto) – Non solo Scampia. Non solo «case celesti». Non solo il «bronx» di San Giovanni a Teduccio e non solo il rione Traiano, dalla parte opposta della città. Ci sono quartieri che sembrano costruiti apposta per lo spaccio della droga, prima e florida azienda della città, e altri che proprio perché senza «etichetta», moltiplicano gli affari dei clan. Ecco il dossier droga. Ecco come avviene lo spaccio, come si organizzano le piazze, come si evitano i blitz delle forze dell’ordine. Che comunque continuano e smantellano i porticati, i ballatoi i rifugi degli spacciatori, e riportano la presenza dello Stato nei quartieri dell’illegalità, come è accaduto anche ieri con l’operazione dei carabinieri alla «cese celesti» di Secondigliano.

Le case celesti. La piazza di spaccio è una delle più floride del quartiere di Secondigliano. Qui si vende a ogni ora del giorno e della notte cocaina, eroina e coubret. Vedette in moto perlustrano il perimetro su via limitone d’Arzano mentre altre sono fisse ai lati del complesso. Lo spaccio avviene da uno scantinato che attraverso un foro di circa 30 centimetri di diametro comunica con un ballatoio dotato di un unico ingresso. Lo spacciatore si introduce all’interno dello scantinato passando dal portone di una delle scale del condominio e scende ai piani inferiori attraverso una cancellata in ferro che richiude dietro di sè (ieri rimossa). La via di fuga è assicurata attraverso una delle molteplici porte che dagli scantinati riconducono alle scale di servizio del condominio…

I quantitativi. La sostanza stupefacente viene venduta confezionata in cilindretti di materiale plastico in dosi da un grammo. Il colore è diverso a seconda della sostanza: bianco per l’eroina, rosso/arancione per la cocaina, verde per il kobret. Il prezzo è quello ormai standard nelle piazze di spaccio della zona: 13 euro a dose, indipendentemente dal tipo di sostanza.
Le «piazze» sono elastiche, cambiano a seconda delle azioni di contrasto che si ritrovano a fronteggiare. Sono una piccola società organizzata: esiste il «Capo piazza», che la gestisce in seconda linea, non tocca soldi ne droga.

Le «vedette». Sono sul tetto dell’edificio, affacciati a una finestra, appiedate o motomontate. Hanno il compito di indicare a gran voce l’arrivo o la presenza di forze dell’ordine con un vocabolario preciso: «Vattenn», «carmela», «Celestina» (quest’ultima dal colore dell’auto civetta. E c’è il capovedetta…

Il telelavoro. Al Rione Traiano, i carabinieri hanno scoperto in una piazza di spaccio attrezzata con un complesso sistema di micro-telecamere wireless che, oltre a riprendere l’esterno della struttura per prevenire eventuali irruzioni ed essere collegato «in rete» con altre piazze affiliate, veniva utilizzato dal capopiazza per controllare, comodamente seduto nella poltrona della propria abitazione, l’interno dei locali utilizzati per lo spaccio (distanti qualche chilometro), con l’obiettivo di verificare la produttività dell’«azienda» e la correttezza degli spacciatori dipendenti, ignari del sistema di ripresa interna…

Il «take-away».
Come nei fast food. Il metodo consente acquisti rapidi di droga senza nemmeno dover scendere dall’automobile. Il cliente si avvicina alla piazza di spaccio con la propria autovettura e viene incanalato in un percorso prestabilito, al termine del quale giunge ad uno sportello (realizzato mediante una finestra blindata dotata di piccole aperture). Qui dopo aver pagato, ottiene la merce pattuita e riparte lasciando il posto al cliente successivo, a sua volta in coda. Velocità e discrezione.

Il call center. Il servizio è riservato ai clienti affezionati per i quali si provvede alla consegna nel luogo indicato dal cliente, 24 ore su 24, previa telefonata ad un centralino predisposto all’interno della piazza di spaccio dove si danno il cambio gli addetti alla risposta…

Minori e disabili. C’è un vero e proprio sistema di economia democratica nella gestione dell’azienda droga, in particolare a Scampia. Anche per ridurre le spese, le vedette delle piazze di spaccio vengono scelte sempre più spesso tra i minorenni (soprattutto tra i minori di anni 14, quindi non imputabili) o tra i disabili.

Il Mattino di Napoli                                                        inserito da Michele Pappacoda