Pesanti accuse del patron De Laurentiis dopo la rete in fuorigioco del Dnipro: vogliono far vincere la Coppa al Siviglia

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«Che vi devo dire? Sono incazzato nero, questo non è un torneo». Rosso in volto per la rabbia, don Aurelio si presenta in sala stampa dieci minuti dopo la fine del match. Lo scippo è clamoroso, doppio se volete. La prima semifinale passerà alla storia per l’abbaglio di Joensen, assistente di linea del norvegese Moen: il pareggio degli ucraini era irregolare, da annullare per tutta la vita. Sbraccia, gesticola, si agita, il presidente del Napoli non manda giù la beffa. Chissà se e quando De Laurentiis la digerirà. Aspetta che i giornalisti facciano gruppo, siano cioè al completo prima di vomitare le sue accuse. Ovvio il destinatario, ha un nome e cognome. «Michel Platini vuol fare il monarca ma non lo sa fare. Chissà cosa starà pensando nella sua saletta buia di Nyon. Riuscirà mai a prendere sonno?». Non è stata una conferenza ma uno sfogo. Una lettera aperta al re del calcio europeo, usiamo pure questo eufemismo. De Laurentiis parte da un principio a lui caro che sottolinea ancora una volta: «Questo torneo non vale niente, lo sappiamo tutti. Hanno messo di buono soltanto che chi vince può accedere alla Champions e noi stiamo cercando di onorarla fino alla fine proprio per questo motivo, perché la consideriamo un’assicurazione per rientrare nell’Europa che conta dalla porta principale». Fatta la premessa, si passa all’obiettivo della chiacchierata. Nel mirino c’è appunto Platini. «Mi spiegate perché per una sfida così importante è stata scelta una sestina di arbitri che non è riuscita a gestire una semifinale dal primo minuto? Ce ne siamo accorti dopo quindici minuti che qualcosa non funzionava, le prime decisioni arbitrali mi hanno lasciato senza parole. Chi è questo norvegese Moen? È un premio Oscar dell’arbitraggio? Ha dimostrato di essere all’altezza della situazione? Nella semifinale Champions tra Barcellona e Bayern ho visto un Rizzoli straordinario, degno di quella partita. Non posso dire assolutamente lo stesso di questo Moen che Platini ha spedito al San Paolo. Purtroppo il discorso finisce sempre lì: Michel ha sbagliato tutto, vuole comandare e non lo sa fare. Deve dimettersi». De Laurentiis contro il numero uno dell’Uefa. Il presidente va giù duro: «Ha fatto il suo tempo, meglio che se ne vada. Organizza una competizione che lui definisce importante e poi non riesce ad organizzare una partita di semifinale. Sembravamo in un teatrino di marionette, non ho parole per quello che abbiamo dovuto subire dall’inizio alla fine, i sei arbitri sono stati sempre dalla parte del Dnipro, il gol irregolare è stata soltanto la ciliegina finale». È uscito allo scoperto De Laurentiis, non nuovo a invettive contro il mondo arbitrale. Niente da ridire sulla prestazione dei suoi giovanotti: «Cosa potrei o dovrei rimproverare a una squadra che per 85 minuti ha giocato sempre nell’area avversaria? Meritavamo di più, molto di più dal risultato, siamo stati danneggiati da una svista macroscopica, clamorosa, allucinante. E questa cosa non mi va giù, perché a certi livelli scandali del genere non hanno ragione di esistere». Tutti gli uomini Uefa finiscono nel calderone delle accuse. Al diavolo la diplomazia, il finale del presidente è con il botto. «Probabilmente Platini sta organizzando tutto a favore della Spagna. Cosa devo pensare, che sogna una finale di Champions tra Barcellona e Real Madrid? Non gli basta questo? Vuol pilotare anche l’Europa League verso il calcio spagnolo? Vuole far vincere questa Coppa al Siviglia? Ce lo dicesse, almeno evitiamo questa ulteriore presa in giro». La preghierina della buonanotte è ovviamente per Platini. «Noi vogliamo solo competere. Devono essere competenti gli arbitri e chi organizza, qui non c’è solo da ramazzare i voti per fare politica all’infinito. Michel vuole governare? È il benvenuto, ma lo faccia con la saggezza del monarca invece di fare cavolate. Ha deluso milioni di tifosi, non soltanto i napoletani ma tutti quelli che hanno visto questo scandalo in ogni parte del mondo. Sii cortese, caro Michel, fatti una esame di coscienza nella tua stanzetta. Ciao Platini, sogni d’oro…». (Angelo Rossi – Il Mattino)

«Che vi devo dire? Sono incazzato nero, questo non è un torneo». Rosso in volto per la rabbia, don Aurelio si presenta in sala stampa dieci minuti dopo la fine del match. Lo scippo è clamoroso, doppio se volete. La prima semifinale passerà alla storia per l’abbaglio di Joensen, assistente di linea del norvegese Moen: il pareggio degli ucraini era irregolare, da annullare per tutta la vita. Sbraccia, gesticola, si agita, il presidente del Napoli non manda giù la beffa. Chissà se e quando De Laurentiis la digerirà. Aspetta che i giornalisti facciano gruppo, siano cioè al completo prima di vomitare le sue accuse. Ovvio il destinatario, ha un nome e cognome. «Michel Platini vuol fare il monarca ma non lo sa fare. Chissà cosa starà pensando nella sua saletta buia di Nyon. Riuscirà mai a prendere sonno?». Non è stata una conferenza ma uno sfogo. Una lettera aperta al re del calcio europeo, usiamo pure questo eufemismo. De Laurentiis parte da un principio a lui caro che sottolinea ancora una volta: «Questo torneo non vale niente, lo sappiamo tutti. Hanno messo di buono soltanto che chi vince può accedere alla Champions e noi stiamo cercando di onorarla fino alla fine proprio per questo motivo, perché la consideriamo un’assicurazione per rientrare nell’Europa che conta dalla porta principale». Fatta la premessa, si passa all’obiettivo della chiacchierata. Nel mirino c’è appunto Platini. «Mi spiegate perché per una sfida così importante è stata scelta una sestina di arbitri che non è riuscita a gestire una semifinale dal primo minuto? Ce ne siamo accorti dopo quindici minuti che qualcosa non funzionava, le prime decisioni arbitrali mi hanno lasciato senza parole. Chi è questo norvegese Moen? È un premio Oscar dell’arbitraggio? Ha dimostrato di essere all’altezza della situazione? Nella semifinale Champions tra Barcellona e Bayern ho visto un Rizzoli straordinario, degno di quella partita. Non posso dire assolutamente lo stesso di questo Moen che Platini ha spedito al San Paolo. Purtroppo il discorso finisce sempre lì: Michel ha sbagliato tutto, vuole comandare e non lo sa fare. Deve dimettersi». De Laurentiis contro il numero uno dell’Uefa. Il presidente va giù duro: «Ha fatto il suo tempo, meglio che se ne vada. Organizza una competizione che lui definisce importante e poi non riesce ad organizzare una partita di semifinale. Sembravamo in un teatrino di marionette, non ho parole per quello che abbiamo dovuto subire dall’inizio alla fine, i sei arbitri sono stati sempre dalla parte del Dnipro, il gol irregolare è stata soltanto la ciliegina finale». È uscito allo scoperto De Laurentiis, non nuovo a invettive contro il mondo arbitrale. Niente da ridire sulla prestazione dei suoi giovanotti: «Cosa potrei o dovrei rimproverare a una squadra che per 85 minuti ha giocato sempre nell’area avversaria? Meritavamo di più, molto di più dal risultato, siamo stati danneggiati da una svista macroscopica, clamorosa, allucinante. E questa cosa non mi va giù, perché a certi livelli scandali del genere non hanno ragione di esistere». Tutti gli uomini Uefa finiscono nel calderone delle accuse. Al diavolo la diplomazia, il finale del presidente è con il botto. «Probabilmente Platini sta organizzando tutto a favore della Spagna. Cosa devo pensare, che sogna una finale di Champions tra Barcellona e Real Madrid? Non gli basta questo? Vuol pilotare anche l’Europa League verso il calcio spagnolo? Vuole far vincere questa Coppa al Siviglia? Ce lo dicesse, almeno evitiamo questa ulteriore presa in giro». La preghierina della buonanotte è ovviamente per Platini. «Noi vogliamo solo competere. Devono essere competenti gli arbitri e chi organizza, qui non c’è solo da ramazzare i voti per fare politica all’infinito. Michel vuole governare? È il benvenuto, ma lo faccia con la saggezza del monarca invece di fare cavolate. Ha deluso milioni di tifosi, non soltanto i napoletani ma tutti quelli che hanno visto questo scandalo in ogni parte del mondo. Sii cortese, caro Michel, fatti una esame di coscienza nella tua stanzetta. Ciao Platini, sogni d’oro…». (Angelo Rossi – Il Mattino)