Fabrizio Bosso: tromba d’autore

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Questa sera, alle ore 20, il trombettista accompagnato dal trio del batterista Giovanni Scasciamacchia si esibirà nella Chiesa di San Giorgio a Novi Velia

Di OLGA CHIEFFI

Secondo appuntamento, questa sera, alle ore 20, con la VII edizione della rassegna “Momenti d’autore”, diretta da Michele Toriello e promossa dall’Associazione Culturale “Se Tanto mi da Tanto”, sostenuta dall’ EPT di Salerno, che continua con la sua attività, a valorizzare sempre di più le tradizioni e le peculiarità del territorio cilentano. Salirà in cattedra nella splendida cornice della Chiesa di San Giorgio a Novi Velia, il trombettista Fabrizio Bosso, il quale dopo aver tenuto un piccolo stage formativo, intorno alle ore 18,30, si esibirà in quartetto, sostenuto dal trio del batterista Giovanni Scasciamacchia con Roberto Tarenzi al Pianoforte e Aldo Vigorito al double bass. Una serata, questa dove si porrà l’accento sulla moderna mainstream del jazz italiano e del suo strumentismo, attraverso la presentazione di alcuni brani dell’ incontro in sala d’incisione di Fabrizio Bosso con il trio di Scasciamacchia dal titolo “Hope”. Giovanni Scasciamacchia è un batterista schivo, che alle parole preferisce le note e il drumming della batteria. Dialogare, per lui, vuol dire comunicare attraverso la musica. Jazzista autodidatta, ha realizzato da leader nove dischi avendo come partner musicisti italiani di profilo internazionale quali Giovanni Amato, Giulio Martino, Dado Moroni, Roberto Tarenzi, Fabrizio Bosso, Marco Panascia, Alfonso Deidda, Dario Deidda, Tommaso Scannapieco, Aldo Vigorito, Jerry Popolo, Michele Di Martino, Ettore Carucci, Alfredo Di Martino e Rosario Giuliani. Un parterre di musicisti sopraffini guidati da un batterista che oltre ad essere leader è anche un compositore. È un lavoro in trio, supportato dalla brillante presenza di Fabrizio Bosso alla tromba. Al contrabbasso c’è il bravo e sicuro Aldo Vigorito e al pianoforte il talentuoso Roberto Tarenzi. Hope è un disco brillante, piacevole ma non accomodante, pieno di energia, calore e sensibilità. “Swinga” molto bene e attrae per la sua vena melodica. Contiene nove brani di cui sette scritti dal leader e due standard del calibro di Body and Soul e In Walked Bud di Monk. Il jazz suonato oscilla dal bop al modale a un mainstream ricercato e carico di sonorità mediterranee. Speranza, ma non solo. Per la rara quanto strategica occasione di un batterista alla guida, per il valore aggiunto apportato dalla presenza di una tromba del calibro di Bosso, per la pulita eloquenza dei titoli, per la freschezza compositiva. Basta uno sguardo alla tracklist per farsene un’idea. Le sette composizioni di Scasciamacchia, a cui si aggiungono due intramontabili standard Body And Soul e In Walked Bud, sono, infatti, portatrici sane di emozioni, già solo per il potere evocativo che certe parole posseggono. Così, dolcezza è proprio ciò che ci sia aspetta di trovare e che, senza delusione d’attesa, si scopre nel Dolce Tema: una poesia musicale delicatamente introdotta dal pianoforte di Roberto Tarenzi e romanticamente parafrasata dalla tromba di Bosso e del contrabbasso di Aldo Vigorito. Un’avvolgente suggestione è, invece, racchiusa nell’Incanto scandito dal morbido tocco della batteria di Scasciamacchia, quasi un leitmotiv armonico capace di equilibrare il peso specifico delle altre tre sonorità. E da farlo in maniera così impeccabile da rimandare, di lì a poco, alla conciliante immagine di un Carillon, data la corda dell’ultimo brano. C’è contagioso entusiasmo nella Diversità dipinta dall’incalzante ritmo della tromba di Bosso ed esaltata dall’ipnotico assolo di Scasciamacchia. Persino le Incertezze possono declinarsi in positivo in queste note capaci di esprimere quella tensione tra vitalità e languore che alimenta e sorregge, ancora una volta, la speranza.  L’Italia da sempre esprime grandi talenti che sanno reinterpretare e spesso rivitalizzare il jazz come pochi pochi altri musicisti al mondo. Si può toccare con mano la gioia, la vitalità ed il piacere dell’interplay come nella miglior tradizione. Spesso la musica contemporanea ha smarrito queste componenti: la maestria di questo quintetto le ha invece recuperate e restituite come da tempo non accadeva. Swing, arte dell’incontro, fraseggio spumeggiante ed anche una tecnica sopraffina illuminerà questa sessione live.

 

Questa sera, alle ore 20, il trombettista accompagnato dal trio del batterista Giovanni Scasciamacchia si esibirà nella Chiesa di San Giorgio a Novi Velia

Di OLGA CHIEFFI

Secondo appuntamento, questa sera, alle ore 20, con la VII edizione della rassegna “Momenti d’autore”, diretta da Michele Toriello e promossa dall’Associazione Culturale “Se Tanto mi da Tanto”, sostenuta dall’ EPT di Salerno, che continua con la sua attività, a valorizzare sempre di più le tradizioni e le peculiarità del territorio cilentano. Salirà in cattedra nella splendida cornice della Chiesa di San Giorgio a Novi Velia, il trombettista Fabrizio Bosso, il quale dopo aver tenuto un piccolo stage formativo, intorno alle ore 18,30, si esibirà in quartetto, sostenuto dal trio del batterista Giovanni Scasciamacchia con Roberto Tarenzi al Pianoforte e Aldo Vigorito al double bass. Una serata, questa dove si porrà l’accento sulla moderna mainstream del jazz italiano e del suo strumentismo, attraverso la presentazione di alcuni brani dell’ incontro in sala d’incisione di Fabrizio Bosso con il trio di Scasciamacchia dal titolo “Hope”. Giovanni Scasciamacchia è un batterista schivo, che alle parole preferisce le note e il drumming della batteria. Dialogare, per lui, vuol dire comunicare attraverso la musica. Jazzista autodidatta, ha realizzato da leader nove dischi avendo come partner musicisti italiani di profilo internazionale quali Giovanni Amato, Giulio Martino, Dado Moroni, Roberto Tarenzi, Fabrizio Bosso, Marco Panascia, Alfonso Deidda, Dario Deidda, Tommaso Scannapieco, Aldo Vigorito, Jerry Popolo, Michele Di Martino, Ettore Carucci, Alfredo Di Martino e Rosario Giuliani. Un parterre di musicisti sopraffini guidati da un batterista che oltre ad essere leader è anche un compositore. È un lavoro in trio, supportato dalla brillante presenza di Fabrizio Bosso alla tromba. Al contrabbasso c'è il bravo e sicuro Aldo Vigorito e al pianoforte il talentuoso Roberto Tarenzi. Hope è un disco brillante, piacevole ma non accomodante, pieno di energia, calore e sensibilità. "Swinga" molto bene e attrae per la sua vena melodica. Contiene nove brani di cui sette scritti dal leader e due standard del calibro di Body and Soul e In Walked Bud di Monk. Il jazz suonato oscilla dal bop al modale a un mainstream ricercato e carico di sonorità mediterranee. Speranza, ma non solo. Per la rara quanto strategica occasione di un batterista alla guida, per il valore aggiunto apportato dalla presenza di una tromba del calibro di Bosso, per la pulita eloquenza dei titoli, per la freschezza compositiva. Basta uno sguardo alla tracklist per farsene un'idea. Le sette composizioni di Scasciamacchia, a cui si aggiungono due intramontabili standard Body And Soul e In Walked Bud, sono, infatti, portatrici sane di emozioni, già solo per il potere evocativo che certe parole posseggono. Così, dolcezza è proprio ciò che ci sia aspetta di trovare e che, senza delusione d'attesa, si scopre nel Dolce Tema: una poesia musicale delicatamente introdotta dal pianoforte di Roberto Tarenzi e romanticamente parafrasata dalla tromba di Bosso e del contrabbasso di Aldo Vigorito. Un'avvolgente suggestione è, invece, racchiusa nell'Incanto scandito dal morbido tocco della batteria di Scasciamacchia, quasi un leitmotiv armonico capace di equilibrare il peso specifico delle altre tre sonorità. E da farlo in maniera così impeccabile da rimandare, di lì a poco, alla conciliante immagine di un Carillon, data la corda dell'ultimo brano. C'è contagioso entusiasmo nella Diversità dipinta dall'incalzante ritmo della tromba di Bosso ed esaltata dall'ipnotico assolo di Scasciamacchia. Persino le Incertezze possono declinarsi in positivo in queste note capaci di esprimere quella tensione tra vitalità e languore che alimenta e sorregge, ancora una volta, la speranza.  L’Italia da sempre esprime grandi talenti che sanno reinterpretare e spesso rivitalizzare il jazz come pochi pochi altri musicisti al mondo. Si può toccare con mano la gioia, la vitalità ed il piacere dell’interplay come nella miglior tradizione. Spesso la musica contemporanea ha smarrito queste componenti: la maestria di questo quintetto le ha invece recuperate e restituite come da tempo non accadeva. Swing, arte dell’incontro, fraseggio spumeggiante ed anche una tecnica sopraffina illuminerà questa sessione live.