TRENTUNO MAGGIO GIORNATA ELETTORALE #LOSPECCHIO GIGIONE MARESCA

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Un fine mese che dirà quale orientamento politico il paese preferisce dopo tante polemiche e proteste circa l’Italicum. Elezioni regionali importanti per la maggioranza di governo. Scelte politiche che dovranno confermare o bocciare coloro che negli ultimi cinque anni hanno governato il territorio regionale.
Con 281 sì, 150 no e un’astensione, la Camera ha dato il via libera definitivo all’accorpamento delle elezioni regionali e amministrative che si svolgeranno il 31 maggio. Il testo, che converte in legge un decreto del governo, era stato approvato dal Senato e trasmesso a Montecitorio il 21 aprile. Illustrando in aula il provvedimento, la relatrice Dorina Bianchi (Area popolare) ha spiegato che a regime il provvedimento Introduce la possibilità di indire le elezioni regionali anche oltre il termine di 60 giorni dalla scadenza dei consigli regionali, prevedendo che se tale termine coincide con un giorno infrasettimanale è possibile convocare i comizi elettorali anche nella domenica compresa nei sei giorni successivi. Gli effetti del decreto si esplicheranno “già dalle prossime consultazioni elettorali, consentendo lo svolgimento delle elezioni regionali nella giornata del 31 maggio con abbinamento alle elezioni amministrative”.

Bianchi ha ricordato che nella prossima primavera si svolgeranno sia le elezioni per rinnovo dei presidenti dei consigli di sette regioni a statuto ordinario, che sono il Veneto, la Liguria, la Toscana, le Marche, l’Umbria, la Campania e la Puglia, sia il turno annuale di elezioni amministrative, che nelle regioni a statuto ordinario interesserà 515 comuni. “Le elezioni amministrative, ai sensi dell’articolo 1 della legge n.?182 del 1991, devono tenersi in una domenica compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno. Al fine di consentire lo svolgimento di tutte le consultazioni elettorali in un’unica data, il cosiddetto, appunto, ‘election day’, ai sensi dell’articolo 7 del decreto-legge n.?98 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n.?111 del 2011, l’articolo 1, comma 501, della legge n.?190 del 2014 ha disposto che le elezioni dei nuovi organi elettivi regionali abbiano luogo non oltre i 60 giorni successivi al termine del quinquennio, integrando l’articolo 5, comma 1, della legge n.?165 del 2004. Considerato che le elezioni degli organi elettivi regionali si sono svolte domenica 28 marzo 2010, con scadenza del mandato il 27 marzo 2015, la suddetta norma ne consente il rinnovo elettivo entro il 27 maggio 2015. Tuttavia, come riportato anche nella relazione illustrativa del disegno di legge presentato dal Governo al Senato, nel periodo considerato non risulta possibile individuare una data di votazione idonea, in considerazione della coincidenza del primo o secondo turno con festività religiose, cristiane o ebraiche (Pasqua, Pentecoste), con le festività civili (Anniversario della liberazione, Festa del lavoro) o con altre ricorrenze rilevanti ai fini dell’influenza al voto (Adunata annuale degli alpini). Pertanto, ha notato ancora l’esponente di Area popolare, “la prima domenica utile, ossia non interessata da tali concomitanze, coincide con il 31 maggio 2015; data che, tuttavia, si colloca oltre il termine dei 60 giorni cui al citato articolo 5. L’intervento in esame, pertanto, si rende necessario e urgente al fine di rendere effettiva la possibilità di celebrare in un solo giorno le elezioni regionali e amministrative del 2015. Esso, pertanto, è suscettibile di produrre una riduzione complessiva delle spese elettorali, in coerenza con le finalità di risparmio delle disposizioni di questo provvedimento”.Un fine mese che dirà quale orientamento politico il paese preferisce dopo tante polemiche e proteste circa l’Italicum. Elezioni regionali importanti per la maggioranza di governo. Scelte politiche che dovranno confermare o bocciare coloro che negli ultimi cinque anni hanno governato il territorio regionale.
Con 281 sì, 150 no e un’astensione, la Camera ha dato il via libera definitivo all’accorpamento delle elezioni regionali e amministrative che si svolgeranno il 31 maggio. Il testo, che converte in legge un decreto del governo, era stato approvato dal Senato e trasmesso a Montecitorio il 21 aprile. Illustrando in aula il provvedimento, la relatrice Dorina Bianchi (Area popolare) ha spiegato che a regime il provvedimento Introduce la possibilità di indire le elezioni regionali anche oltre il termine di 60 giorni dalla scadenza dei consigli regionali, prevedendo che se tale termine coincide con un giorno infrasettimanale è possibile convocare i comizi elettorali anche nella domenica compresa nei sei giorni successivi. Gli effetti del decreto si esplicheranno “già dalle prossime consultazioni elettorali, consentendo lo svolgimento delle elezioni regionali nella giornata del 31 maggio con abbinamento alle elezioni amministrative”.

Bianchi ha ricordato che nella prossima primavera si svolgeranno sia le elezioni per rinnovo dei presidenti dei consigli di sette regioni a statuto ordinario, che sono il Veneto, la Liguria, la Toscana, le Marche, l’Umbria, la Campania e la Puglia, sia il turno annuale di elezioni amministrative, che nelle regioni a statuto ordinario interesserà 515 comuni. “Le elezioni amministrative, ai sensi dell’articolo 1 della legge n.?182 del 1991, devono tenersi in una domenica compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno. Al fine di consentire lo svolgimento di tutte le consultazioni elettorali in un’unica data, il cosiddetto, appunto, ‘election day’, ai sensi dell’articolo 7 del decreto-legge n.?98 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n.?111 del 2011, l’articolo 1, comma 501, della legge n.?190 del 2014 ha disposto che le elezioni dei nuovi organi elettivi regionali abbiano luogo non oltre i 60 giorni successivi al termine del quinquennio, integrando l’articolo 5, comma 1, della legge n.?165 del 2004. Considerato che le elezioni degli organi elettivi regionali si sono svolte domenica 28 marzo 2010, con scadenza del mandato il 27 marzo 2015, la suddetta norma ne consente il rinnovo elettivo entro il 27 maggio 2015. Tuttavia, come riportato anche nella relazione illustrativa del disegno di legge presentato dal Governo al Senato, nel periodo considerato non risulta possibile individuare una data di votazione idonea, in considerazione della coincidenza del primo o secondo turno con festività religiose, cristiane o ebraiche (Pasqua, Pentecoste), con le festività civili (Anniversario della liberazione, Festa del lavoro) o con altre ricorrenze rilevanti ai fini dell’influenza al voto (Adunata annuale degli alpini). Pertanto, ha notato ancora l’esponente di Area popolare, “la prima domenica utile, ossia non interessata da tali concomitanze, coincide con il 31 maggio 2015; data che, tuttavia, si colloca oltre il termine dei 60 giorni cui al citato articolo 5. L’intervento in esame, pertanto, si rende necessario e urgente al fine di rendere effettiva la possibilità di celebrare in un solo giorno le elezioni regionali e amministrative del 2015. Esso, pertanto, è suscettibile di produrre una riduzione complessiva delle spese elettorali, in coerenza con le finalità di risparmio delle disposizioni di questo provvedimento”.