Ischia. Corse ridotte, liti per gli imbarchi auto, cancellate le prenotazioni. La protesta degli albergatori

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Ischia. Un tutto esaurito o quasi negli alberghi. Ma c’è da registrare anche un buon numero di cancellazioni. Nell’ultimo week end, 30mila presenze, si sono imbarcati per l’isola i grandi bus turistici ma sono state lasciate a terra parecchie autovetture di vacanzieri a cinque stelle. Con la conseguente cancellazione delle prenotazioni. A Ischia, dunque, c’è chi gioisce per il record e chi – soprattutto fra gli albergatori della zona di Sant’Angelo – denuncia la disaffezione del turismo vip. Tante infatti le disdette del last minute negli alberghi più prestigiosi. Soprattutto in quelli del caratteristico borgo marinaro, da anni meta preferita delle vacanze di personaggi come Angela Merkel piuttosto che i vari membri della Montezemolo-dinasty. «Il turismo di qualità sta morendo a causa delle politiche sbagliate nei trasporti marittimi, con le compagnie che puntano a far cassa con la massa a discapito dei turisti più facoltosi». Il singolare allarme parte in queste ore da Sant’Angelo. Ma di che cosa si lamentano gli operatori turistici che dichiarano di aver subito un danno nel corso dell’ultimo week end? Sotto accusa i gestori dei collegamenti con traghetti e navi, che avrebbero «preferito nei giorni caldi del ponte di maggio, far imbarcare i grandi bus turistici, lasciando a terra le autovetture di facoltosi turisti provenienti da altre regioni». «E questo perché – dicono i bene informati – caricare un grosso bus rende agli armatori molti di più che far imbarcare decine di auto». Grande la delusione di chi ha fatto centinaia di chilometri per arrivare con la propria autovettura ai porti di Pozzuoli e di Calata di Massa, per poi vedersi opporre un deciso “niet” a raggiungere la agognata meta vacanziera. Inutile tentare di ragionare di fronte al diniego del personale di bordo, in qualche caso è dovuta intervenire la capitaneria di porto assistita dalla polizia e dai carabinieri, per sedare i focolai di protesta che rischiavano addirittura di degenerare. «Al di là dei numeri apparenti dello scorso week end – racconta il ristoratore santangiolese Paolo Iacono – ho avuto modo di raccogliere un certo disagio fra gli albergatori della zona che hanno lamentato perdite per questo motivo. Non solo giovedì, ma anche nella stessa giornata del primo maggio – riferisce Iacono – sono fioccate decine e decine di cancellazioni da parte di turisti che, arrivati a Napoli o Pozzuoli, non sono riusciti a imbarcarsi con autovetture anche prestigiose come marca e modello ed hanno dovuto optare per una diversa meta». Nemmeno il prestigioso Miramare, da sempre l’albergo preferito da Angela Merkel, si sarebbe salvato da questo amaro destino nei giorni in cui l’intera isola era in sussulto e festeggiava per il pienone. Tirate in ballo, le società che gestiscono i collegamenti marittimi a mezzo nave si giustificano addossando tutta la responsabilità sulle spalle degli stessi turisti, definiti «improvvidi». «Da noi non esiste una politica della preferenza per l’uno o l’altro. Chi arriva prima, acquista il biglietto e si imbarca. Raggiunto il limite consentito dai regolamenti marittimi è chiaro che chi non ha titolo resta a terra» ribattono alla Caremar. Più espliciti all’altra compagnia che effettua traversate con navi-traghetto, la Medmar. «Si tratta di accuse pretestuose. Se si imbarca un bus al posto di qualche autovettura è solo perché quel bus era prenotato, le autovetture no. E oggi – è la conclusione – le prenotazioni si fanno comodamente prima, online, proprio per evitare di raggiungere l’imbarco e correre il rischio di restare a terra». Fondate o meno le polemiche, sull’isola questo nuovo fronte riattizza il fuoco sul dibattito di sempre. Se cioè sia più utile all’immagine e all’economia percorrere la strada del turismo di massa, oppure se in alternativa ci siano ancora i margini per recuperare il turismo di qualità. «Il turismo di qualità può e deve essere recuperato perché l’isola ne ha tutte le possibilità. È chiaro però – chiosa il sindaco di Forio Francesco Del Deo – che con trasporti regionali su gomma oramai inesistenti, prima ancora che con collegamenti marittimi sempre meno soddisfacenti, non si può pretendere che i turisti extra-regione lascino l’auto a casa, rinunciando del tutto alla mobilità». (Massimo Zivelli – Il Mattino) 

Ischia. Un tutto esaurito o quasi negli alberghi. Ma c’è da registrare anche un buon numero di cancellazioni. Nell’ultimo week end, 30mila presenze, si sono imbarcati per l’isola i grandi bus turistici ma sono state lasciate a terra parecchie autovetture di vacanzieri a cinque stelle. Con la conseguente cancellazione delle prenotazioni. A Ischia, dunque, c’è chi gioisce per il record e chi – soprattutto fra gli albergatori della zona di Sant’Angelo – denuncia la disaffezione del turismo vip. Tante infatti le disdette del last minute negli alberghi più prestigiosi. Soprattutto in quelli del caratteristico borgo marinaro, da anni meta preferita delle vacanze di personaggi come Angela Merkel piuttosto che i vari membri della Montezemolo-dinasty. «Il turismo di qualità sta morendo a causa delle politiche sbagliate nei trasporti marittimi, con le compagnie che puntano a far cassa con la massa a discapito dei turisti più facoltosi». Il singolare allarme parte in queste ore da Sant’Angelo. Ma di che cosa si lamentano gli operatori turistici che dichiarano di aver subito un danno nel corso dell’ultimo week end? Sotto accusa i gestori dei collegamenti con traghetti e navi, che avrebbero «preferito nei giorni caldi del ponte di maggio, far imbarcare i grandi bus turistici, lasciando a terra le autovetture di facoltosi turisti provenienti da altre regioni». «E questo perché – dicono i bene informati – caricare un grosso bus rende agli armatori molti di più che far imbarcare decine di auto». Grande la delusione di chi ha fatto centinaia di chilometri per arrivare con la propria autovettura ai porti di Pozzuoli e di Calata di Massa, per poi vedersi opporre un deciso “niet” a raggiungere la agognata meta vacanziera. Inutile tentare di ragionare di fronte al diniego del personale di bordo, in qualche caso è dovuta intervenire la capitaneria di porto assistita dalla polizia e dai carabinieri, per sedare i focolai di protesta che rischiavano addirittura di degenerare. «Al di là dei numeri apparenti dello scorso week end – racconta il ristoratore santangiolese Paolo Iacono – ho avuto modo di raccogliere un certo disagio fra gli albergatori della zona che hanno lamentato perdite per questo motivo. Non solo giovedì, ma anche nella stessa giornata del primo maggio – riferisce Iacono – sono fioccate decine e decine di cancellazioni da parte di turisti che, arrivati a Napoli o Pozzuoli, non sono riusciti a imbarcarsi con autovetture anche prestigiose come marca e modello ed hanno dovuto optare per una diversa meta». Nemmeno il prestigioso Miramare, da sempre l’albergo preferito da Angela Merkel, si sarebbe salvato da questo amaro destino nei giorni in cui l’intera isola era in sussulto e festeggiava per il pienone. Tirate in ballo, le società che gestiscono i collegamenti marittimi a mezzo nave si giustificano addossando tutta la responsabilità sulle spalle degli stessi turisti, definiti «improvvidi». «Da noi non esiste una politica della preferenza per l’uno o l’altro. Chi arriva prima, acquista il biglietto e si imbarca. Raggiunto il limite consentito dai regolamenti marittimi è chiaro che chi non ha titolo resta a terra» ribattono alla Caremar. Più espliciti all’altra compagnia che effettua traversate con navi-traghetto, la Medmar. «Si tratta di accuse pretestuose. Se si imbarca un bus al posto di qualche autovettura è solo perché quel bus era prenotato, le autovetture no. E oggi – è la conclusione – le prenotazioni si fanno comodamente prima, online, proprio per evitare di raggiungere l’imbarco e correre il rischio di restare a terra». Fondate o meno le polemiche, sull’isola questo nuovo fronte riattizza il fuoco sul dibattito di sempre. Se cioè sia più utile all’immagine e all’economia percorrere la strada del turismo di massa, oppure se in alternativa ci siano ancora i margini per recuperare il turismo di qualità. «Il turismo di qualità può e deve essere recuperato perché l’isola ne ha tutte le possibilità. È chiaro però – chiosa il sindaco di Forio Francesco Del Deo – che con trasporti regionali su gomma oramai inesistenti, prima ancora che con collegamenti marittimi sempre meno soddisfacenti, non si può pretendere che i turisti extra-regione lascino l’auto a casa, rinunciando del tutto alla mobilità». (Massimo Zivelli – Il Mattino) 

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