De Luca a Roma: voglio andare oltre gli schieramenti. Il candidato del centrosinistra punta sull’«orgoglio campano»

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Tira dritto De Luca mentre arrivano ancora bordate dal Pd per l’accordo chiuso con Ciriaco De Mita e sulle alleanze. La prima è quella che arriva da Gianni Cuperlo, il secondo dal sottosegretario sannita Umberto del Basso de Caro. Due, per intenderci, con cui l’ex sindaco non si è mai preso. Inizia Cuperlo che lo tira in ballo quando in Transatlantico i cronisti gli chiedono dell’Italicum appena approvato. A lui che è della minoranza ribelle pd. «Non credo che i nostri iscritti siano preoccupati dell’Italicum, ma piuttosto dal fatto che una persona che si fa le foto ricordo sulla tomba di Mussolini, va regolarmente in pellegrinaggio a Predappio e dice che, fino al 1938, il fascismo ha fatto cose buone come le bonifiche, sia candidato con il Pd in Campania», dice riferendosi a Carlo Aveta, ex militante de La Destra (e la rete ieri rilancia pure un suo post di giugno scorso contro i gay) ora in coalizione con De Luca. Poi del Basso de Caro, dalemiano, pungola sul patto con l’Udc: «Francamente è un’alleanza che non ha deciso nessun organo di partito. Mi pare che abbia ragione la segretaria regionale Tartaglione, è un’alleanza che coglie di sorpresa e che non è mai stata deliberata da nessuno». Non solo. Perché il sottosegretario ai Trasporti esprime perplessità anche per la composizione delle liste di centrosinistra: «Colgono di sorpresa alcune presenze nelle civiche non in asse con i principi del Pd che hanno ispirato la composizione delle liste». Frizioni che non sembrano toccare il candidato governatore pd in attesa di concordare con i big del suo partito le agende per le discese a Napoli in suo sostegno. Dalla prossima settimana. Con un ritorno del sottosegretario Luca Lotti, per cominciare. Forte anche di un sondaggio di Quorum (voluto dai vertici del Nazareno) che regala all’ex sindaco l’ebbrezza di un vantaggio di ben 14 punti sul suo diretto sfidante Caldoro. E ieri De Luca sposta la sua campagna elettorale a Roma per puntare sull’orgoglio campano. «Abbiamo bisogno di un’identità campana da ricostruire e affermare attorno a un progetto di rilancio della regione. I campani si sentono tali quando sono fuori dalla Campania. Dobbiamo costruire un’identità anche dentro la nostra regione: una comunità si deve riconoscere in un progetto comune. Questo è il senso della mia candidatura». Fa leva su questi sentimenti, il vero leit motiv dei prossimi giorni di campagna elettorale. Il messaggio su cui punta De Luca. «Faccio appello a uno spirito patriottico campano, al di là – rimarca – degli schieramenti e delle appartenenze politiche di destra, centro e sinistra. Tutti i campani per bene si devono sentire parte di una causa comune. La nostra terra ha le più grandi bellezze del mondo. È un vero delitto vivere questo stato d’immobilismo e rassegnazione». (Il Mattino) 

Tira dritto De Luca mentre arrivano ancora bordate dal Pd per l’accordo chiuso con Ciriaco De Mita e sulle alleanze. La prima è quella che arriva da Gianni Cuperlo, il secondo dal sottosegretario sannita Umberto del Basso de Caro. Due, per intenderci, con cui l’ex sindaco non si è mai preso. Inizia Cuperlo che lo tira in ballo quando in Transatlantico i cronisti gli chiedono dell’Italicum appena approvato. A lui che è della minoranza ribelle pd. «Non credo che i nostri iscritti siano preoccupati dell’Italicum, ma piuttosto dal fatto che una persona che si fa le foto ricordo sulla tomba di Mussolini, va regolarmente in pellegrinaggio a Predappio e dice che, fino al 1938, il fascismo ha fatto cose buone come le bonifiche, sia candidato con il Pd in Campania», dice riferendosi a Carlo Aveta, ex militante de La Destra (e la rete ieri rilancia pure un suo post di giugno scorso contro i gay) ora in coalizione con De Luca. Poi del Basso de Caro, dalemiano, pungola sul patto con l’Udc: «Francamente è un’alleanza che non ha deciso nessun organo di partito. Mi pare che abbia ragione la segretaria regionale Tartaglione, è un’alleanza che coglie di sorpresa e che non è mai stata deliberata da nessuno». Non solo. Perché il sottosegretario ai Trasporti esprime perplessità anche per la composizione delle liste di centrosinistra: «Colgono di sorpresa alcune presenze nelle civiche non in asse con i principi del Pd che hanno ispirato la composizione delle liste». Frizioni che non sembrano toccare il candidato governatore pd in attesa di concordare con i big del suo partito le agende per le discese a Napoli in suo sostegno. Dalla prossima settimana. Con un ritorno del sottosegretario Luca Lotti, per cominciare. Forte anche di un sondaggio di Quorum (voluto dai vertici del Nazareno) che regala all’ex sindaco l’ebbrezza di un vantaggio di ben 14 punti sul suo diretto sfidante Caldoro. E ieri De Luca sposta la sua campagna elettorale a Roma per puntare sull’orgoglio campano. «Abbiamo bisogno di un’identità campana da ricostruire e affermare attorno a un progetto di rilancio della regione. I campani si sentono tali quando sono fuori dalla Campania. Dobbiamo costruire un'identità anche dentro la nostra regione: una comunità si deve riconoscere in un progetto comune. Questo è il senso della mia candidatura». Fa leva su questi sentimenti, il vero leit motiv dei prossimi giorni di campagna elettorale. Il messaggio su cui punta De Luca. «Faccio appello a uno spirito patriottico campano, al di là – rimarca – degli schieramenti e delle appartenenze politiche di destra, centro e sinistra. Tutti i campani per bene si devono sentire parte di una causa comune. La nostra terra ha le più grandi bellezze del mondo. È un vero delitto vivere questo stato d’immobilismo e rassegnazione». (Il Mattino)