Vico Equense Tordigliano una rete sulla strada di un paradiso perduto

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E’ una rete che impedisce il passaggio alla spiaggia lunga di Tordigliano a Vico Equense a simboleggiare l’incapacità della politica. Ci troviamo nel cuore delle due aree turistiche balneari  più importanti della Campania e del Sud Italia, la Costiera amalfitana e la penisola sorrentina, davanti Capri e Punta Campanella, alle spalle i Monti Lattari, parco marino e parco montano, aree di inestimabile pregio e valore con bellezze naturalistiche inestimabili..Una spiaggia tropicale, fatta di scogli, anfratti, grotte, angoli meravigliosi e acqua cristallina. Un paradiso perduto. Ci si ritrova in un sogno e per di più senza linea telefonica, si è irrangiungibili. Il mondo esterno è fuori, qui si vive in un’altra dimensione. Eppure colpisce una rete che impedisce l’accesso alla spiaggia grande di Tordigliano dalla cala dove si trova la Torre di avvistamento abitata da due famiglie di Piano di Sorrento e Meta che sono sempre disponibili e solerti nel tener pulita la zona. Prima di giungere alla caletta bisogna attraversare un ripido, selvaggio, ma suggestivo sentiero che si dipana dalla strada statale amalfitana 163 al confine con Positano sulla costa d’ Amalfi, da qui poi si può decidere di andare a sinistra, verso una spiaggetta detta “del morto”, verso archi naturali, grotte e uno scoglio che molti chiamano di “Adenauer” oppure andare verso destra dove si raggiunge la spiaggia di Tordigliano, chilometri incontaminati di sabbia, uno spettacolo, un paradiso però “perduto”.  Li spesso arrivano famiglie della penisola sorrentina che portano baracche per passare l’estate, a volte troppe, a volte lasciano rifiuti, ma lo fanno anche le imbarcazioni a mare, che, fra l’altro, portano anche turisti e quindi fanno economia. Invece di valorizzare la spiaggia, istituire un servizio di raccolta e dare accoglienza si fa altro. Le istituzioni agiscono non per ripristinare il costone oppure per rendere fruibile la spiaggia. Li c’è un divieto, come c’è in cento altre spiagge, ma visto che la spiaggia è frequentata si è pensato bene di imperversare chiudendo accessi con rete o sanzionando anche bagnanti ingenui. Si è tolta anche una rudimentale scala che consentiva l’accesso, ma il risultato è che la gente pur di raggiungere il paradiso va lo stesso, diventa più rischioso l’accesso, ci si arrampica e si passa attraverso un varco creato nella rete (nella foto) l’impressione è come di una cattiveria delle autorità, giustificata sicuramente dalla legge, ma incomprensibile se si pensa che poi non si fa nulla per questo angolo di paradiso al momento, purtroppo, ancora perduto..

Michele Cinque