Battipaglia. 75enne accusato di molestie alla figlia disabile mentale. Eppure continua la convivenza

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Battipaglia. Un pensionato a processo per abusi sessuali sulla figlia affetta da disabilità psichica. L’uomo, almeno in tre occasioni, secondo la pubblica accusa, avrebbe compiuto atti libidinosi nei confronti della donna, che ora ha 42 anni. Ma nonostante sia stato rinviato a giudizio (il processo è in corso alla Seconda sezione penale di Salerno, presidente Ubaldo Perrotta), il 75enne vive ancora in casa con la sua vittima. La causa in dibattimento nei giorni scorsi al secondo piano del tribunale di Salerno, trae origine da una brutta storia di vita in comune tra consanguinei. La vittima è una giovane donna che ha problemi psichici, dal profilo personale debole ed in cura presso un centro specialistico dell’Asl. L’imputato accusato di violenza sessuale, invece, è suo padre. Una famiglia “normale” si direbbe dall’esterno, che nasconde, al contrario, una terribile vicenda di abusi a sfondo sessuale. Quattro anni fa, nel 2011, delle presunte attenzioni dell’anziano padre per la figlia ne viene a conoscenza un familiare. È quest’ultimo – che ha la tutela giudiziaria della vittima – a sporgere denuncia all’autorità giudiziaria. Le delicate indagini della procura di Salerno hanno portato alla sbarra il pensionato. L’uomo deve difendersi dall’infamante accusa di aver avuto atteggiamenti morbosi verso la figlia disabile. Rinviato a giudizio, si trova catapultato sul banco degli imputati. Dall’altra parte c’è sua figlia, parte civile, assistita dall’avvocato Pasquale Castagna. L’episodio che ha dato origine all’inchiesta, avviene un pomeriggio quando il familiare che ha la tutela della donna torna a casa dopo il lavoro. In cucina trova la 42enne in lacrime. La donna è molto scossa. Nel portarle conforto, cercando di rasserenarla, offrendogli quella protezione necessaria per rincuorarla, riesce a farla aprire e a confidarsi. Dopo vari tentennamenti, la 42enne inizia il suo racconto orribile. Così si scopre la ragione del suo stato di agitazione: il padre – secondo il suo racconto – aveva tentato di palpeggiarla, spingendosi fino ad abbassarsi i pantaloni. All’ultima udienza è stato chiamato a testimoniare il medico che ha in cura la donna presso un centro disabilità psichiche. Il medico ha riferito che la vittima, nonostante i problemi di salute, è un soggetto attendibile. Nel ricostruire gli atteggiamenti censurabili del padre (difeso dall’avvocato Angelina Quagliano), la donna ha segnalato un primo episodio dieci anni fa ed altri due, a distanza di un anno, tra il 2011 e il 2012. Due le denunce. Il processo è stato aggiornato a metà giugno quando saranno sentiti altri testi. (Massimiliano Lanzotto – La Città di Salerno) 

Battipaglia. Un pensionato a processo per abusi sessuali sulla figlia affetta da disabilità psichica. L’uomo, almeno in tre occasioni, secondo la pubblica accusa, avrebbe compiuto atti libidinosi nei confronti della donna, che ora ha 42 anni. Ma nonostante sia stato rinviato a giudizio (il processo è in corso alla Seconda sezione penale di Salerno, presidente Ubaldo Perrotta), il 75enne vive ancora in casa con la sua vittima. La causa in dibattimento nei giorni scorsi al secondo piano del tribunale di Salerno, trae origine da una brutta storia di vita in comune tra consanguinei. La vittima è una giovane donna che ha problemi psichici, dal profilo personale debole ed in cura presso un centro specialistico dell’Asl. L’imputato accusato di violenza sessuale, invece, è suo padre. Una famiglia “normale” si direbbe dall’esterno, che nasconde, al contrario, una terribile vicenda di abusi a sfondo sessuale. Quattro anni fa, nel 2011, delle presunte attenzioni dell’anziano padre per la figlia ne viene a conoscenza un familiare. È quest’ultimo – che ha la tutela giudiziaria della vittima – a sporgere denuncia all’autorità giudiziaria. Le delicate indagini della procura di Salerno hanno portato alla sbarra il pensionato. L’uomo deve difendersi dall’infamante accusa di aver avuto atteggiamenti morbosi verso la figlia disabile. Rinviato a giudizio, si trova catapultato sul banco degli imputati. Dall’altra parte c’è sua figlia, parte civile, assistita dall’avvocato Pasquale Castagna. L’episodio che ha dato origine all’inchiesta, avviene un pomeriggio quando il familiare che ha la tutela della donna torna a casa dopo il lavoro. In cucina trova la 42enne in lacrime. La donna è molto scossa. Nel portarle conforto, cercando di rasserenarla, offrendogli quella protezione necessaria per rincuorarla, riesce a farla aprire e a confidarsi. Dopo vari tentennamenti, la 42enne inizia il suo racconto orribile. Così si scopre la ragione del suo stato di agitazione: il padre – secondo il suo racconto – aveva tentato di palpeggiarla, spingendosi fino ad abbassarsi i pantaloni. All’ultima udienza è stato chiamato a testimoniare il medico che ha in cura la donna presso un centro disabilità psichiche. Il medico ha riferito che la vittima, nonostante i problemi di salute, è un soggetto attendibile. Nel ricostruire gli atteggiamenti censurabili del padre (difeso dall’avvocato Angelina Quagliano), la donna ha segnalato un primo episodio dieci anni fa ed altri due, a distanza di un anno, tra il 2011 e il 2012. Due le denunce. Il processo è stato aggiornato a metà giugno quando saranno sentiti altri testi. (Massimiliano Lanzotto – La Città di Salerno)