Napoli. A Comicon folla di fan per McKone, l’illustratore dei «Fantastici Quattro». Mostra della Marvel presa d’assalto

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Napoli. Dagli albi a fumetti ai maxischermi digitali dei multiplex di nuova generazione, i supereroi sono tra i fenomeni culturali pop più di tendenza di questi anni, tra Batman e gli Avengers, Superman e gli X-Men. Così, da letture di nicchia “bigger than life” hanno saputo trasformarsi in materiali narrativi transmediali ideali per generare blockbuster “di massa”, capaci di convogliare nei cinema di tutto il mondo milioni di spettatori che, molto spesso, imparano a conoscere quei personaggi prima nelle versioni cinematografiche e successivamente in quelle originali cartacee. Dell’interessante corto circuito di senso si discute anche tra gli stand di Napoli Comicon, il salone internazionale del fumetto che s’è aperto ieri alla Mostra d’Oltremare con un’autentica invasione di appassionati della Nona Arte, complice anche il “ponte” del Primo maggio (gli organizzatori quest’anno puntano a sfondare il muro delle 100mila presenze nei quattro giorni della kermesse). E proprio i supereroi sono protagonisti della mostra più affollata del Comicon: quella sui 75 anni della casa editrice newyorkese Marvel Comics, il cui universo di fantasia nasce sì nel 1961 con l’epocale «Fantastic Four» numero uno di Stan Leee Jack Kirby, ma già nel 1940 vide piantato il seme originale sotto il marchioTimely col “propaganda comic” dedicato a Capitan America, ancora di Kirby e dello sceneggiatore Joe Simon. La mostra sulla Marvel è piena di chicche e rarità, tra riproduzioni e colori, scenografie a effetto e, soprattutto, tavole originali messe a disposizione dai principali collezionisti europei. Così, lungo i pannelli scorrono uno dopo l’altro i disegni di grandi artisti senza età, come lo stesso Jack “King” Kirby, John Buscema, John Romita senior, Jim Steranko, John Byrne, Frank Miller e tante altre leggende del comicdome a stelle e strisce. E proprio sulle testate dei supereroi di casa Marvel, ma anche su quelle della concorrente DC Comics, lavorano le due superstar presenti ieri al Comicon: il canadese Kaare Andrews, ospite della Panini per l’uscita italiana della nuova serie su «Iron Fist»; e il britannico Mike McKone, presente allo stand della RW-Lion, l’editore italiano di Superman, Batman e degli altri personaggi DC. Illustratore storico di testate molto importanti e vendute come «Fantastici Quattro», «Exiles», «TeenTitans» e «JusticeLeague», McKone si concede volentieri agli appassionati in fila per un autografo o uno schizzo. «Mi piace molto l’entusiasmo dei fans italiani – racconta mentre completa un dettagliato primo piano in bianco e nero di Batman – e sono contento della grande affluenza che  vedo in questo festival a Napoli». Originario di Newcastle, McKone s’è fatto apprezzare Oltreoceano fin dagli anni ’90 per i suoi disegni su mensili di punta della DC, da «Batman» a «L.E.G.I.O.N.» e «Justice League of America». Parallelamente, iniziò a lavorare anche per la Marvel ma divenne un beniamino dei lettori con uno storico ciclo dei «Teen Titans» sceneggiato da Geoff Johns e con la nuova serie «Exiles» creata assieme allo scrittore Judd Winick. «Nei mesi scorsi – spiega McKone – ho disegnato un graphic novel dei Vendicatori su testi di Warren Ellis, “Avengers – Guerra senza fine”, mentre attualmente sono impegnato su “Justice League Unlimited” scritta da Jeff Lemire per la DC Comics». Tra i due colossi editoriali a stelle e strisce, McKone non ha particolari preferenze. «Mi piacciono i personaggi di entrambi – spiega – e mi diverto a disegnarli. Quando lavoro per le due major, però, devo sempre tener presente che faccio parte di un meccanismo più ampio e complesso,derivante dalla lunga storia dei supereroi e dagli intrecci tra di loro che hanno prodotto universi narrativi complessi e affascinanti. Se mi dedico a un mio progetto personale, invece, posso scegliere più liberamente in quale direzione far procedere le trame o i personaggi». Un disegnatore richiesto come lui, molto inserito negli ingranaggi dell’industria fumettistica statunitense, non poteva restare insensibile al fascino dei cinecomics supereroici. «Sono divertenti – sottolinea – ma per un illustratore rappresentano anche una sfida, in particolar modo per il disegno dei costumi dei personaggi. Oggi, infatti, quando s’illustra una serie che ha la sua versione in film di successo, per esempio gli “Avengers” Marvel, bisogna sempre considerare il look sul grande schermo, con costumi più realistici e dettagliati rispetto a quelli degli albi del passato. Un buon esempio è Capitan America, il cui costume nei film è pieno di fregi, cuciture e dettagli, da riprodurre ovviamente anche quando lo si disegna». Sta suscitando tanto interesse tra gli appassionati anche la mostra sui 50 anni della storica rivista italiana «Linus», fondata da Giovanni Gandini nel 1965. E a ricordarla penserà il convegno odierno, moderato dal direttore culturale del Comicon, Luca Boschi. (Diego Del Pozzo – Il Mattino)

Napoli. Dagli albi a fumetti ai maxischermi digitali dei multiplex di nuova generazione, i supereroi sono tra i fenomeni culturali pop più di tendenza di questi anni, tra Batman e gli Avengers, Superman e gli X-Men. Così, da letture di nicchia “bigger than life” hanno saputo trasformarsi in materiali narrativi transmediali ideali per generare blockbuster “di massa”, capaci di convogliare nei cinema di tutto il mondo milioni di spettatori che, molto spesso, imparano a conoscere quei personaggi prima nelle versioni cinematografiche e successivamente in quelle originali cartacee. Dell’interessante corto circuito di senso si discute anche tra gli stand di Napoli Comicon, il salone internazionale del fumetto che s’è aperto ieri alla Mostra d’Oltremare con un’autentica invasione di appassionati della Nona Arte, complice anche il “ponte” del Primo maggio (gli organizzatori quest’anno puntano a sfondare il muro delle 100mila presenze nei quattro giorni della kermesse). E proprio i supereroi sono protagonisti della mostra più affollata del Comicon: quella sui 75 anni della casa editrice newyorkese Marvel Comics, il cui universo di fantasia nasce sì nel 1961 con l’epocale «Fantastic Four» numero uno di Stan Leee Jack Kirby, ma già nel 1940 vide piantato il seme originale sotto il marchioTimely col “propaganda comic” dedicato a Capitan America, ancora di Kirby e dello sceneggiatore Joe Simon. La mostra sulla Marvel è piena di chicche e rarità, tra riproduzioni e colori, scenografie a effetto e, soprattutto, tavole originali messe a disposizione dai principali collezionisti europei. Così, lungo i pannelli scorrono uno dopo l’altro i disegni di grandi artisti senza età, come lo stesso Jack “King” Kirby, John Buscema, John Romita senior, Jim Steranko, John Byrne, Frank Miller e tante altre leggende del comicdome a stelle e strisce. E proprio sulle testate dei supereroi di casa Marvel, ma anche su quelle della concorrente DC Comics, lavorano le due superstar presenti ieri al Comicon: il canadese Kaare Andrews, ospite della Panini per l’uscita italiana della nuova serie su «Iron Fist»; e il britannico Mike McKone, presente allo stand della RW-Lion, l’editore italiano di Superman, Batman e degli altri personaggi DC. Illustratore storico di testate molto importanti e vendute come «Fantastici Quattro», «Exiles», «TeenTitans» e «JusticeLeague», McKone si concede volentieri agli appassionati in fila per un autografo o uno schizzo. «Mi piace molto l’entusiasmo dei fans italiani – racconta mentre completa un dettagliato primo piano in bianco e nero di Batman – e sono contento della grande affluenza che  vedo in questo festival a Napoli». Originario di Newcastle, McKone s’è fatto apprezzare Oltreoceano fin dagli anni ’90 per i suoi disegni su mensili di punta della DC, da «Batman» a «L.E.G.I.O.N.» e «Justice League of America». Parallelamente, iniziò a lavorare anche per la Marvel ma divenne un beniamino dei lettori con uno storico ciclo dei «Teen Titans» sceneggiato da Geoff Johns e con la nuova serie «Exiles» creata assieme allo scrittore Judd Winick. «Nei mesi scorsi – spiega McKone – ho disegnato un graphic novel dei Vendicatori su testi di Warren Ellis, “Avengers – Guerra senza fine”, mentre attualmente sono impegnato su “Justice League Unlimited” scritta da Jeff Lemire per la DC Comics». Tra i due colossi editoriali a stelle e strisce, McKone non ha particolari preferenze. «Mi piacciono i personaggi di entrambi – spiega – e mi diverto a disegnarli. Quando lavoro per le due major, però, devo sempre tener presente che faccio parte di un meccanismo più ampio e complesso,derivante dalla lunga storia dei supereroi e dagli intrecci tra di loro che hanno prodotto universi narrativi complessi e affascinanti. Se mi dedico a un mio progetto personale, invece, posso scegliere più liberamente in quale direzione far procedere le trame o i personaggi». Un disegnatore richiesto come lui, molto inserito negli ingranaggi dell’industria fumettistica statunitense, non poteva restare insensibile al fascino dei cinecomics supereroici. «Sono divertenti – sottolinea – ma per un illustratore rappresentano anche una sfida, in particolar modo per il disegno dei costumi dei personaggi. Oggi, infatti, quando s’illustra una serie che ha la sua versione in film di successo, per esempio gli “Avengers” Marvel, bisogna sempre considerare il look sul grande schermo, con costumi più realistici e dettagliati rispetto a quelli degli albi del passato. Un buon esempio è Capitan America, il cui costume nei film è pieno di fregi, cuciture e dettagli, da riprodurre ovviamente anche quando lo si disegna». Sta suscitando tanto interesse tra gli appassionati anche la mostra sui 50 anni della storica rivista italiana «Linus», fondata da Giovanni Gandini nel 1965. E a ricordarla penserà il convegno odierno, moderato dal direttore culturale del Comicon, Luca Boschi. (Diego Del Pozzo – Il Mattino)

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