A Napoli migliaia di false revisioni

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Migliaia di false revisioni fatte con software illegali senza che le automobili siano mai entrate in officina sono state scoperte dai carabinieri di Napoli. Dodici persone, fra titolari e dipendenti di otto centri di revisione del capoluogo campano, sono state denunciate. Circa quattromila le automobili, i cui proprietari erano all’oscuro delle procedure di falsa revisione, dovranno essere richiamate per verifiche tecniche e meccaniche. Durante l’indagine, i carabinieri hanno sequestrato i computer con i software illegali che permettevano di rilasciare la documentazione relativa alla revisione delle auto senza mai sottoporre a test i veicoli. I reati ipotizzati sono falsità ideologica in certificati commessa da persone esercenti di un servizio di pubblica utilità, sostituzione di persona, riciclaggio, soppressione di targhe, violazione della normativa sulla sicurezza dei luoghi di lavoro. Telecamere nascoste e pedinamenti per scoprire il raggiro – Per scoprire il raggiro, i carabinieri hanno fatto lunghi servizi di osservazione e hanno controllato migliaia di documenti. In particolare, sorvegliando l’esterno dei centri di revisione con telecamere nascoste hanno scoperto che negli orari indicati per le operazioni di revisione, invece dei veicoli formalmente revisionati di fatto arrivavano a piedi proprietari o tecnici senza auto, portando solo i documenti di circolazione sui quali apporre il tagliando della pratica che era stata completata solo in maniera fittizia.

Migliaia di false revisioni fatte con software illegali senza che le automobili siano mai entrate in officina sono state scoperte dai carabinieri di Napoli. Dodici persone, fra titolari e dipendenti di otto centri di revisione del capoluogo campano, sono state denunciate. Circa quattromila le automobili, i cui proprietari erano all'oscuro delle procedure di falsa revisione, dovranno essere richiamate per verifiche tecniche e meccaniche. Durante l'indagine, i carabinieri hanno sequestrato i computer con i software illegali che permettevano di rilasciare la documentazione relativa alla revisione delle auto senza mai sottoporre a test i veicoli. I reati ipotizzati sono falsità ideologica in certificati commessa da persone esercenti di un servizio di pubblica utilità, sostituzione di persona, riciclaggio, soppressione di targhe, violazione della normativa sulla sicurezza dei luoghi di lavoro. Telecamere nascoste e pedinamenti per scoprire il raggiro – Per scoprire il raggiro, i carabinieri hanno fatto lunghi servizi di osservazione e hanno controllato migliaia di documenti. In particolare, sorvegliando l'esterno dei centri di revisione con telecamere nascoste hanno scoperto che negli orari indicati per le operazioni di revisione, invece dei veicoli formalmente revisionati di fatto arrivavano a piedi proprietari o tecnici senza auto, portando solo i documenti di circolazione sui quali apporre il tagliando della pratica che era stata completata solo in maniera fittizia.