Primavera in musica per il Saverio Mercadante di Sapri

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Questa sera, alle ore 18, presso l’Auditorium G.Cesarino gran concerto con le varie formazioni della massima istituzione musicale cittadina

 

Di OLGA CHIEFFI

Festa di primavera, oggi alle ore 18, con il concerto del coro ed orchestra del liceo musicale “Carlo Pisacane” di Sapri. I riflettori dell’auditorium Cesarino si accenderanno sulle sei formazioni in cui si alterneranno i numerosi allievi dell’istituto diretto da Franca Principe. Sul palcoscenico saluteremo un ensamble di chitarre preparato da Francesco Langone che proporrà Rainbow di Fabbri e Nouveau Flamenco di Ottmar Liebert. Il gruppo Rock spazierà tra il Pino Daniele della Suite Acustica, una vera perla rara scelta dai docenti del liceo, tra cui Antonio Marotta, Marinella Miceli, Vincenzo Nicolella e Annalisa Fariello, per passare poi al Rock psichedelico dei Pink Floyd del 1975, “Wish you were here”, prima di andare via con Paolo conte di “Via con me” con pianoforte viaggia superbo su note quasi celesti e i bassi penetrano profondamente in zone musicali oscure e minacciose, per chiudere l’intervento con Hit the Road Jack di Ray Charles The genius, un successo del 1961. Sarà la volta quindi dell’ensemble di musica da camera che esordirà con il tema dei diamanti del Palladio di Karl Jenkins. Tra i compositori del XIX secolo, Brahms fu sicuramente il compositore che ha dimostrato di possedere maggior passione e spontaneità nel trattare il folklore ungherese. Il fascino che tale musica esercitava su Brahms si rileva non tanto dalla enorme quantità di pubblicazioni da lui acquistate, ma soprattutto da quel tocco magiaro che affiora sempre nei suoi lavori da camera, tra cui la raccolta di danze ungheresi da cui gli allievi eseguiranno un piccolo capolavoro di estro e vivacità tzigana, che strapperà l’applauso del pubblico in sala. L’intervento dell’ensemble si chiuderà con una avvolgente Suite latina composta da Francesco Langone. Entrerà quindi in scena il coro del liceo sulle note di “Somewhere over the Rainbow”, una canzone di Harold Arlen cantata da Judy Garland per il film “Il mago di Oz”, che presenta una spiccata somiglianza sia armonica che melodica con il celebre “Sogno di Ratcliff” di Pietro Mascagni, prima di evocare il tema d’amore tratto dalla colonna sonora de’ “La leggenda del pianista sull’Oceano” di Ennio Morricone. Ribalta, quindi, per l’ensemble di fiati che aprirà con un omaggio al compositore belga Jan Van Der Roost, Arsenal, orientato all’amplificazione enfatica, ma sapientemente attraversato da una sottile ironia. Sorpresa jazzistica per il secondo brano in scaletta, Watermelon Man di Herbie Hancock, che ricordiamo nella indimenticabile incisione con Freddie Hubbard alla tromba e Dexter Gordon al sax tenore, nel 1962, prima di cavalcare il successo con il percussionista cubano Mongo Santamaria. La lullaby di Porgy & Bess di George Gershwin, Summertime, e Moment per Ennio Morricone che proporrà un medley delle colonne sonore più amate del compositore e trombettista romano, da “Il bello, il brutto e il cattivo” a “C’era una volta il West”, in cui le trombe la faranno da padrone, concluderà l’esibizione dei fiati. Tutti uniti, quindi nell’orchestra che offrirà ancora un tributo a Pino Daniele con Terra Mia “Terra mia” è  un canto d’amore verso la propria terra d’origine (“terra mia, terra mia, comm’è bello a la penzà; terra mia, terra mia, comm’è bello a la gaurdà”), dove si tocca con mano l’incontro felice tra la tradizione napoletana e il blues. Si passerà, quindi al celebre Waltz della Suite per orchestra di varietà di Dmitri Shostakovich. Sin dalle prime note del waltz, siamo catapultati nel mondo dell’orchestrina, con le ancheggianti armonie e il suadente tema incantevole e fantasioso, in cui ogni strumento del gruppo partecipa attivamente al dipanarsi delle idee e dei motivi, senza tuttavia mai divenire preponderante. Finale scoppiettante con l’esecuzione della colonna sonora dei Pirati dei Carabi firmata da  Hans Zimmer, ove si gioca con l’apparente schizofrenia di Jack Sparrow e si ricama intorno alla sua improvvisa personalità multipla, un tema spiritoso e a tratti inquietante, che ci trascinerà a bordo della Perla Nera.

 

Questa sera, alle ore 18, presso l’Auditorium G.Cesarino gran concerto con le varie formazioni della massima istituzione musicale cittadina

 

Di OLGA CHIEFFI

Festa di primavera, oggi alle ore 18, con il concerto del coro ed orchestra del liceo musicale “Carlo Pisacane” di Sapri. I riflettori dell’auditorium Cesarino si accenderanno sulle sei formazioni in cui si alterneranno i numerosi allievi dell’istituto diretto da Franca Principe. Sul palcoscenico saluteremo un ensamble di chitarre preparato da Francesco Langone che proporrà Rainbow di Fabbri e Nouveau Flamenco di Ottmar Liebert. Il gruppo Rock spazierà tra il Pino Daniele della Suite Acustica, una vera perla rara scelta dai docenti del liceo, tra cui Antonio Marotta, Marinella Miceli, Vincenzo Nicolella e Annalisa Fariello, per passare poi al Rock psichedelico dei Pink Floyd del 1975, “Wish you were here”, prima di andare via con Paolo conte di “Via con me” con pianoforte viaggia superbo su note quasi celesti e i bassi penetrano profondamente in zone musicali oscure e minacciose, per chiudere l’intervento con Hit the Road Jack di Ray Charles The genius, un successo del 1961. Sarà la volta quindi dell’ensemble di musica da camera che esordirà con il tema dei diamanti del Palladio di Karl Jenkins. Tra i compositori del XIX secolo, Brahms fu sicuramente il compositore che ha dimostrato di possedere maggior passione e spontaneità nel trattare il folklore ungherese. Il fascino che tale musica esercitava su Brahms si rileva non tanto dalla enorme quantità di pubblicazioni da lui acquistate, ma soprattutto da quel tocco magiaro che affiora sempre nei suoi lavori da camera, tra cui la raccolta di danze ungheresi da cui gli allievi eseguiranno un piccolo capolavoro di estro e vivacità tzigana, che strapperà l’applauso del pubblico in sala. L’intervento dell’ensemble si chiuderà con una avvolgente Suite latina composta da Francesco Langone. Entrerà quindi in scena il coro del liceo sulle note di "Somewhere over the Rainbow", una canzone di Harold Arlen cantata da Judy Garland per il film "Il mago di Oz", che presenta una spiccata somiglianza sia armonica che melodica con il celebre "Sogno di Ratcliff" di Pietro Mascagni, prima di evocare il tema d’amore tratto dalla colonna sonora de’ “La leggenda del pianista sull’Oceano” di Ennio Morricone. Ribalta, quindi, per l’ensemble di fiati che aprirà con un omaggio al compositore belga Jan Van Der Roost, Arsenal, orientato all’amplificazione enfatica, ma sapientemente attraversato da una sottile ironia. Sorpresa jazzistica per il secondo brano in scaletta, Watermelon Man di Herbie Hancock, che ricordiamo nella indimenticabile incisione con Freddie Hubbard alla tromba e Dexter Gordon al sax tenore, nel 1962, prima di cavalcare il successo con il percussionista cubano Mongo Santamaria. La lullaby di Porgy & Bess di George Gershwin, Summertime, e Moment per Ennio Morricone che proporrà un medley delle colonne sonore più amate del compositore e trombettista romano, da “Il bello, il brutto e il cattivo” a “C’era una volta il West”, in cui le trombe la faranno da padrone, concluderà l’esibizione dei fiati. Tutti uniti, quindi nell’orchestra che offrirà ancora un tributo a Pino Daniele con Terra Mia "Terra mia" è  un canto d'amore verso la propria terra d'origine ("terra mia, terra mia, comm'è bello a la penzà; terra mia, terra mia, comm'è bello a la gaurdà"), dove si tocca con mano l’incontro felice tra la tradizione napoletana e il blues. Si passerà, quindi al celebre Waltz della Suite per orchestra di varietà di Dmitri Shostakovich. Sin dalle prime note del waltz, siamo catapultati nel mondo dell'orchestrina, con le ancheggianti armonie e il suadente tema incantevole e fantasioso, in cui ogni strumento del gruppo partecipa attivamente al dipanarsi delle idee e dei motivi, senza tuttavia mai divenire preponderante. Finale scoppiettante con l’esecuzione della colonna sonora dei Pirati dei Carabi firmata da  Hans Zimmer, ove si gioca con l’apparente schizofrenia di Jack Sparrow e si ricama intorno alla sua improvvisa personalità multipla, un tema spiritoso e a tratti inquietante, che ci trascinerà a bordo della Perla Nera.