Napoli. Fontanelle, crolli e degrado. Arriva la Protezione Civile. Area transennata, controlli sui possibili rischi

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Napoli. Quando ha sentito che al cimitero delle Fontanelle c’era una copiosa infiltrazione e che si erano verificati piccoli cedimenti, Edoardo Cosenza, assessore (tra l’altro) alla protezione civile regionale, non ci ha pensato due volte: ha allertato una squadra di esperti per andare a verificare l’entità dei danni. Così ieri mattina, all’interno dell’antica cava di tufo dove sono custodite migliaia di ossa di morti senza nome, è arrivato il responsabile della sala operativa della Protezione Civile regionale, Enzo Cincini, e con lui rappresentanti del Genio Civile e dell’autorità di Bacino: il cimitero delle Fontanelle va protetto, sorvegliato, tutelato. Gli esperti hanno osservato l’infiltrazione d’acqua che si è verificata nella navata centrale, hanno disposto verifiche puntuali e attendono risposte. Si tratta di un’area di stillicidio che, nel tempo, spesso si è ripresentata; la preoccupazione attuale, però, deriva dalla consistenza dell’acqua che viene giù: secondo gli storici frequentatori delle Fontanelle, non era mai caduta così tanta acqua e il tufo circostante non era mai risultato così imbevuto. C’è, poi, un particolare che rende ancora più preoccupante la vicenda: quell’acqua viene giù anche se c’è il sole, non sarebbe collegata alla pioggia, insomma. Un’altra verifica è stata fatta nell’area dell’antico ingresso, quello che si trova alla sinistra dell’accesso attuale. In quel luogo, qualche giorno fa, si è verificato il distacco di alcuni pezzi di tufo che sono piombati giù con fragore: non è stata una frana, solo grosse pietre, però per precauzione quella zona è stata vietata al pubblico ed è chiusa con transenne. Secondo gli esperti, il cimitero delle Fontanelle non avrebbe problemi talmente gravi da imporre la chiusura, però quel luogo deve essere costantemente monitorato perché una semplice infiltrazione può trasformarsi in un pericolo più grave e un modesto cedimento di tufo può essere il segnale di problemi molto più ampi. Alle Fontanelle, appena saputo dell’arrivo della protezione Civile, sono giunti il presidente dell’associazione Iris, Rocco Civitelli, che da sempre si occupa del cimitero lo ha studiato e ha pubblicato volumi che ne raccontano ogni dettaglio, e il presidente di Napoli Sotterranea, lo speleologo Enzo Albertini che ha contribuito alle ormai antiche operazioni di restauro che risalgono agli anni ’90. Entrambi hanno seguito il sopralluogo, hanno offerto la loro esperienza ai tecnici, si sono disperati per le condizioni in cui è ridotta l’intera struttura, hanno offerto per l’ennesima volta il loro sostegno (in forma gratuita) per una gestione più attenta del cimitero. A parte i crolli e le infiltrazioni, il cimitero delle Fontanelle è avvolto da una coltre di degrado e abbandono. Oggetti abbandonati sulle ossa, bigliettini con richieste di grazia lasciati assieme a monetine piazzate in cima ai teschi e poi il pericolo che i cumuli di tibie e femori possano crollare da un momento all’altro addosso ai visitatori. Una piccola frana di ossa si è già verificata dalla zona laterale della cappelletta che accoglie i visitatori. Si tratta di una macabra struttura composta esclusivamente da ossa umane: la porzione laterale è venuta giù qualche tempo fa ma la preoccupazione maggiore riguarda la «facciata» composta da migliaia di ossa accatastate fino a raggiungere un’altezza che supera i tre metri. Anche quel gigantesco muro di ossa oggi si trova pericolosamente piegato in avanti e l’ipotesi che possa cedere di schianto, forse non è solo un’ipotesi. (Paolo Barbuto – Il Mattino) 

Napoli. Quando ha sentito che al cimitero delle Fontanelle c’era una copiosa infiltrazione e che si erano verificati piccoli cedimenti, Edoardo Cosenza, assessore (tra l’altro) alla protezione civile regionale, non ci ha pensato due volte: ha allertato una squadra di esperti per andare a verificare l’entità dei danni. Così ieri mattina, all’interno dell’antica cava di tufo dove sono custodite migliaia di ossa di morti senza nome, è arrivato il responsabile della sala operativa della Protezione Civile regionale, Enzo Cincini, e con lui rappresentanti del Genio Civile e dell’autorità di Bacino: il cimitero delle Fontanelle va protetto, sorvegliato, tutelato. Gli esperti hanno osservato l’infiltrazione d’acqua che si è verificata nella navata centrale, hanno disposto verifiche puntuali e attendono risposte. Si tratta di un’area di stillicidio che, nel tempo, spesso si è ripresentata; la preoccupazione attuale, però, deriva dalla consistenza dell’acqua che viene giù: secondo gli storici frequentatori delle Fontanelle, non era mai caduta così tanta acqua e il tufo circostante non era mai risultato così imbevuto. C’è, poi, un particolare che rende ancora più preoccupante la vicenda: quell’acqua viene giù anche se c’è il sole, non sarebbe collegata alla pioggia, insomma. Un’altra verifica è stata fatta nell’area dell’antico ingresso, quello che si trova alla sinistra dell’accesso attuale. In quel luogo, qualche giorno fa, si è verificato il distacco di alcuni pezzi di tufo che sono piombati giù con fragore: non è stata una frana, solo grosse pietre, però per precauzione quella zona è stata vietata al pubblico ed è chiusa con transenne. Secondo gli esperti, il cimitero delle Fontanelle non avrebbe problemi talmente gravi da imporre la chiusura, però quel luogo deve essere costantemente monitorato perché una semplice infiltrazione può trasformarsi in un pericolo più grave e un modesto cedimento di tufo può essere il segnale di problemi molto più ampi. Alle Fontanelle, appena saputo dell’arrivo della protezione Civile, sono giunti il presidente dell’associazione Iris, Rocco Civitelli, che da sempre si occupa del cimitero lo ha studiato e ha pubblicato volumi che ne raccontano ogni dettaglio, e il presidente di Napoli Sotterranea, lo speleologo Enzo Albertini che ha contribuito alle ormai antiche operazioni di restauro che risalgono agli anni ’90. Entrambi hanno seguito il sopralluogo, hanno offerto la loro esperienza ai tecnici, si sono disperati per le condizioni in cui è ridotta l’intera struttura, hanno offerto per l’ennesima volta il loro sostegno (in forma gratuita) per una gestione più attenta del cimitero. A parte i crolli e le infiltrazioni, il cimitero delle Fontanelle è avvolto da una coltre di degrado e abbandono. Oggetti abbandonati sulle ossa, bigliettini con richieste di grazia lasciati assieme a monetine piazzate in cima ai teschi e poi il pericolo che i cumuli di tibie e femori possano crollare da un momento all’altro addosso ai visitatori. Una piccola frana di ossa si è già verificata dalla zona laterale della cappelletta che accoglie i visitatori. Si tratta di una macabra struttura composta esclusivamente da ossa umane: la porzione laterale è venuta giù qualche tempo fa ma la preoccupazione maggiore riguarda la «facciata» composta da migliaia di ossa accatastate fino a raggiungere un’altezza che supera i tre metri. Anche quel gigantesco muro di ossa oggi si trova pericolosamente piegato in avanti e l’ipotesi che possa cedere di schianto, forse non è solo un’ipotesi. (Paolo Barbuto – Il Mattino) 

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