L’Avellino crolla a Crotone, playoff a rischio

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Perso il sogno di poter vivere un finale di stagione con tranquillità e la consapevolezza di prender parte ai playoff, l’Avellino continua ad inguaiarsi e complicarsi la vita. L’impressione che continua a dare è di volersi rovinare da solo. La splendida (o almeno lo era fino ad un mesetto fa) rincorsa verso la zona playoff della squadra di Rastelli non ne vuole sapere di riprendere. Il Crotone conquista punti importantissimi in chiave salvezza, l’Avellino getta alle ortiche l’ennesima opportunità per ripartire. E si complica in maniera incredibile adesso il percorso verso il post-season: Pescara e Bologna saranno le prossime avversarie. Non le migliori da incontrare, insomma. Soprattutto in un periodo in cui tutto sembra girare nel verso sbagliato, sbagliare significherebbe “regalarsi” vacanze anticipate senza poter ambire ad un sogno che col passare delle giornate sembra sempre più dover restare tale. Per l’Avellino è diventato difficile anche impensierire una delle peggiori difese della serie B. Il Crotone, appunto, che soffre per il primo quarto d’ora ma riesce un po’ a sorpresa a portare a casa l’intera posta in palio. Rastelli, condizionato dalle solite e tante assenze dispone i suoi con il 3-5-2, lancia nuovamente dal primo minuto capitan D’Angelo (out nelle ultime cinque) e, per le mancanze di Mokolu e Castaldo, si affida a Comi cercando di far prevalere da subito le proprie intenzioni. Pressing asfissiante e la ricerca di posizionarsi con costanza nella trequarti degli avversari, con il rispolverato Comi a rendersi pericoloso per due volte nel giro di nemmeno sessanta secondi (4’ e 5’). Ma se non fosse per un miracolo di D’Angelo che rigettava in mezzo un cross dato per perso ma da nessuno ribattuto in rete, si potrebbe riassumere nella doppia chance dell’ariete classe Torino il primo tempo dell’Avellino. Che però deve fare i conti oltre che con la pochezza mostrata in termini di occasioni anche con il solito Ciano. Ely è ingenuo a trattenere in area di rigore Ferrari, l’arbitro concede il penalty. L’attaccante non perdona e fa quindici in campionato, costringendo in avvio di ripresa Rastelli a tornare sulla sua vecchia idea. 4-3-1-2, Zito dietro le punte per dare maggiore peso offensivo ad una squadra che orfana del suo miglior uomo in termini realizzativi dimostra di fare una fatica incredibile. Lo dimostra la totale inoperosità di Cordaz, provato ad essere superato proprio dal neo entrato Zito che cerca di dare la scossa senza però riuscirci. Perché è il Crotone ad essere più pericoloso: Stoian non resiste alla tentazione di cercare la gioia personale, ignora un compagno tutto solo e lascia un minimo di speranze all’Avellino facendo morire il suo destro a pochi centimetri dal palo (53’). Questione di minuti però prima di capitolare definitivamente: il traversone di Martella è smanacciato da Frattali, rimane nel cuore dell’area di rigore ed Ely impreciso nel rinvio serve a Ciano un assist d’oro. Doppietta personale per uno dei tanti ex di turno, uomo in più di un Crotone che a questo punto non deve far altro che abbandonarsi alla propria fase difensiva. L’altro cambio di Rastelli (Sbaffo per D’Angelo) è la più classica delle mosse della disperazione per rianimare un gruppo perso che prova a reggersi sulle spalle di un Zito spesso cercato dai suoi compagni ma mai decisivo come avrebbe voluto il suo tecnico al momento dell’ ingresso. Le barricate del Crotone (con tanto di contropiede mai seriamente sfruttati) reggono senza alcun problema. Ed il fatto che Cordaz sia chiamato in causa solo a cinque giri di lancette dal termine la dice lunga sull’attuale momento dei biancoverdi: cinque ko nelle ultime sei trasferte potrebbero far dormire sonni poco tranquilli a Rastelli anche se il patron biancoverde alla vigilia confermava la fiducia all’attuale tecnico. Per il momento la panchina sembra al sicuro, i prossimi esami oltre che a scacciare via brutti pensieri serviranno a Rastelli per continuare a sognare i playoff. (Francesco Morrone – Il Mattino)

Perso il sogno di poter vivere un finale di stagione con tranquillità e la consapevolezza di prender parte ai playoff, l’Avellino continua ad inguaiarsi e complicarsi la vita. L’impressione che continua a dare è di volersi rovinare da solo. La splendida (o almeno lo era fino ad un mesetto fa) rincorsa verso la zona playoff della squadra di Rastelli non ne vuole sapere di riprendere. Il Crotone conquista punti importantissimi in chiave salvezza, l’Avellino getta alle ortiche l’ennesima opportunità per ripartire. E si complica in maniera incredibile adesso il percorso verso il post-season: Pescara e Bologna saranno le prossime avversarie. Non le migliori da incontrare, insomma. Soprattutto in un periodo in cui tutto sembra girare nel verso sbagliato, sbagliare significherebbe “regalarsi” vacanze anticipate senza poter ambire ad un sogno che col passare delle giornate sembra sempre più dover restare tale. Per l’Avellino è diventato difficile anche impensierire una delle peggiori difese della serie B. Il Crotone, appunto, che soffre per il primo quarto d’ora ma riesce un po’ a sorpresa a portare a casa l’intera posta in palio. Rastelli, condizionato dalle solite e tante assenze dispone i suoi con il 3-5-2, lancia nuovamente dal primo minuto capitan D’Angelo (out nelle ultime cinque) e, per le mancanze di Mokolu e Castaldo, si affida a Comi cercando di far prevalere da subito le proprie intenzioni. Pressing asfissiante e la ricerca di posizionarsi con costanza nella trequarti degli avversari, con il rispolverato Comi a rendersi pericoloso per due volte nel giro di nemmeno sessanta secondi (4’ e 5’). Ma se non fosse per un miracolo di D’Angelo che rigettava in mezzo un cross dato per perso ma da nessuno ribattuto in rete, si potrebbe riassumere nella doppia chance dell’ariete classe Torino il primo tempo dell’Avellino. Che però deve fare i conti oltre che con la pochezza mostrata in termini di occasioni anche con il solito Ciano. Ely è ingenuo a trattenere in area di rigore Ferrari, l’arbitro concede il penalty. L’attaccante non perdona e fa quindici in campionato, costringendo in avvio di ripresa Rastelli a tornare sulla sua vecchia idea. 4-3-1-2, Zito dietro le punte per dare maggiore peso offensivo ad una squadra che orfana del suo miglior uomo in termini realizzativi dimostra di fare una fatica incredibile. Lo dimostra la totale inoperosità di Cordaz, provato ad essere superato proprio dal neo entrato Zito che cerca di dare la scossa senza però riuscirci. Perché è il Crotone ad essere più pericoloso: Stoian non resiste alla tentazione di cercare la gioia personale, ignora un compagno tutto solo e lascia un minimo di speranze all’Avellino facendo morire il suo destro a pochi centimetri dal palo (53’). Questione di minuti però prima di capitolare definitivamente: il traversone di Martella è smanacciato da Frattali, rimane nel cuore dell’area di rigore ed Ely impreciso nel rinvio serve a Ciano un assist d’oro. Doppietta personale per uno dei tanti ex di turno, uomo in più di un Crotone che a questo punto non deve far altro che abbandonarsi alla propria fase difensiva. L’altro cambio di Rastelli (Sbaffo per D’Angelo) è la più classica delle mosse della disperazione per rianimare un gruppo perso che prova a reggersi sulle spalle di un Zito spesso cercato dai suoi compagni ma mai decisivo come avrebbe voluto il suo tecnico al momento dell’ ingresso. Le barricate del Crotone (con tanto di contropiede mai seriamente sfruttati) reggono senza alcun problema. Ed il fatto che Cordaz sia chiamato in causa solo a cinque giri di lancette dal termine la dice lunga sull’attuale momento dei biancoverdi: cinque ko nelle ultime sei trasferte potrebbero far dormire sonni poco tranquilli a Rastelli anche se il patron biancoverde alla vigilia confermava la fiducia all’attuale tecnico. Per il momento la panchina sembra al sicuro, i prossimi esami oltre che a scacciare via brutti pensieri serviranno a Rastelli per continuare a sognare i playoff. (Francesco Morrone – Il Mattino)