Rafa a caccia delle romane con una mini-rivoluzione. Previsto un ampio turnover domani sera contro l’Empoli

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Benitez ha tenuto davanti a sé, per tutto il giorno, una schermata del suo pc super avveniristico. No, non era il calendario delle ultime sei giornate di campionato (sarebbe stato uno spreco). Rafa e compagnia (il preparatore De Miguel e il tattico Gomez) hanno tenuto sotto osservazione il minutaggio della rosa praticamente sotto torchio dal mese di agosto. I dati danno l’idea che domani a Empoli, più che Rafa, a fare la formazione sarà quel grafico che sale e scende e diventa rosso o verde, segnalando lo stato di salute degli azzurri. Pensate: in sei della rosa hanno già superato i tremila minuti di gioco nella stagione. Nell’ordine: Albiol 3.895’; Callejon 3.679’; Higuain 3.632’; Maggio 3.058’; Koulibaly 3.016’; David Lopez 3.002’. Hamsik è a quota 2.929’ e altri sei (Ghoulam, Mertens, Inler, Gargano, De Guzman e Britos) hanno scavalcato quota 2.100’. Per questo, probabilmente, Rafone prepara una minirivoluzione nell’undici che domani sera scenderà in campo contro l’Empoli che, curiosamente, è uno dei pochi avversari mai sconfitti dal Napoli nell’era De Laurentiis (e in assoluto, il Napoli nella sua storia non ha mai vinto in questo angolo di Toscana). Benitez, lo si nota a occhio nudo, è seccatissimo quando riceve critiche sulla gestione del turnover, modulato per tutta la stagione dando uguale importanza al campionato e all’Europa League. Ma adesso è chiaro che tutte le scelte che farà diventeranno inattaccabili: perché fin dalla gara di domani comincerà a fare le sua valutazioni tenendo conto che il Napoli sta giocando una gara ogni tre giorni praticamente da un mese e che lo farà ininterrottamente almeno fino al 17 maggio, il giorno di Napoli-Cesena. E che tra sette giorni c’è la gara di andata con il Dnipro. Ebbene, quel suo «non possiamo nuotare e poi morire in spiaggia» pronunciato il 25 ottobre era un modo per dire: devo alternare il più possibile i miei uomini. Ecco, ci siamo: essere i più bravi comporta costi e sforzi. Implica usura. Implica il rischio che qualcuno arrivi spremuto. E allora domani proprio Albiol e uno tra Callejon o Higuain (ma forse tutti e due) potrebbe andare in panchina. Benitez allena in questi giorni cercando di farlo senza fatica, per non intossicare muscoli avvelenati da una stagione infinita. Mai si sarebbe immaginato che un calciatore potesse giocare più di 4.000 minuti. Ma questo non cambia gli obiettivi: perché da tre giornate a questa parte la vita, cioè la classifica, è tornata a sorridere davvero. Dieci gol tra Fiorentina, Cagliari e Sampdoria e zona Champions a -2 (negli scontri diretti con la Roma il Napoli è in vantaggio). Non c’è bisogno di un impeto di straordinario ottimismo per immaginare un sorpasso. Quando? Stasera la Lazio col Parma (imbattuto da 4 partite) e la Roma a Sassuolo (ormai salvo, ma in casa osso assai duro) non sembrano avere impegni insormontabili. Ma i giallorossi sembrano davvero in crisi nera. Vedremo. Diverso domenica: la Lazio va in casa dell’Atalanta, probabilmente ancora alle prese con la lotta salvezza, e la Roma ospita il Genoa. Mentre al San Paolo c’è il Milan. Ecco: a voler andare coi piedi per terra, è la giornata numero 35 quella dove le lepri potrebbero essere acciuffate. Il Napoli a Parma e le due romane che incrociano le due milanesi (Lazio-Inter e Milan-Roma). La battuta di caccia prosegue tenendo conto che alla penultima c’è lo scontro diretto tra Lazio e Roma e nell’ultima giornata c’è proprio Napoli-Lazio. Agli azzurri, a voler fare i calcoli, basta restare in scia della squadra di Pioli, a distanza di tre punti, per poi completare l’aggancio al fotofinish. La rimonta nei prossimi trenta giorni non sembra un lavoro per Superman. E il rinnovo? Benitez continua a muoversi come uno che se ne andrà: accenna a un testamento e in qualche modo mette una pietra sopra al biennio di cui è stato artefice. De Laurentiis se ne sta sornione: aspetta un passo di Benitez. Ma ha già pronto il piano di emergenza. (Pino Taormina – Il Mattino)

Benitez ha tenuto davanti a sé, per tutto il giorno, una schermata del suo pc super avveniristico. No, non era il calendario delle ultime sei giornate di campionato (sarebbe stato uno spreco). Rafa e compagnia (il preparatore De Miguel e il tattico Gomez) hanno tenuto sotto osservazione il minutaggio della rosa praticamente sotto torchio dal mese di agosto. I dati danno l’idea che domani a Empoli, più che Rafa, a fare la formazione sarà quel grafico che sale e scende e diventa rosso o verde, segnalando lo stato di salute degli azzurri. Pensate: in sei della rosa hanno già superato i tremila minuti di gioco nella stagione. Nell’ordine: Albiol 3.895’; Callejon 3.679’; Higuain 3.632’; Maggio 3.058’; Koulibaly 3.016’; David Lopez 3.002’. Hamsik è a quota 2.929’ e altri sei (Ghoulam, Mertens, Inler, Gargano, De Guzman e Britos) hanno scavalcato quota 2.100’. Per questo, probabilmente, Rafone prepara una minirivoluzione nell’undici che domani sera scenderà in campo contro l’Empoli che, curiosamente, è uno dei pochi avversari mai sconfitti dal Napoli nell’era De Laurentiis (e in assoluto, il Napoli nella sua storia non ha mai vinto in questo angolo di Toscana). Benitez, lo si nota a occhio nudo, è seccatissimo quando riceve critiche sulla gestione del turnover, modulato per tutta la stagione dando uguale importanza al campionato e all’Europa League. Ma adesso è chiaro che tutte le scelte che farà diventeranno inattaccabili: perché fin dalla gara di domani comincerà a fare le sua valutazioni tenendo conto che il Napoli sta giocando una gara ogni tre giorni praticamente da un mese e che lo farà ininterrottamente almeno fino al 17 maggio, il giorno di Napoli-Cesena. E che tra sette giorni c’è la gara di andata con il Dnipro. Ebbene, quel suo «non possiamo nuotare e poi morire in spiaggia» pronunciato il 25 ottobre era un modo per dire: devo alternare il più possibile i miei uomini. Ecco, ci siamo: essere i più bravi comporta costi e sforzi. Implica usura. Implica il rischio che qualcuno arrivi spremuto. E allora domani proprio Albiol e uno tra Callejon o Higuain (ma forse tutti e due) potrebbe andare in panchina. Benitez allena in questi giorni cercando di farlo senza fatica, per non intossicare muscoli avvelenati da una stagione infinita. Mai si sarebbe immaginato che un calciatore potesse giocare più di 4.000 minuti. Ma questo non cambia gli obiettivi: perché da tre giornate a questa parte la vita, cioè la classifica, è tornata a sorridere davvero. Dieci gol tra Fiorentina, Cagliari e Sampdoria e zona Champions a -2 (negli scontri diretti con la Roma il Napoli è in vantaggio). Non c’è bisogno di un impeto di straordinario ottimismo per immaginare un sorpasso. Quando? Stasera la Lazio col Parma (imbattuto da 4 partite) e la Roma a Sassuolo (ormai salvo, ma in casa osso assai duro) non sembrano avere impegni insormontabili. Ma i giallorossi sembrano davvero in crisi nera. Vedremo. Diverso domenica: la Lazio va in casa dell’Atalanta, probabilmente ancora alle prese con la lotta salvezza, e la Roma ospita il Genoa. Mentre al San Paolo c’è il Milan. Ecco: a voler andare coi piedi per terra, è la giornata numero 35 quella dove le lepri potrebbero essere acciuffate. Il Napoli a Parma e le due romane che incrociano le due milanesi (Lazio-Inter e Milan-Roma). La battuta di caccia prosegue tenendo conto che alla penultima c’è lo scontro diretto tra Lazio e Roma e nell’ultima giornata c’è proprio Napoli-Lazio. Agli azzurri, a voler fare i calcoli, basta restare in scia della squadra di Pioli, a distanza di tre punti, per poi completare l’aggancio al fotofinish. La rimonta nei prossimi trenta giorni non sembra un lavoro per Superman. E il rinnovo? Benitez continua a muoversi come uno che se ne andrà: accenna a un testamento e in qualche modo mette una pietra sopra al biennio di cui è stato artefice. De Laurentiis se ne sta sornione: aspetta un passo di Benitez. Ma ha già pronto il piano di emergenza. (Pino Taormina – Il Mattino)