Whirlpool, operai di nuovo al lavoro. Riapre Carinaro. Oggi il primo incontro tecnico a Roma

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Riapre lo stabilimento ex Indesit di Carinaro, nel casertano, dopo quasi due settimane di stop. Gli operai stabiliscono di tornare al lavoro nel giorno in cui la vertenza Whirlpool entra nel vivo a Roma con il primo, oggi, di tre confronti tra azienda e sindacati presso il ministero dello Sviluppo economico. Una «forte assunzione di responsabilità», è il loro ragionamento, per non compromettere il buon esito della discussione avviata lunedì scorso da Governo e Regione Campania, ora sui giusti binari. La decisione arriva mentre il colosso statunitense degli elettrodomestici annuncia dati record a livello mondiale – con utile netto in crescita del 19% e ricavi mai così consistenti a quota 4,8 miliardi di dollari – e la necessità di procedere con la riduzione dei costi in Europa e Cina per attutire l’effetto sfavorevole dei cambi sui conti. Stamattina i cancelli riapriranno per circa 450 persone su 815. I restanti rimangono a casa perché in cassa integrazione guadagni straordinaria. Poi pausa «sciopero» di due ore, dalle 14,30 alle 16,30, in contemporanea con la riunione a Roma per seguire il confronto. «Ma non è più una mobilitazione a oltranza, perché altrimenti l’impianto lo avrebbero chiuso i dipendenti», osserva il segretario generale della Uilm Campania Giovanni Sgambati, che parla di «decisione saggia» e di «grande responsabilità dei lavoratori». All’indomani del via libera di azienda e sindacati alla proposta del ministro Federica Guidi di avviare un confronto senza pregiudiziali sul piano industriale, incluso l’impianto di Carinaro, il collega del Lavoro Giuliano Poletti assicura che, come governo, «cercheremo di scongiurare in ogni modo la chiusura dello stabilimento di Caserta», dicendosi «fiducioso» sull’esito della trattativa. «Guarderemo il piano e valuteremo tutti gli elementi contenuti, sia quelli positivi sulla produzione e gli investimenti, sia quelli contraddittori sull’occupazione – aggiunge – È una vertenza complessa, ma siamo di fronte a un grande gruppo che ha scelto di restare in Italia e investire». Il segretario generale Annamaria Furlan ribadisce che la Cisl «è pronta a parlare di produttività, di rilancio dell’impresa, a dare il meglio che può attraverso la contrattazione, ma la salvaguardia di tutti i siti e di tutti i posti di lavoro dev’essere la condizione su cui muoversi tutti. È fondamentale e necessario ricordare all’azienda gli impegni assunti con l’accordo siglato a dicembre 2013 – prosegue – mantenendo attivi tutti gli stabilimenti nel nostro paese e tutti i posti di lavoro». Sul fronte dei conti, il gruppo statunitense – che ha acquistato a ottobre scorso Indesit – ha chiuso il primo trimestre 2015 con un utile netto di 191 milioni di dollari, in crescita rispetto ai 160 milioni dello scorso anno (più 18,8%), e con un fatturato ai massimi storici in progresso dell’11%. Tagliate invece le stime sul risultato di quest’anno a causa dell’effetto – cambio sfavorevole legato al dollaro forte e dell’indebolimento della domanda in Brasile, compensati proprio dal taglio dei costi e della capacità produttiva e dall’integrazione delle attività. «I nostri piani di integrazione in Europa e in Cina proseguono – spiega il numero uno di Whirlpool Corporation Jeff M. Fettig – Ci stiamo adeguando a un’economia globale che continua a essere volatile». Intanto i lavoratori dello stabilimento Whirlpool di Napoli, con uno sciopero di due ore e un sit-in in via Argine, si mostrano solidali con i colleghi di Carinaro, dicendosi contrari alla chiusura dell’impianto. Un’iniziativa che però non viene gradita dalla delegazione casertana giunta sul posto, perché ritenuta «troppo breve e poco incisiva». (Sergio Governale – Il Mattino)

Riapre lo stabilimento ex Indesit di Carinaro, nel casertano, dopo quasi due settimane di stop. Gli operai stabiliscono di tornare al lavoro nel giorno in cui la vertenza Whirlpool entra nel vivo a Roma con il primo, oggi, di tre confronti tra azienda e sindacati presso il ministero dello Sviluppo economico. Una «forte assunzione di responsabilità», è il loro ragionamento, per non compromettere il buon esito della discussione avviata lunedì scorso da Governo e Regione Campania, ora sui giusti binari. La decisione arriva mentre il colosso statunitense degli elettrodomestici annuncia dati record a livello mondiale – con utile netto in crescita del 19% e ricavi mai così consistenti a quota 4,8 miliardi di dollari – e la necessità di procedere con la riduzione dei costi in Europa e Cina per attutire l'effetto sfavorevole dei cambi sui conti. Stamattina i cancelli riapriranno per circa 450 persone su 815. I restanti rimangono a casa perché in cassa integrazione guadagni straordinaria. Poi pausa «sciopero» di due ore, dalle 14,30 alle 16,30, in contemporanea con la riunione a Roma per seguire il confronto. «Ma non è più una mobilitazione a oltranza, perché altrimenti l’impianto lo avrebbero chiuso i dipendenti», osserva il segretario generale della Uilm Campania Giovanni Sgambati, che parla di «decisione saggia» e di «grande responsabilità dei lavoratori». All’indomani del via libera di azienda e sindacati alla proposta del ministro Federica Guidi di avviare un confronto senza pregiudiziali sul piano industriale, incluso l’impianto di Carinaro, il collega del Lavoro Giuliano Poletti assicura che, come governo, «cercheremo di scongiurare in ogni modo la chiusura dello stabilimento di Caserta», dicendosi «fiducioso» sull'esito della trattativa. «Guarderemo il piano e valuteremo tutti gli elementi contenuti, sia quelli positivi sulla produzione e gli investimenti, sia quelli contraddittori sull'occupazione – aggiunge – È una vertenza complessa, ma siamo di fronte a un grande gruppo che ha scelto di restare in Italia e investire». Il segretario generale Annamaria Furlan ribadisce che la Cisl «è pronta a parlare di produttività, di rilancio dell'impresa, a dare il meglio che può attraverso la contrattazione, ma la salvaguardia di tutti i siti e di tutti i posti di lavoro dev’essere la condizione su cui muoversi tutti. È fondamentale e necessario ricordare all'azienda gli impegni assunti con l'accordo siglato a dicembre 2013 – prosegue – mantenendo attivi tutti gli stabilimenti nel nostro paese e tutti i posti di lavoro». Sul fronte dei conti, il gruppo statunitense – che ha acquistato a ottobre scorso Indesit – ha chiuso il primo trimestre 2015 con un utile netto di 191 milioni di dollari, in crescita rispetto ai 160 milioni dello scorso anno (più 18,8%), e con un fatturato ai massimi storici in progresso dell’11%. Tagliate invece le stime sul risultato di quest’anno a causa dell'effetto – cambio sfavorevole legato al dollaro forte e dell'indebolimento della domanda in Brasile, compensati proprio dal taglio dei costi e della capacità produttiva e dall'integrazione delle attività. «I nostri piani di integrazione in Europa e in Cina proseguono – spiega il numero uno di Whirlpool Corporation Jeff M. Fettig – Ci stiamo adeguando a un’economia globale che continua a essere volatile». Intanto i lavoratori dello stabilimento Whirlpool di Napoli, con uno sciopero di due ore e un sit-in in via Argine, si mostrano solidali con i colleghi di Carinaro, dicendosi contrari alla chiusura dell’impianto. Un’iniziativa che però non viene gradita dalla delegazione casertana giunta sul posto, perché ritenuta «troppo breve e poco incisiva». (Sergio Governale – Il Mattino)