PD nel caos dopo l’uscita di Alfieri

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Salerno. Nel quartier generale di via Manzo, la segreteria provinciale del Partito democratico deve fare i conti con una lista, quella del Pd, che senza Franco Alfieri è troppo sbilanciata sulle “opposizioni”. La parola d’ordine è «trovare un nome capace di ammortizzare il colpo» e tanto per evitare sorprese, mettere in difficoltà chi potrebbe approfittare dell’uscita del sindaco di Agropoli. Sulla graticola resta ancora Paolo Russomando, anche se il sindaco di Giffoni Valle Piana pare abbia scomodato i piani alti del Nazareno e messo in moto la macchia comunale per garantire il pieno compimento delle dimissioni così come intimato dal segretario Landolfi, e dalla tempistica. Pare che non bastino più le sue sole dimissioni, ma ora deve essere tutto il consiglio (la maggioranza dei consiglieri) a doversi dimettere e farlo prima della presentazione delle liste. Attualmente, la lista messa in piedi dalla segreteria provinciale, senza Alfieri, può contare su i due uscenti: Donato Pica e Anna Petrone. Pica viaggia in tandem con la Pisapia ed entrambi fanno riferimento al bacino di voti dei Valiante. L’altro forte sembra essere il sindaco di Fisciano, Tommaso Amabile che tanto per non farsi trovare impreparato aveva già chiuso il suo iter di dimissioni e giovedì al comune dovrebbe già arrivare il commissario. Una “fuga in avanti” che fu poco gradita da Landolfi, ma tent’è. Dunque Petrone, Amabile, Fusco e Picarone sono i quattro nomi di stretta osservanza deluchiana ai quali fanno da contraltare Pica, Conte, Pisapia e appunto Russomando. Landolfi alla presentazione delle liste fu diplomatico: «È vero – disse in una intervista al nostro quotidiano – che c’è un’attenzione in più verso le minoranze. La lista doveva chiudersi sei nomi contro tre e alla fine ci sono stati cinque nomi contro quattro. Ma questa scelta è stata fatta sulla base di una motivazione politica profonda, come maggioranza dobbiamo sforzarci più degli altri a trovare il giusto equilibrio. E poi io ho sempre detto di essere il segretario di tutti». Ma quale può essere il nome che ristabilisce quest’equilibrio? A questo punto il ragionamento è aperto e per contrastare la minoranza il nome potrebbe arrivare o dal Cilento, o dalla Piana del Sele o dai Picentini. Vedremo. Oppure lo suggerisce Alfieri. Caos a Giffoni. A 24 ore dalla sua decadenza (domani sera c’è consiglio comunale) il sindaco Russomando rimuove il suo vice, Antonio Giuliano nominando e nomina Antonietta Buonanno. Una decisione «sofferta» si dice, ma il rischio per Russomando era quello che i consiglieri si mettessero di traverso ostacolando l’inter e di conseguenza la sua candidatura. Non solo. Sempre ieri il consigliere Vincenzo Cavaliere, molto vicino a Giuliano ha preferito, tramite una lettera protocollata in mattinata, lasciare ogni delega e schierarsi apertamente con Giuliano. Un papocchio che nelle prossime ore rischia di complicarsi. L’operazione di Russomando, apre anche un contenzioso politico in città. Il coordinatore cittadino di Sel, Raffaele Masci in una nota commenta: «Ritengo vergognoso il modo con cui il sindaco Russomando sta gestendo la sua smania di candidatura regionale. In maniera che definirei, oggi come non mai in pieno stile renziano, mancando di rispetto ai suoi tanti elettori e non solo, dato che le sorti del paese interessano e toccano tutti noi giffonesi». Il caso Alfieri. Dal suo profilo Facebook il deputato Simone Valiante riassume in una parabola l’intera vicenda: «La vita è strana, a volte le vittime diventato carnefici e i carnefici vittime. Ah se Angelo fosse vivo!». Un post che riceve i “like” di Antonio Vassallo e di Titti Amabile, figlia del sindaco di Fisciano, e che riapre una ferita ancora aperta. E anche ieri, ad Agropoli, in consiglio comunale, la vicenda Alfieri – risolvere la lite pendente e bloccare la decadenza – ha avuto fibrillazioni. Gli atti prodotti hanno suscitato un duro attacco del consigliere di minoranza Agostino Abate. Obiettivo: il presidente del consiglio comunale Luca Errico reo di non aver informato il Consiglio che Alfieri aveva rinunciato a portare avanti il contenzioso. Dalla discussione infatti è emerso che il sindaco di Agropoli aveva protocollato il 9 aprile scorso una lettera indirizzata ad Errico nella quale informava della rinuncia ma la stessa è stata tenuta segreta fino a ieri, quando la notizia è stata resa nota ai consiglieri. E Abate ha contestato al presidente del Consiglio che lo stesso a domanda specifica sulla questione avvenuta in una telefonata che sarebbe intercorsa tra i due, Errico non avesse fatto alcun riferimento alla rinuncia a portare avanti il contenzioso con l’Ente da parte di Alfieri. Inoltre Alfieri ha inviato una seconda lettera al giudice di pace di Agropoli protocollata il 16 aprile scorso con la quale informava di rinunciare al ricorso relativo alla multa, provvedimento che aveva fatto partire l’iter per la decadenza che avrebbe dovuto evitare il commissariamento dell’Ente favorendo nel contempo la candidatura di Alfieri alle regionali. Abate, dopo aver appreso tali novità, ha chiesto se delle stesse la segreteria generale ne fosse al corrente e a risposta negativa il consigliere ha abbandonato l’aula. E sempre ieri, Alfieri ha pagato il suo verbale risolvendo la lite. DI CARLO PECORARO (hanno collaborato Roberto Di Giacomo e Andrea Passaro) LA CITTA DI SALERNO 

Salerno. Nel quartier generale di via Manzo, la segreteria provinciale del Partito democratico deve fare i conti con una lista, quella del Pd, che senza Franco Alfieri è troppo sbilanciata sulle “opposizioni”. La parola d’ordine è «trovare un nome capace di ammortizzare il colpo» e tanto per evitare sorprese, mettere in difficoltà chi potrebbe approfittare dell’uscita del sindaco di Agropoli. Sulla graticola resta ancora Paolo Russomando, anche se il sindaco di Giffoni Valle Piana pare abbia scomodato i piani alti del Nazareno e messo in moto la macchia comunale per garantire il pieno compimento delle dimissioni così come intimato dal segretario Landolfi, e dalla tempistica. Pare che non bastino più le sue sole dimissioni, ma ora deve essere tutto il consiglio (la maggioranza dei consiglieri) a doversi dimettere e farlo prima della presentazione delle liste. Attualmente, la lista messa in piedi dalla segreteria provinciale, senza Alfieri, può contare su i due uscenti: Donato Pica e Anna Petrone. Pica viaggia in tandem con la Pisapia ed entrambi fanno riferimento al bacino di voti dei Valiante. L’altro forte sembra essere il sindaco di Fisciano, Tommaso Amabile che tanto per non farsi trovare impreparato aveva già chiuso il suo iter di dimissioni e giovedì al comune dovrebbe già arrivare il commissario. Una “fuga in avanti” che fu poco gradita da Landolfi, ma tent’è. Dunque Petrone, Amabile, Fusco e Picarone sono i quattro nomi di stretta osservanza deluchiana ai quali fanno da contraltare Pica, Conte, Pisapia e appunto Russomando. Landolfi alla presentazione delle liste fu diplomatico: «È vero – disse in una intervista al nostro quotidiano – che c’è un’attenzione in più verso le minoranze. La lista doveva chiudersi sei nomi contro tre e alla fine ci sono stati cinque nomi contro quattro. Ma questa scelta è stata fatta sulla base di una motivazione politica profonda, come maggioranza dobbiamo sforzarci più degli altri a trovare il giusto equilibrio. E poi io ho sempre detto di essere il segretario di tutti». Ma quale può essere il nome che ristabilisce quest’equilibrio? A questo punto il ragionamento è aperto e per contrastare la minoranza il nome potrebbe arrivare o dal Cilento, o dalla Piana del Sele o dai Picentini. Vedremo. Oppure lo suggerisce Alfieri. Caos a Giffoni. A 24 ore dalla sua decadenza (domani sera c’è consiglio comunale) il sindaco Russomando rimuove il suo vice, Antonio Giuliano nominando e nomina Antonietta Buonanno. Una decisione «sofferta» si dice, ma il rischio per Russomando era quello che i consiglieri si mettessero di traverso ostacolando l’inter e di conseguenza la sua candidatura. Non solo. Sempre ieri il consigliere Vincenzo Cavaliere, molto vicino a Giuliano ha preferito, tramite una lettera protocollata in mattinata, lasciare ogni delega e schierarsi apertamente con Giuliano. Un papocchio che nelle prossime ore rischia di complicarsi. L’operazione di Russomando, apre anche un contenzioso politico in città. Il coordinatore cittadino di Sel, Raffaele Masci in una nota commenta: «Ritengo vergognoso il modo con cui il sindaco Russomando sta gestendo la sua smania di candidatura regionale. In maniera che definirei, oggi come non mai in pieno stile renziano, mancando di rispetto ai suoi tanti elettori e non solo, dato che le sorti del paese interessano e toccano tutti noi giffonesi». Il caso Alfieri. Dal suo profilo Facebook il deputato Simone Valiante riassume in una parabola l’intera vicenda: «La vita è strana, a volte le vittime diventato carnefici e i carnefici vittime. Ah se Angelo fosse vivo!». Un post che riceve i “like” di Antonio Vassallo e di Titti Amabile, figlia del sindaco di Fisciano, e che riapre una ferita ancora aperta. E anche ieri, ad Agropoli, in consiglio comunale, la vicenda Alfieri – risolvere la lite pendente e bloccare la decadenza – ha avuto fibrillazioni. Gli atti prodotti hanno suscitato un duro attacco del consigliere di minoranza Agostino Abate. Obiettivo: il presidente del consiglio comunale Luca Errico reo di non aver informato il Consiglio che Alfieri aveva rinunciato a portare avanti il contenzioso. Dalla discussione infatti è emerso che il sindaco di Agropoli aveva protocollato il 9 aprile scorso una lettera indirizzata ad Errico nella quale informava della rinuncia ma la stessa è stata tenuta segreta fino a ieri, quando la notizia è stata resa nota ai consiglieri. E Abate ha contestato al presidente del Consiglio che lo stesso a domanda specifica sulla questione avvenuta in una telefonata che sarebbe intercorsa tra i due, Errico non avesse fatto alcun riferimento alla rinuncia a portare avanti il contenzioso con l’Ente da parte di Alfieri. Inoltre Alfieri ha inviato una seconda lettera al giudice di pace di Agropoli protocollata il 16 aprile scorso con la quale informava di rinunciare al ricorso relativo alla multa, provvedimento che aveva fatto partire l’iter per la decadenza che avrebbe dovuto evitare il commissariamento dell’Ente favorendo nel contempo la candidatura di Alfieri alle regionali. Abate, dopo aver appreso tali novità, ha chiesto se delle stesse la segreteria generale ne fosse al corrente e a risposta negativa il consigliere ha abbandonato l’aula. E sempre ieri, Alfieri ha pagato il suo verbale risolvendo la lite. DI CARLO PECORARO (hanno collaborato Roberto Di Giacomo e Andrea Passaro) LA CITTA DI SALERNO