Napoli. Odissea per uno studente disabile. Denuncia del padre alla polizia: «Corro io da casa per portarlo in bagno»

0

Napoli. È una penosa odissea quella denunciata ieri ai poliziotti di Posillipo. «Se mio figlio deve andare in bagno, mi chiamano affinché io vada da casa a scuola per provvedere» fa mettere nero su bianco Rodolfo Pisani, il padre di un ragazzo che frequenta l’istituto superiore “Giustino Fortunato” in via Acitillo ed è afflitto da una malattia genetica e non vedente. «A causa della restrizione sull’assistentato materiale da parte del Comune di Napoli, da circa due mesi mio figlio non ha più alcuna persona che lo possa aiutare…» racconta il papà, chiedendo la «punizione dei colpevoli», «qualora nei fatti narratisi dovessero ravvisare reati». Pisani aggiunge che a suo figlio «in questo modo viene leso il diritto allo studio sancito dalla Costituzione perché non può stare in classe con gli altri ragazzi perché talvolta purtroppo sono costretto a non mandarlo a scuola». Questa storia non è isolata: «Solo al “Giustino Fortunato” ci sono altri quattro alunni colpiti dagli stessi, pesanti disagi». Il papà vuole, però, sottolineare: «Il preside e l’intero istituto si sono mostrati sempre disponibili e sensibili. Tant’è che la scuola ha provveduto anche con propri fondi a garantire un assistente per tutti i ragazzi disabili, e io con altri genitori ho versato una quota di 100 euro per pagare il servizio per una settimana. Poi non è stato più possibile far fronte alla spesa». La denuncia presentata ieri al commissariato di via Manzoni, dunque, è un tentativo disperato di ottenere attenzione su un problema ancora più grande che si registra nelle scuole materne e superiori di Napoli. «Per 500 bambini e adolescenti il servizio è interrotto» ricorda Toni Nocchetti presidente dell’associazione “Tutti a scuola” che stigmatizza «lo scaricabarile di responsabilità, a livello istituzionale, che non serve agli alunni disabili, la cui unica colpa è quella di vivere a Napoli, di frequentare le scuole di Napoli e di avere amministratori inadeguati. Lì dove la politica non ha mai risolto i problemi né risposto ai bisogni dei più deboli». (Maria Pirro – Il Mattino)

Napoli. È una penosa odissea quella denunciata ieri ai poliziotti di Posillipo. «Se mio figlio deve andare in bagno, mi chiamano affinché io vada da casa a scuola per provvedere» fa mettere nero su bianco Rodolfo Pisani, il padre di un ragazzo che frequenta l’istituto superiore “Giustino Fortunato” in via Acitillo ed è afflitto da una malattia genetica e non vedente. «A causa della restrizione sull’assistentato materiale da parte del Comune di Napoli, da circa due mesi mio figlio non ha più alcuna persona che lo possa aiutare…» racconta il papà, chiedendo la «punizione dei colpevoli», «qualora nei fatti narratisi dovessero ravvisare reati». Pisani aggiunge che a suo figlio «in questo modo viene leso il diritto allo studio sancito dalla Costituzione perché non può stare in classe con gli altri ragazzi perché talvolta purtroppo sono costretto a non mandarlo a scuola». Questa storia non è isolata: «Solo al “Giustino Fortunato” ci sono altri quattro alunni colpiti dagli stessi, pesanti disagi». Il papà vuole, però, sottolineare: «Il preside e l’intero istituto si sono mostrati sempre disponibili e sensibili. Tant’è che la scuola ha provveduto anche con propri fondi a garantire un assistente per tutti i ragazzi disabili, e io con altri genitori ho versato una quota di 100 euro per pagare il servizio per una settimana. Poi non è stato più possibile far fronte alla spesa». La denuncia presentata ieri al commissariato di via Manzoni, dunque, è un tentativo disperato di ottenere attenzione su un problema ancora più grande che si registra nelle scuole materne e superiori di Napoli. «Per 500 bambini e adolescenti il servizio è interrotto» ricorda Toni Nocchetti presidente dell’associazione “Tutti a scuola” che stigmatizza «lo scaricabarile di responsabilità, a livello istituzionale, che non serve agli alunni disabili, la cui unica colpa è quella di vivere a Napoli, di frequentare le scuole di Napoli e di avere amministratori inadeguati. Lì dove la politica non ha mai risolto i problemi né risposto ai bisogni dei più deboli». (Maria Pirro – Il Mattino)