Arzano, nessuno si candida. Rischio scioglimento e commissariamento per presunte infiltrazioni camorristiche

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Arzano. L’atmosfera è surreale per un comune al voto. In altri tempi i candidati facevano a gara per accaparrarsi gli spazi migliori per la propaganda. Oggi i megacartelloni sono ancora occupati dalla pubblicità, a cinque giorni dalla ufficializzazione delle liste per eleggere nuovo sindaco e il consiglio comunale, il 31maggio. Nessuno si fa avanti, nessuno si candida. Si aspetta lo scioglimento del Consiglio e il commissariamento per 18 mesi per presunte infiltrazioni camorristiche. Tutti lo danno per certo. Ma intanto Arzano è in testa all’elenco dei comuni al voto. Domani, dicono convinti, lo scioglimento sarà decretato in Consiglio dei ministri. Ma se così non dovesse essere che cosa succederà? «Aspetteremo le decisioni del Consiglio dei ministri di mercoledì (domani) e poi valuteremo», sottolinea un consigliere comunale uscente, uno di quelli che non figura tra gli uscenti dell’ultima assise cittadina ma che resta in qualche modo sempre nell’agone politico. La decisione tanto attesa è legata a un eventuale scioglimento del consiglio comunale che dovrà essere disposto con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell’Interno, previa deliberazione appunto del consiglio dei ministri, al termine del complesso procedimento di accertamento, effettuato, in circa cinque mesi di lavoro al Comune dalla commissione di indagine presieduta da Antonio Contarino. L’incognita è racchiusa nella relazione della commissione d’accesso, cinquecento pagine che mettono a nudo tutta la gestione amministrativa dell’ex maggioranza di centrodestra guidata dal sindaco Giuseppe Antonio Fuschino finito poco più di un anno fa, prima di dimettersi, agli arresti domiciliari per una storia di concussione. La condizione dello scioglimento, secondo la normativa, si basa sull’esistenza di elementi «concreti, univoci e rilevanti» su collegamenti con la criminalità organizzata di tipo mafioso degli amministratori locali ovvero su forme di condizionamento degli stessi, tali da incidere negativamente sulla funzionalità degli organi elettivi. «Finché non ci sarà l’ufficialità resta sempre il dubbio anche se tutti credono ormai nello scioglimento», dice Armando Silvestro, pubblicista, un passato di attivista politico in Rifondazione comunista e ora esponente di un’associazione culturale. Arzano di fatto, però, è tra i 28 comuni della provincia di Napoli, con oltre 15mila abitanti, dove si voterà. Ma a preparare liste e a contattare candidati finora è stato timidamente soltanto qualcuno. Rigorosamente della vecchia guardia. A rappresentare le sezioni di partito resta, oltre a qualche segreteria di un paio di liste civiche, infatti, solo quella storica dell’ex Pci ora Pd in piazza Raffaele Cimmino dove le riunioni politiche che negli ultimi tempi hanno interrotto le partite a tressette dei soliti frequentatori, per lo più pensionati e anziani, si sono contate sulle dita di una mano. Un’attestazione ulteriore che a queste elezioni pensano in pochi. (Domenico Maglione – Il Mattino)

Arzano. L’atmosfera è surreale per un comune al voto. In altri tempi i candidati facevano a gara per accaparrarsi gli spazi migliori per la propaganda. Oggi i megacartelloni sono ancora occupati dalla pubblicità, a cinque giorni dalla ufficializzazione delle liste per eleggere nuovo sindaco e il consiglio comunale, il 31maggio. Nessuno si fa avanti, nessuno si candida. Si aspetta lo scioglimento del Consiglio e il commissariamento per 18 mesi per presunte infiltrazioni camorristiche. Tutti lo danno per certo. Ma intanto Arzano è in testa all’elenco dei comuni al voto. Domani, dicono convinti, lo scioglimento sarà decretato in Consiglio dei ministri. Ma se così non dovesse essere che cosa succederà? «Aspetteremo le decisioni del Consiglio dei ministri di mercoledì (domani) e poi valuteremo», sottolinea un consigliere comunale uscente, uno di quelli che non figura tra gli uscenti dell’ultima assise cittadina ma che resta in qualche modo sempre nell’agone politico. La decisione tanto attesa è legata a un eventuale scioglimento del consiglio comunale che dovrà essere disposto con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell’Interno, previa deliberazione appunto del consiglio dei ministri, al termine del complesso procedimento di accertamento, effettuato, in circa cinque mesi di lavoro al Comune dalla commissione di indagine presieduta da Antonio Contarino. L’incognita è racchiusa nella relazione della commissione d’accesso, cinquecento pagine che mettono a nudo tutta la gestione amministrativa dell’ex maggioranza di centrodestra guidata dal sindaco Giuseppe Antonio Fuschino finito poco più di un anno fa, prima di dimettersi, agli arresti domiciliari per una storia di concussione. La condizione dello scioglimento, secondo la normativa, si basa sull’esistenza di elementi «concreti, univoci e rilevanti» su collegamenti con la criminalità organizzata di tipo mafioso degli amministratori locali ovvero su forme di condizionamento degli stessi, tali da incidere negativamente sulla funzionalità degli organi elettivi. «Finché non ci sarà l’ufficialità resta sempre il dubbio anche se tutti credono ormai nello scioglimento», dice Armando Silvestro, pubblicista, un passato di attivista politico in Rifondazione comunista e ora esponente di un’associazione culturale. Arzano di fatto, però, è tra i 28 comuni della provincia di Napoli, con oltre 15mila abitanti, dove si voterà. Ma a preparare liste e a contattare candidati finora è stato timidamente soltanto qualcuno. Rigorosamente della vecchia guardia. A rappresentare le sezioni di partito resta, oltre a qualche segreteria di un paio di liste civiche, infatti, solo quella storica dell’ex Pci ora Pd in piazza Raffaele Cimmino dove le riunioni politiche che negli ultimi tempi hanno interrotto le partite a tressette dei soliti frequentatori, per lo più pensionati e anziani, si sono contate sulle dita di una mano. Un’attestazione ulteriore che a queste elezioni pensano in pochi. (Domenico Maglione – Il Mattino)

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