MILLE VIOLENZE NASCOSTE TRA LE MURA DOMESTICHE IERI I RACCONTI AGGHIACCIANTI DI ALCUNE DONNE A SANT’AGATA

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Sant’Agata sui due Golfi  Massa Lubrense . Mille violenze nascoste sulla patinata costa di Sorrento in Penisola Sorrentina ad averne conferma l’associazione Mamme al Centro presieduta da Roberta d’ Esposito, seguita da Positanonews, che da anni è diventata un riferimento per i problemi sociali delle famiglie in generale .27-Aprile. 2015 Si è svolto ,ieri, l’incontro informativo ,con i genitori del Plesso si Sant’Agata dell’Istituto Pulcarelli, Per discutere sulle violenze contro le donne e il bullismo , per dare risposte e per proporre delle ,eventuali, soluzioni. Lo staff di Mamme al Centro (Dott.sse Roberta d’Esposito,presidente Mamme al Centro, Anna Sallustro Counselor ed Educatrice Mamme al Centro. Dott. Carlo Alfaro Pediatra Asl Na 33, Dott. Enzo Cirillo comunicazione Mamme al Centro con la brillante conduzione di Nino Lauro e l’intervento del Rap Mauro Marsu con la canzone e il video Storia di Mara ) in collaborazione con il piano sociale di zona , ha discusso con i genitori della tematica. Purtroppo il problema delle violenze è sempre più insidioso e persente , sono emersi molti casi di donne vittime di violenza domestica , alcuni molto gravi ed estremi, che avrebbero urgente bisogno di essere risolti, al più presto, dalle autorità competenti e dai servizi sociali. La cosa che rattrista ,maggiormente, è vedere questi bambini (che sono il futuro della nostra società ) accuisare maggiormente i danni di queste violenze! Non dimentichiamo, mai, che un bambino che assiste a violenza domestica è un bambino , anch’esso, vittima di violenze (allo stesso modo dei bambini abusati e violentati )perchè è l’anima che bimbo che andiamo a ferire a lesionare, per sempre, con conseguenze devastanti ,per il bambino e la società, i sintomi vanno da lievi a gravi: bambini che si chiudono in un mutismo , balbuzienti, assenti, aggressivi (addirittura ,in casi estremi, con ritrardi mentali ). La violenza può generare ,in un bambino, terribili ,gravi e devastanti conseguenze , con danni , in alcuni casi, inreversibili. come illusta il Dott. Carlo Alfaro. Siamo convinti che la collettività , in sinergia con le autorità comunali e il piano sociale di zona Na 33, abbiano già predisposto ,dopo la nostra segnalazione ,interventi rapidi e mirati, soprattutto quando si tratta di casi , come quelli affrontati ieri, che ci lasciano senza parole….perchè non si può rimanere indifferenti alla violenza ed è un dovere di tutti fare qualcosa per fermare il fenomeno La prevenzione è fonamentale , quella capillare, quella fatta da scuola a scuola, ragazzo per ragazzo, da mamma a mamma. Andare in ogni scuola ,parlare con i ragazzi della non violenza, parlare con i loro genitori, con le mamme, aiutare una donna in difficoltà (come ,per molti anni , ha fatto l’Associazione Mamme al Centro ) anche da Mamma a Mamma: offrdo un lavoro, un aiuto economico, un’alloggio, un servizio , gratuito, per i figli della vittima…sono cose molto importanti, cose che ridanno digità ad una donna: a volte, con la buona volontà, anche tra cittadini e Associazioni si può creare una rete di aiuto che,in molti casi, è importante. La denuncia ,purtroppo, si consiglia ma non aiuta,concretamente, perchè la donna vittima di violenze domestiche si ritova, dopo la denuncia, sola ,senza sussidio economico, con figli a carico e con il timore che, il compagno, una volta scontata la breve pena , di qualche mese, possa,poi, cercarla e ucciderla (la cronaca,in Italia, è piena di questi tristi episondi ) Quali sono ,dunque, le attuali soluzioni ? La prima cosa da fare ,se si ha un sospetto di esse di fronte ad un bambino o una donna vittima di violenza ,è invitarla ad andare a colloquio ,informale, presso uno psicologo (spesso le scuole ne fornicono uno gratuitamente ) Il Secondo passaggio è quello di recarsi, sempre per un colloquio informale, presso i servizi sociali del proprio comune o il Piano sociale di zona, dove verrà studiata,insieme, agli operatori una strategia , il percorso e i vari passaggi da fare. Un Aiuto concreto,in ogni caso, può provenire anche da perte di amici, partenti e conoscenti : nell’offrire, alla vittima, un lavoro, un’alloggio, un aiuto per i bambini (sembra poco ma,in realtà, è tanto perchè permette alla vittima di poter andar via di casa , scappare dal marito violento e procedere il percorso, di denuncia, etc in piena autonomia e serenità) Purtroppo quando parliamo di violenze tutta la società è colpita e nessuno è immune e tutti abbiamo il dovere di offrire un aiuto concreto.

Sant'Agata sui due Golfi  Massa Lubrense . Mille violenze nascoste sulla patinata costa di Sorrento in Penisola Sorrentina ad averne conferma l'associazione Mamme al Centro presieduta da Roberta d' Esposito, seguita da Positanonews, che da anni è diventata un riferimento per i problemi sociali delle famiglie in generale .27-Aprile. 2015 Si è svolto ,ieri, l'incontro informativo ,con i genitori del Plesso si Sant'Agata dell'Istituto Pulcarelli, Per discutere sulle violenze contro le donne e il bullismo , per dare risposte e per proporre delle ,eventuali, soluzioni. Lo staff di Mamme al Centro (Dott.sse Roberta d'Esposito,presidente Mamme al Centro, Anna Sallustro Counselor ed Educatrice Mamme al Centro. Dott. Carlo Alfaro Pediatra Asl Na 33, Dott. Enzo Cirillo comunicazione Mamme al Centro con la brillante conduzione di Nino Lauro e l'intervento del Rap Mauro Marsu con la canzone e il video Storia di Mara ) in collaborazione con il piano sociale di zona , ha discusso con i genitori della tematica. Purtroppo il problema delle violenze è sempre più insidioso e persente , sono emersi molti casi di donne vittime di violenza domestica , alcuni molto gravi ed estremi, che avrebbero urgente bisogno di essere risolti, al più presto, dalle autorità competenti e dai servizi sociali. La cosa che rattrista ,maggiormente, è vedere questi bambini (che sono il futuro della nostra società ) accuisare maggiormente i danni di queste violenze! Non dimentichiamo, mai, che un bambino che assiste a violenza domestica è un bambino , anch'esso, vittima di violenze (allo stesso modo dei bambini abusati e violentati )perchè è l'anima che bimbo che andiamo a ferire a lesionare, per sempre, con conseguenze devastanti ,per il bambino e la società, i sintomi vanno da lievi a gravi: bambini che si chiudono in un mutismo , balbuzienti, assenti, aggressivi (addirittura ,in casi estremi, con ritrardi mentali ). La violenza può generare ,in un bambino, terribili ,gravi e devastanti conseguenze , con danni , in alcuni casi, inreversibili. come illusta il Dott. Carlo Alfaro. Siamo convinti che la collettività , in sinergia con le autorità comunali e il piano sociale di zona Na 33, abbiano già predisposto ,dopo la nostra segnalazione ,interventi rapidi e mirati, soprattutto quando si tratta di casi , come quelli affrontati ieri, che ci lasciano senza parole….perchè non si può rimanere indifferenti alla violenza ed è un dovere di tutti fare qualcosa per fermare il fenomeno La prevenzione è fonamentale , quella capillare, quella fatta da scuola a scuola, ragazzo per ragazzo, da mamma a mamma. Andare in ogni scuola ,parlare con i ragazzi della non violenza, parlare con i loro genitori, con le mamme, aiutare una donna in difficoltà (come ,per molti anni , ha fatto l'Associazione Mamme al Centro ) anche da Mamma a Mamma: offrdo un lavoro, un aiuto economico, un'alloggio, un servizio , gratuito, per i figli della vittima…sono cose molto importanti, cose che ridanno digità ad una donna: a volte, con la buona volontà, anche tra cittadini e Associazioni si può creare una rete di aiuto che,in molti casi, è importante. La denuncia ,purtroppo, si consiglia ma non aiuta,concretamente, perchè la donna vittima di violenze domestiche si ritova, dopo la denuncia, sola ,senza sussidio economico, con figli a carico e con il timore che, il compagno, una volta scontata la breve pena , di qualche mese, possa,poi, cercarla e ucciderla (la cronaca,in Italia, è piena di questi tristi episondi ) Quali sono ,dunque, le attuali soluzioni ? La prima cosa da fare ,se si ha un sospetto di esse di fronte ad un bambino o una donna vittima di violenza ,è invitarla ad andare a colloquio ,informale, presso uno psicologo (spesso le scuole ne fornicono uno gratuitamente ) Il Secondo passaggio è quello di recarsi, sempre per un colloquio informale, presso i servizi sociali del proprio comune o il Piano sociale di zona, dove verrà studiata,insieme, agli operatori una strategia , il percorso e i vari passaggi da fare. Un Aiuto concreto,in ogni caso, può provenire anche da perte di amici, partenti e conoscenti : nell'offrire, alla vittima, un lavoro, un'alloggio, un aiuto per i bambini (sembra poco ma,in realtà, è tanto perchè permette alla vittima di poter andar via di casa , scappare dal marito violento e procedere il percorso, di denuncia, etc in piena autonomia e serenità) Purtroppo quando parliamo di violenze tutta la società è colpita e nessuno è immune e tutti abbiamo il dovere di offrire un aiuto concreto.

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