Intervista alla giovane e bravissima attrice Angela Caterina, a cura di Maurizio Vitiello.

0

Intervista di Maurizio Vitiello – Risponde la bravissima giovane attrice Angela Caterina, di radici avellinesi, attualmente impegnata in un film.

MV –  PUOI RACCONTARE IL TUO ESORDIO E IL PERCORSO INIZIALE INTRAPRESO?
AC – E’ difficile capire quando nasce una passione così profonda … io direi un senso … ma ricordo che ho cominciato ad amare il Teatro sin da piccola.
Mi piaceva immaginare e vivere tutti i personaggi delle favole e dei film … così iniziai ad imparare a memoria decine e decine di storie … e non nego che ancora oggi lo faccio. Il mio primo esordio è stato con una piccola compagnia amatoriale del posto. Giurai a me stessa, da quel giorno, che per nulla al mondo sarei scesa dalle tavole del palcoscenico. Mai.

MV –  SU QUALE TAGLIO PREFERISCI ESPRIMERTI?
AC – Io amo il Teatro in tutta la sua essenza. Non c’è un personaggio che non vorrei vivere … anzi … la meraviglia continua e lo stupore nel conoscere caratteri e psicologie differenti mi fanno osservare il mondo e quindi la scena con gli occhi di un bambino. Sul palco vivo il respiro dell’esistenza. La realtà e il mondo onirico.
Definisco il palcoscenico una scatola magica dove si è tutti e nessuno, dove si ha tutto e niente, dove ogni cosa è possibile. Scomparire è la parola magica. Lasciare tutto ciò che si conosce per scoprire nuove possibili interpretazioni. Dimenticare se stessi per vivere gli altri. Lasciare tutto nell’attesa del tutto. L’umiltà è il valore più eccelso.

MV – QUALI TUOI SPETTACOLI HANNO RISCONTRATO APPREZZAMENTI, E PERCHE’?
AC – Ci sono diversi spettacoli che hanno disegnato la mia vita. Non riesco a rispondere a questa domanda perché in me vive ogni personaggio o storia che ho incarnato e quindi io li amo tutti. Il calore del pubblico è stato sempre molto bello e forte e sincero. E non c’è cosa più bella al mondo di quello scambio quasi surreale che si ha quando vi è un contatto di sguardi quasi magico o poetico tra l’attore e l’occhio dello spettatore. Un oceano di sensazioni nella tempesta di emozioni che tutto travolge, in un istante. Il calore del pubblico è non solo simbolo di apprezzamento … è molto di più … esprime la varietà, l’unicità e la grandezza del mondo, in tutti i suoi colori. Il giudizio finale è la vera paga dell’attore.

MV – IL TEATRO D’EUROPA TI SODDISFA? C’E’ PARTECIPAZIONE?
AC – Il Teatro d’Europa è per me la mia casa. Il mio vecchietto magico che mi regala sogni. Mi soddisfa perché è umile. Sono cresciuta lì. Ho sposato con convinzione l’idea e i valori che caratterizzano il Teatro d’Europa che si pone come un potente mezzo educativo e di crescita culturale del territorio: l’Irpinia.
Porto sempre con me anche quando sono in altri teatri, un pezzetto delle tavole del suo palco, per sentirmi abbracciata dal suo calore.

MV – COSA VORRESTI PORTARE IN SCENA?
AC – Uno spettacolo dove vivere infinite emozioni. Un susseguirsi di personaggi e storie infinite …  quasi l’etereo. Un girovagare di assoli di anime differenti fra loro che calcano il tutto nell’attesa del senso … forse il senso dell’esistenza. La continua meraviglia. Sfiorare l’attimo di gioia e il buio dolore, respirarne le sfumature … quasi la morte del corpo e l’eternità dell’anima … la speranza.
C’è una ricerca spirituale nel mio vagare tra le storie del mondo.

 

 

 

 

Intervista di Maurizio Vitiello – Risponde la bravissima giovane attrice Angela Caterina, di radici avellinesi, attualmente impegnata in un film.

MV –  PUOI RACCONTARE IL TUO ESORDIO E IL PERCORSO INIZIALE INTRAPRESO?
AC – E’ difficile capire quando nasce una passione così profonda … io direi un senso … ma ricordo che ho cominciato ad amare il Teatro sin da piccola.
Mi piaceva immaginare e vivere tutti i personaggi delle favole e dei film … così iniziai ad imparare a memoria decine e decine di storie … e non nego che ancora oggi lo faccio. Il mio primo esordio è stato con una piccola compagnia amatoriale del posto. Giurai a me stessa, da quel giorno, che per nulla al mondo sarei scesa dalle tavole del palcoscenico. Mai.

MV –  SU QUALE TAGLIO PREFERISCI ESPRIMERTI?
AC – Io amo il Teatro in tutta la sua essenza. Non c’è un personaggio che non vorrei vivere … anzi … la meraviglia continua e lo stupore nel conoscere caratteri e psicologie differenti mi fanno osservare il mondo e quindi la scena con gli occhi di un bambino. Sul palco vivo il respiro dell’esistenza. La realtà e il mondo onirico.
Definisco il palcoscenico una scatola magica dove si è tutti e nessuno, dove si ha tutto e niente, dove ogni cosa è possibile. Scomparire è la parola magica. Lasciare tutto ciò che si conosce per scoprire nuove possibili interpretazioni. Dimenticare se stessi per vivere gli altri. Lasciare tutto nell’attesa del tutto. L’umiltà è il valore più eccelso.

MV – QUALI TUOI SPETTACOLI HANNO RISCONTRATO APPREZZAMENTI, E PERCHE’?
AC – Ci sono diversi spettacoli che hanno disegnato la mia vita. Non riesco a rispondere a questa domanda perché in me vive ogni personaggio o storia che ho incarnato e quindi io li amo tutti. Il calore del pubblico è stato sempre molto bello e forte e sincero. E non c’è cosa più bella al mondo di quello scambio quasi surreale che si ha quando vi è un contatto di sguardi quasi magico o poetico tra l’attore e l’occhio dello spettatore. Un oceano di sensazioni nella tempesta di emozioni che tutto travolge, in un istante. Il calore del pubblico è non solo simbolo di apprezzamento … è molto di più … esprime la varietà, l’unicità e la grandezza del mondo, in tutti i suoi colori. Il giudizio finale è la vera paga dell’attore.

MV – IL TEATRO D’EUROPA TI SODDISFA? C’E’ PARTECIPAZIONE?
AC – Il Teatro d’Europa è per me la mia casa. Il mio vecchietto magico che mi regala sogni. Mi soddisfa perché è umile. Sono cresciuta lì. Ho sposato con convinzione l’idea e i valori che caratterizzano il Teatro d’Europa che si pone come un potente mezzo educativo e di crescita culturale del territorio: l’Irpinia.
Porto sempre con me anche quando sono in altri teatri, un pezzetto delle tavole del suo palco, per sentirmi abbracciata dal suo calore.

MV – COSA VORRESTI PORTARE IN SCENA?
AC – Uno spettacolo dove vivere infinite emozioni. Un susseguirsi di personaggi e storie infinite …  quasi l’etereo. Un girovagare di assoli di anime differenti fra loro che calcano il tutto nell’attesa del senso … forse il senso dell’esistenza. La continua meraviglia. Sfiorare l’attimo di gioia e il buio dolore, respirarne le sfumature … quasi la morte del corpo e l’eternità dell’anima … la speranza.
C’è una ricerca spirituale nel mio vagare tra le storie del mondo.