SALERNO Aeroporto, ultimatum dell’Enac

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Ente per l’aviazione pronto a intervenire sul caso, chiesti chiarimenti su gestione finanziaria e futuro dello scalo

SALERNO – Adesso ci si mette anche l’Enac a complicare la vita all’aeroporto di Salerno. All’ente nazionale per l’aviazione civile di Roma non sono sfuggite le querelle politiche interne ai vertici societari che gestiscono lo scalo, chiuso ai voli di linea dall’8 maggio scorso. E perciò, dopo ferragosto, negli uffici di segreteria dell’aerostazione è arrivata una lettera dalla sede dell’Enac in cui si chiedono lumi su quanto sta accadendo a livello societario, su chi gestisce lo scalo e sul futuro dell’aeroporto. Pena, scrivono i dirigenti Enac, la scure di eventuali provvedimenti che potrebbero scippare alla politica salernitana la gestione di quella che doveva essere l’infrastruttura-volano dell’economia provinciale. L’ultima assemblea dei soci del consorzio di gestione, del 9 agosto scorso, dovrebbe aver chiarito ruoli e incarichi. E, quindi, una risposta all’Enac non dovrebbe essere un problema: la nuova governance e i nuovi assetti societari, con il ripristino della vecchia alleanza Provincia di Salerno-Camera di commercio e con l’estromissione dell’ex presidente del consorzio Ernesto Sica e del Comune di Salerno dalle decisioni gestionali, sono stati chiariti.

C’è un nodo però ancora da sciogliere: la posizione del manager dello scalo, Michele Amendola. Dimissionario e in procinto di essere revocato, almeno a quanto risulta dalla delibera dell’ultima assemblea consortile, l’ex chief executive officer non sembra mostrare ancora l’intenzione di dimettersi. Anche se lo scorso 18 agosto, il nuovo presidente del consorzio di gestione, l’assessore regionale all’Ambiente Giovanni Romano, gli ha chiesto di convocare l’assemblea dei soci per approvare l’ultima delibera consortile, Michele Amendola fa finta di niente. A Romano non è arrivato neanche uno straccio di risposta. Forse perché i due punti all’ordine del giorno fissati nell’assemblea che Romano chiede di convocare sono la revoca dei consiglieri non dimissionari e la chiusura del rapporto con il ceo. Dunque, Amendola, stando a quanto messo in moto per prassi dall’assessore regionale, dovrebbe convocare un’assemblea che determini la chiusura definitiva della sua esperienza manageriale a Salerno.

E non solo. Il manager non dimissionario, non essendo ancora stato estromesso definitivamente dalla gestione dello scalo, rappresenta ufficialmente ancora l’aeroporto. Anche di fronte all’Ente nazionale per l’aviazione civile, a cui, dunque, nel dare lumi su quanto sta accadendo tra i componenti degli organi di gestione dell’aeroporto Salerno Costa d’Amalfi, dovrebbe riferire che uno degli intralci di cui non riesce a liberarsi la governance dell’aerostazione è proprio se stesso. Infine, a completare il quadro delle spaccature interne, ci si mette anche l’ente camerale, con il vicepresidente Guido Arzano che male ha digerito l’accordo Cirielli-Strianese sulla proposta di Alitalia e sulla nuova governance. Tanto da ottenere la convocazione di un consiglio camerale per affrontare la discussione. Che speriamo si pronunci prima che l’Enac decida di intervenire sul caso Salerno.

Angela Cappetta il Corriere del Mezzogiorno                                         inserito da Michele Pappacoda