Lutto per la scomparsa di Aniello Ragosta

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All’età di 87 anni è scomparso il prof. Aniello Ragosta, vero simbolo della cultura e grande latinista. Era docente ed amava scrivere ai suoi amici lettere integralmente in latino, lettere ora consegnate alla storia. Un vero ambasciatore della prevenzione oncologica nelle scuole, incontrando ben 16.000 giovani studenti di molti istituti scolastici della Campania. Con i giovani è stato sempre, quando per ben 40 anni ha insegnato in alcuni dei principali Istituti Superiori di Napoli. Nell’immediato secondo dopoguerra fu corrispondente de Il Popolo, quotidiano fondato a Roma il 5 Aprile del 1923 da Giuseppe Donati e fu anche Responsabile dell’Azione Cattolica a Somma Vesuviana, paesino del napoletano. Ha speso l’intera sua vita per i giovani e per i giovani ha sempre lottato in quanto vero paladino dell’onestà. 

Il suo paese, Somma Vesuviana, lo ricorderà con celebrazioni eucaristiche ed iniziative.

Con la morte di Aniello Ragosta è venuto a mancare un grande uomo, vero paladino dell’onestà, ambasciatore della cultura, educatore dei giovani e che proprio per i giovani ha speso tutta la sua straordinaria esistenza terrena. Era il papà di tutti. Per l’intera comunità sommese e non solo è stato il vero punto di riferimento per la lealtà, per la cultura, per l’onestà. La sua è stata una vita per gli altri ed agli altri ha voluto donare il suo dolore di padre all’indomani della scomparsa della figlia, Germana Ragosta, avvenuta il 7 Gennaio del 2006. Al papà Aniello, professore di Letteratura Italiana presso importanti Istituti Superiori di Napoli (ad esempio il Tommaso Campanella), Germana confidò il suo desiderio: “papà dona tutti i miei organi agli altri”. Purtroppo gli organi di Germana non erano donabili a causa di un maledetto cancro ed allora, da quel momento, dalla sera del 7 Gennaio del 2006, il professore Aniello Ragosta si è sempre domandato cosa potesse fare per gli altri, per i giovani . Dal 2006 e fino alla fine dei suoi giorni il professore ha incontrato ben 16.000 giovani , studenti di moltissime scuole della Campania per portare loro l’esperienza di vita e di fede della figlia Germana ma soprattutto per porre l’accento sull’importanza della prevenzione oncologica. Lo ha fatto in modo instancabile e constante, intenso e sempre macinando centinaia di chilometri con i primari del “Pascale”. Un vero maratoneta della vita, dell’amore, della lealtà. Oggi tutti gli istituti della Campania e quei 16.000 giovani lo ricordano portando vive nel cuore la fiamma e la luce dei valori di cui il professore Ragosta era davvero un vero ambasciatore.

Appena diffusasi la notizia della sua morte è stato forte lo choc nella comunità sommese e non solo ma anche in quella scientifica che da anni era al suo fianco per portare ovunque la prevenzione oncologica ed i commenti sono stati chiari: “è un altro simbolo di Somma Vesuviana che vola via” ed ancora “era una vera istituzione”. 

Negli anni Settanta il professore Aniello Ragosta allietava le serate dei tanti appassionati di musica classica attraverso due importanti trasmissioni radiofoniche trasmesse dall’allora Radio Aragonese, la cui sede era nel cuore del borgo antico del Casamale e poi dagli studi di Radio Antenna Uno. Mozart, Verdi, Mascagni, Puccini, Rossini accarezzavano i versi di Leopardi, Foscolo, Manzoni e lo facevano dinanzi agli occhi entusiasti del figlio Giuseppe Ragosta che allora, all’età di 6 anni, accompagnava il papà Aniello nella lettura delle poesie tutta rigorosamente condotta in diretta. Fu un modo nuovo di fare radio. Trasmissioni entrate nel cuore della gente e la sua gente preferisce ricordarlo ai microfoni della radio, dietro alla scrivania da docente ed ancora con il suo storico bastone che ultimamente lo accompagnava in lunghe e serene passeggiate.

E con serenità è andato a riconciliarsi con la figlia Germana.

La redazione di Positanonews fa le condoglianze alla famiglia tutta e al figlio il collega Alfonso Ragosta.

All’età di 87 anni è scomparso il prof. Aniello Ragosta, vero simbolo della cultura e grande latinista. Era docente ed amava scrivere ai suoi amici lettere integralmente in latino, lettere ora consegnate alla storia. Un vero ambasciatore della prevenzione oncologica nelle scuole, incontrando ben 16.000 giovani studenti di molti istituti scolastici della Campania. Con i giovani è stato sempre, quando per ben 40 anni ha insegnato in alcuni dei principali Istituti Superiori di Napoli. Nell’immediato secondo dopoguerra fu corrispondente de Il Popolo, quotidiano fondato a Roma il 5 Aprile del 1923 da Giuseppe Donati e fu anche Responsabile dell’Azione Cattolica a Somma Vesuviana, paesino del napoletano. Ha speso l’intera sua vita per i giovani e per i giovani ha sempre lottato in quanto vero paladino dell’onestà. 

Il suo paese, Somma Vesuviana, lo ricorderà con celebrazioni eucaristiche ed iniziative.

Con la morte di Aniello Ragosta è venuto a mancare un grande uomo, vero paladino dell’onestà, ambasciatore della cultura, educatore dei giovani e che proprio per i giovani ha speso tutta la sua straordinaria esistenza terrena. Era il papà di tutti. Per l’intera comunità sommese e non solo è stato il vero punto di riferimento per la lealtà, per la cultura, per l’onestà. La sua è stata una vita per gli altri ed agli altri ha voluto donare il suo dolore di padre all’indomani della scomparsa della figlia, Germana Ragosta, avvenuta il 7 Gennaio del 2006. Al papà Aniello, professore di Letteratura Italiana presso importanti Istituti Superiori di Napoli (ad esempio il Tommaso Campanella), Germana confidò il suo desiderio: “papà dona tutti i miei organi agli altri”. Purtroppo gli organi di Germana non erano donabili a causa di un maledetto cancro ed allora, da quel momento, dalla sera del 7 Gennaio del 2006, il professore Aniello Ragosta si è sempre domandato cosa potesse fare per gli altri, per i giovani . Dal 2006 e fino alla fine dei suoi giorni il professore ha incontrato ben 16.000 giovani , studenti di moltissime scuole della Campania per portare loro l’esperienza di vita e di fede della figlia Germana ma soprattutto per porre l’accento sull’importanza della prevenzione oncologica. Lo ha fatto in modo instancabile e constante, intenso e sempre macinando centinaia di chilometri con i primari del “Pascale”. Un vero maratoneta della vita, dell’amore, della lealtà. Oggi tutti gli istituti della Campania e quei 16.000 giovani lo ricordano portando vive nel cuore la fiamma e la luce dei valori di cui il professore Ragosta era davvero un vero ambasciatore.

Appena diffusasi la notizia della sua morte è stato forte lo choc nella comunità sommese e non solo ma anche in quella scientifica che da anni era al suo fianco per portare ovunque la prevenzione oncologica ed i commenti sono stati chiari: “è un altro simbolo di Somma Vesuviana che vola via” ed ancora “era una vera istituzione”. 

Negli anni Settanta il professore Aniello Ragosta allietava le serate dei tanti appassionati di musica classica attraverso due importanti trasmissioni radiofoniche trasmesse dall’allora Radio Aragonese, la cui sede era nel cuore del borgo antico del Casamale e poi dagli studi di Radio Antenna Uno. Mozart, Verdi, Mascagni, Puccini, Rossini accarezzavano i versi di Leopardi, Foscolo, Manzoni e lo facevano dinanzi agli occhi entusiasti del figlio Giuseppe Ragosta che allora, all’età di 6 anni, accompagnava il papà Aniello nella lettura delle poesie tutta rigorosamente condotta in diretta. Fu un modo nuovo di fare radio. Trasmissioni entrate nel cuore della gente e la sua gente preferisce ricordarlo ai microfoni della radio, dietro alla scrivania da docente ed ancora con il suo storico bastone che ultimamente lo accompagnava in lunghe e serene passeggiate.

E con serenità è andato a riconciliarsi con la figlia Germana.

La redazione di Positanonews fa le condoglianze alla famiglia tutta e al figlio il collega Alfonso Ragosta.