Salerno. Spari in strada, gambizzati due uomini. Pomeriggio di terrore nei rioni collinari già presi di mira dai ladri

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Salerno. Doveva essere un “messaggio” chiaro per entrambi. Perché chi era a bordo della Fiat Panda grigia che ieri, poco dopo l’ora di pranzo, ha seminato il terrore tra Ogliara e Rufoli, non si è fermato dopo aver sparato con un fucile da caccia ad un uomo. L’auto ha proseguito per qualche centinaio di metri fino a raggiungere un altro uomo per ripetere quell’avvertimento di piombo. In entrambi i casi gli uomini a bordo della Panda – pare due – hanno mirato alle gambe. Le vittime sono un pregiudicato salernitano, originario della Zona Orientale, noto alle forze dell’ordine per reati collegati allo spaccio di stupefacenti, e un georgiano di circa quarant’anni. Il salernitano è stato raggiunto dai pallini della cartuccia esplosa dall’interno della Panda ad entrambi i polpacci, il georgiano solo ad una gamba. Entrambi sono stati trasportati nell’ospedale “Ruggi” ma non sono in pericolo di vita. Quello che sembrerebbe essere un atto intimidatorio ha avuto inizio nella piazza principale di Ogliara, di fronte alla scuola elementare, davanti ad un distributore di carburante ormai in disuso, ed è terminato nei pressi della chiesa di Rufoli. Poi l’auto si è allontanata. Le indagini sull’accaduto sono condotte dai poliziotti della squadra Mobile diretti dal vice questore aggiunto Claudio De Salvo, che danno la caccia ai due uomini della Panda. Pochissimi i testimoni: data l’ora, la strada era deserta e i negozi chiusi. Gli investigatori, oltre agli elementi raccolti con i sopralluoghi, contano di averne altri attraverso i filmati dei sistemi di sorveglianza di alcune attività della zona. Ma potrebbe risultare decisivo capire cosa ci facessero i due feriti nella zona. Al momento non è esclusa nessuna pista: anche quella del regolamento di conti all’interno della criminalità non viene tralasciata, benché il tipo di arma usata lascerebbe ipotizzare più facilmente che si possa trattare di una vendetta privata. Secondo quanto emerso dalle prime indagini, l’episodio di ieri pomeriggio non avrebbe alcun collegamento con i numerosi furti che negli ultimi giorni sono stati messi a segno proprio nella zona collinare della città, ma quanto accaduto anche immediatamente dopo il raid testimonia il clima di tensione che si vive nei quartieri periferici della città: in molti si sono precipitati nella strada. «Siamo terrorizzati – ha raccontato un’anziana signora – Abbiamo paura dei rumori, sospettiamo di qualsiasi persona non ci risulti familiare. Non si può vivere in questo modo, siamo persone oneste e paghiamo le tasse. Allora mi chiedo perché non abbiamo diritto ad essere difesi, a non avere polizia e carabinieri che girano per le nostre strade come invece accade in centro». Nonostante la grande paura diffusasi quando si è saputo dell’accaduto, soprattutto per la tragedia che ne poteva derivare visto che i primi colpi sono stati esplosi di fronte a una scuola elementare ed a pochi passi da una piazza e da una chiesa, tra i residenti c’è anche chi tende a non colpevolizzare del tutto chi ha sparato, soprattutto se dovesse emergere che lo ha fatto per difendersi da i ladri. «Se si venisse a sapere che chi ha sparato l’ha fatto per la questione dei furti – ha detto una donna – questa persona ci troverà al suo fianco. Se sarà necessario lo sosterremo nelle spese per difendersi. Non è giusto farsi giustizia da soli ma posso capire: in questa zona siamo soli e ormai c’è una confusione che fa spavento». Il Comitato Città Collinare ha chiesto un incontro urgente sia col questore che con il sindaco per «avere garanzie rispetto alla sicurezza dei nostri quartieri». «Non è possibile – scrive il presidente Leonardo Gallo – continuare ad assistere inermi alle incursioni, anche diurne, di criminali senza scrupoli nelle nostre case. Se non ci saranno risposte forti da parte delle forze dell’ordine, si rischia davvero che la situazione degeneri in un far west metropolitano». (Carmen Incisivo – La Città di Salerno)  

Salerno. Doveva essere un “messaggio” chiaro per entrambi. Perché chi era a bordo della Fiat Panda grigia che ieri, poco dopo l’ora di pranzo, ha seminato il terrore tra Ogliara e Rufoli, non si è fermato dopo aver sparato con un fucile da caccia ad un uomo. L’auto ha proseguito per qualche centinaio di metri fino a raggiungere un altro uomo per ripetere quell’avvertimento di piombo. In entrambi i casi gli uomini a bordo della Panda – pare due – hanno mirato alle gambe. Le vittime sono un pregiudicato salernitano, originario della Zona Orientale, noto alle forze dell’ordine per reati collegati allo spaccio di stupefacenti, e un georgiano di circa quarant’anni. Il salernitano è stato raggiunto dai pallini della cartuccia esplosa dall’interno della Panda ad entrambi i polpacci, il georgiano solo ad una gamba. Entrambi sono stati trasportati nell’ospedale “Ruggi” ma non sono in pericolo di vita. Quello che sembrerebbe essere un atto intimidatorio ha avuto inizio nella piazza principale di Ogliara, di fronte alla scuola elementare, davanti ad un distributore di carburante ormai in disuso, ed è terminato nei pressi della chiesa di Rufoli. Poi l’auto si è allontanata. Le indagini sull’accaduto sono condotte dai poliziotti della squadra Mobile diretti dal vice questore aggiunto Claudio De Salvo, che danno la caccia ai due uomini della Panda. Pochissimi i testimoni: data l’ora, la strada era deserta e i negozi chiusi. Gli investigatori, oltre agli elementi raccolti con i sopralluoghi, contano di averne altri attraverso i filmati dei sistemi di sorveglianza di alcune attività della zona. Ma potrebbe risultare decisivo capire cosa ci facessero i due feriti nella zona. Al momento non è esclusa nessuna pista: anche quella del regolamento di conti all’interno della criminalità non viene tralasciata, benché il tipo di arma usata lascerebbe ipotizzare più facilmente che si possa trattare di una vendetta privata. Secondo quanto emerso dalle prime indagini, l’episodio di ieri pomeriggio non avrebbe alcun collegamento con i numerosi furti che negli ultimi giorni sono stati messi a segno proprio nella zona collinare della città, ma quanto accaduto anche immediatamente dopo il raid testimonia il clima di tensione che si vive nei quartieri periferici della città: in molti si sono precipitati nella strada. «Siamo terrorizzati – ha raccontato un’anziana signora – Abbiamo paura dei rumori, sospettiamo di qualsiasi persona non ci risulti familiare. Non si può vivere in questo modo, siamo persone oneste e paghiamo le tasse. Allora mi chiedo perché non abbiamo diritto ad essere difesi, a non avere polizia e carabinieri che girano per le nostre strade come invece accade in centro». Nonostante la grande paura diffusasi quando si è saputo dell’accaduto, soprattutto per la tragedia che ne poteva derivare visto che i primi colpi sono stati esplosi di fronte a una scuola elementare ed a pochi passi da una piazza e da una chiesa, tra i residenti c’è anche chi tende a non colpevolizzare del tutto chi ha sparato, soprattutto se dovesse emergere che lo ha fatto per difendersi da i ladri. «Se si venisse a sapere che chi ha sparato l’ha fatto per la questione dei furti – ha detto una donna – questa persona ci troverà al suo fianco. Se sarà necessario lo sosterremo nelle spese per difendersi. Non è giusto farsi giustizia da soli ma posso capire: in questa zona siamo soli e ormai c’è una confusione che fa spavento». Il Comitato Città Collinare ha chiesto un incontro urgente sia col questore che con il sindaco per «avere garanzie rispetto alla sicurezza dei nostri quartieri». «Non è possibile – scrive il presidente Leonardo Gallo – continuare ad assistere inermi alle incursioni, anche diurne, di criminali senza scrupoli nelle nostre case. Se non ci saranno risposte forti da parte delle forze dell’ordine, si rischia davvero che la situazione degeneri in un far west metropolitano». (Carmen Incisivo – La Città di Salerno)