Un milione di migranti in arrivo. Caserme requisite al Nord. Allarme della magistratura, il Viminale predispone un piano

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Un milione in arrivo. Forse più. Sono già pronti a inseguire il miraggio rischiando la vita. Lo dice chiaramente il procuratore aggiunto di Palermo Maurizio Scalia. E non sorprende: al Viminale da un mese l’allerta è massima sugli sbarchi, nell’ultima settimana hanno superato gli 11.500 con una media di 1.500 persone al giorno. Ma è nel momento più drammatico che si apre uno spiraglio. E se la conta dei morti e l’ennesima strage annunciata non placano le polemiche sull’accoglienza in Italia, dove alla vigilia delle elezioni i toni dei presidenti delle regioni diventano più aspri e l’ipotesi di requisizioni dei siti per accogliere i migranti è concreta, per la prima volta l’Italia riceve un segnale sugli accordi di Dublino. Piccole cifre, ma una parte dei richiedenti asilo potrebbe essere accolta nei 28 paesi Ue: 5000 in tutto. Un segnale politico. Che la misura dell’esodo avrebbe assunto proporzioni bibliche era già stato annunciato. Nonostante la sospensione della missione umanitaria Mare nostrum il numero degli arrivi rispetto al 2014 è cresciuto. In base ai dati, aggiornati allo scorso 17 aprile, sulle nostre coste dal primo gennaio sono arrivati 22.976 migranti, rispetto ai 20.899 dello scorso anno. Una cifra che supera di otto volte quella del 2013. Con proiezioni ancora più drammatiche per i prossimi mesi. Attualmente sono circa 70mila a trovare accoglienza nelle nostre strutture. Distribuiti in maniera diseguale, con una circolare del Viminale, per sistemarne 6.500, rimasta sospesa. La proporzione è tra i 18.648 ospitati in Sicilia e nessun posto messo a disposizione dalla Liguria. Il Viminale ha già predisposto un elenco di caserme in Veneto e un piano di requisizione dei siti. Sempre che non si trovi un accordo con i sindaci. La polemica tra l’Italia e alcuni Paesi Ue ed extra Ue va avanti da anni. Secondo gli accordi di Dublino, l’accoglienza dei profughi spetta al Paese di primo approdo, così come la richiesta di asilo. Le accuse, che più volte sono arrivate, soprattutto dalla Germania, è che alcuni migranti non siano stati identificati e siano arrivati Oltralpe in cerca di accoglienza. Adesso, però, dal vertice di Lussemburgo arriva un lieve segnale. I 28 membri Ue potrebbero prendere in carico 5000 migranti. Una goccia rispetto alle previsioni, ma pur sempre un’apertura. Secondo una recente ricerca della Fondazione “Leone Moressa”, finora l’Italia sarebbe stata meta anche dei cosiddetti “profughi di ritorno”. Svizzera, Germania e Svezia avrebbero girato al nostro Paese la ripresa in carico di immigrati sbarcati in Sicilia e finiti nelle nazioni del centro e nord Europa. Si stima che solo la Germania abbia avanzato lo scorso anno 9.000 richieste di “ripresa in carico”, il 117,2% in più del 2013. Le oltre 22.000 domande di ripresa in carico rivolte al nostro Paese da altre nazioni Ue nel 2013 erano pari ad oltre il 50 per cento dei profughi sbarcati quell’anno. Il 66,1 per cento delle richieste è andato a buon fine, facendo tornare 15mila immigrati nei centri italiani. Il fenomeno delle richieste d’asilo interessa tutta l’Ue: nel 2014 ha superato quota 625mila, +44,7%. L’Italia, terzo Paese per richieste, dopo Germania e Svezia, registra il maggior incremento rispetto al 2013 (+142,8%). (Valentina Errante – Il Mattino)

Un milione in arrivo. Forse più. Sono già pronti a inseguire il miraggio rischiando la vita. Lo dice chiaramente il procuratore aggiunto di Palermo Maurizio Scalia. E non sorprende: al Viminale da un mese l'allerta è massima sugli sbarchi, nell'ultima settimana hanno superato gli 11.500 con una media di 1.500 persone al giorno. Ma è nel momento più drammatico che si apre uno spiraglio. E se la conta dei morti e l'ennesima strage annunciata non placano le polemiche sull'accoglienza in Italia, dove alla vigilia delle elezioni i toni dei presidenti delle regioni diventano più aspri e l'ipotesi di requisizioni dei siti per accogliere i migranti è concreta, per la prima volta l'Italia riceve un segnale sugli accordi di Dublino. Piccole cifre, ma una parte dei richiedenti asilo potrebbe essere accolta nei 28 paesi Ue: 5000 in tutto. Un segnale politico. Che la misura dell'esodo avrebbe assunto proporzioni bibliche era già stato annunciato. Nonostante la sospensione della missione umanitaria Mare nostrum il numero degli arrivi rispetto al 2014 è cresciuto. In base ai dati, aggiornati allo scorso 17 aprile, sulle nostre coste dal primo gennaio sono arrivati 22.976 migranti, rispetto ai 20.899 dello scorso anno. Una cifra che supera di otto volte quella del 2013. Con proiezioni ancora più drammatiche per i prossimi mesi. Attualmente sono circa 70mila a trovare accoglienza nelle nostre strutture. Distribuiti in maniera diseguale, con una circolare del Viminale, per sistemarne 6.500, rimasta sospesa. La proporzione è tra i 18.648 ospitati in Sicilia e nessun posto messo a disposizione dalla Liguria. Il Viminale ha già predisposto un elenco di caserme in Veneto e un piano di requisizione dei siti. Sempre che non si trovi un accordo con i sindaci. La polemica tra l'Italia e alcuni Paesi Ue ed extra Ue va avanti da anni. Secondo gli accordi di Dublino, l'accoglienza dei profughi spetta al Paese di primo approdo, così come la richiesta di asilo. Le accuse, che più volte sono arrivate, soprattutto dalla Germania, è che alcuni migranti non siano stati identificati e siano arrivati Oltralpe in cerca di accoglienza. Adesso, però, dal vertice di Lussemburgo arriva un lieve segnale. I 28 membri Ue potrebbero prendere in carico 5000 migranti. Una goccia rispetto alle previsioni, ma pur sempre un'apertura. Secondo una recente ricerca della Fondazione “Leone Moressa”, finora l'Italia sarebbe stata meta anche dei cosiddetti “profughi di ritorno”. Svizzera, Germania e Svezia avrebbero girato al nostro Paese la ripresa in carico di immigrati sbarcati in Sicilia e finiti nelle nazioni del centro e nord Europa. Si stima che solo la Germania abbia avanzato lo scorso anno 9.000 richieste di “ripresa in carico”, il 117,2% in più del 2013. Le oltre 22.000 domande di ripresa in carico rivolte al nostro Paese da altre nazioni Ue nel 2013 erano pari ad oltre il 50 per cento dei profughi sbarcati quell'anno. Il 66,1 per cento delle richieste è andato a buon fine, facendo tornare 15mila immigrati nei centri italiani. Il fenomeno delle richieste d'asilo interessa tutta l'Ue: nel 2014 ha superato quota 625mila, +44,7%. L'Italia, terzo Paese per richieste, dopo Germania e Svezia, registra il maggior incremento rispetto al 2013 (+142,8%). (Valentina Errante – Il Mattino)